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PD nazionale

Napolitano, Epifani: "Su senatori a vita scelta indiscutibile"

Notizie dal PD - Ven, 30/08/2013 - 12:38

“Da parte del Presidente Napolitano è stata fatta una scelta indiscutibile. Si tratta di persone che hanno dato grande prestigio all’Italia.” Lo dichiara Guglielmo Epifani, segretario nazionale del Partito Democratico.
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Lavoro, Carmassi: "Servono più risorse e no aumento Iva"

Notizie dal PD - Ven, 30/08/2013 - 12:37
"Tagliare costo lavoro, serve crescita che crei occupazione"
“I dati dell’Istat confermano le nostre preoccupazioni e delineano un quadro sociale estremamente preoccupante. E’ necessario che il governo predisponga nuove risorse a favore di quanti hanno perso il lavoro, Cig ed esodati e un intervento convincente di riduzione del costo del lavoro. Serve una crescita che determini una ripresa occupazionale, solo così si potrà rompere la spirale recessiva che ci minaccia costantemente. In particolare è necessario impedire l’aumento dell’Iva che si rifletterebbe in maniera drammatica su una situazione già precaria andando a colpire chi è già in difficoltà deprimendo ancora di più consumi che sono già al palo, e dobbiamo bloccare l'aumento dell'iva alle cooperative sociali previsto a partire da gennaio, perché un aumento dal 4% al 10% rischia di produrre una ulteriore perdita di 20.000 ulteriori posti di lavoro e il taglio dei servizi alle persone che necessitano di assistenza”.
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L'equilibrio di una vera riforma

Notizie dal PD - Ven, 30/08/2013 - 11:28
Pierpaolo Baretta - Europa
La istituzione della nuova tassa comunale sui servizi (Service tax), le cui modalità saranno definite nella legge di stabilità, rappresenta una importante novità che modifica il quadro normativo della tassazione locale. Non solo quella sulla proprietà, attraverso il superamento dell’Imu sulla prima casa, ma anche quella sui servizi. La Service tax, infatti, sostituisce la Tares; una tassa giustamente contestata dai sindaci e che andava, in ogni caso, riformata.
La Service tax sarà costituita da due componenti. Una prima è patrimoniale; nel senso che dei buoni servizi aumentano il valore commerciale dell’immmobile e, dunque, è giusto che anche i proprietari ne sopportino in parte il peso. L’altra componente è direttamente legata ai servizi erogati e, dunque, sarà a carico di tutti, proprietari ed inquilini.
Nello scegliere questa impostazione si è tenuto conto che già ora chi abita (sia esso proprietario o affittuario) paga la tassa sui rifiuti, mentre, ora il proprietario pagava l’Imu.
L’equilibrio che troveremo tra le due componenti non potrà prevedere che il superamento della tassa sulla proprietà (l’attuale Imu) si scarichi sugli inquilini. Sarebbe una presa in giro. Per evitarlo abbiamo definito alcune clausole di salvaguardia a favore degli inquilini.
Innanzi tutto la definizione di una aliquota massima che impedisca ai comuni di aumentare il prelievo rispetto ad oggi; mentre non verrà fissata alcuna aliquota minima, perché il sindaco potrà anche azzerare il peso di questa tassa o di una parte di essa; la seconda è che il governo metterà a disposizione dei Comuni una dotazione importante di almeno 2 miliardi destinati proprio a ridurre il carico fiscale della Service tax.
In sostanza, si fa strada il principio del “pago, vedo e voto” che il presidente Letta ha detto nella conferenza stampa di presentazione del decreto. Il rapporto tra il cittadino contribuente ed il proprio Comune si intensifica e si fa interattivo, come è giusto che sia. Un buon federalismo fiscale, dunque, è l’effetto che si vuole raggiungere.
Il lavoro delle prossime settimane sarà, pertanto molto impegnativo. La struttura della nuova tassa è infatti definita, ma la sua articolazione dovrà essere discussa coi Comuni, le associazioni degli inquilini e il parlamento. Sarà un banco di prova per tutti.Oltre il fumo mediatico del centrodestra, questo risultato fa intravedere una riforma seria, equilibrata e più equa.
Se si è imboccata questa strada e non quella della propaganda molto è dovuto alla determinazione con la quale si è insistito, da parte nostra innanzi tutto, per evitare che la demagogia trascinasse tutti nell’oblio. Più che un compromesso, dunque, che semmai è quello raggiunto sulla moratoria dell’Imu per il 2013, la Service tax è una riforma vera e propria. E, non è proprio di riforme che si continua a dire che ha bisogno il paese?
Fonte: Europa
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King, il coraggio di un sogno

Notizie dal PD - Ven, 30/08/2013 - 11:19
Walter Veltroni - L'Unità
Cinquant`anni fa, nell`enorme spianata che fronteggia il Lincoln Memorial colma di persone, la parola «sogno» cambiò di senso. Nelle parole di quell`uomo straordinario (e straordinario oratore) che si chiamava Martin Luther King. 
Fu allora che il sogno passò da quel significato un po` mieloso e un po` sgranato che lo lega al sonno o al desiderio ad una straordinaria potente anticipazione del futuro. Del futuro possibile. Ieri Barack Obama, primo presidente nero degli Usa, ha reso omaggio a King. E se provate a leggere il suo bellissimo discorso, al martellante «I have a dream» di cinquant`anni fa ha accostato un verbo molto più terreno del sogno, il verbo marciare. 
«Poiché marciarono l`America cambiò. Poiché marciarono fu firmata la legge per il diritto di voto. Poiché marciarono, l`America divenne più libera e più giusta. L`America cambiò per voi e per me». Così ha detto Obama, riferendosi alla gente comune «i cui nomi non sono mai comparsi sui libri di storia e non sono mai strati pronunciati in televisione». 
Le immagini di quel giorno afoso dell`estate del 1963 non possono uscire dalla memoria. Martin Luther King parlava circondato da bianchi e da neri, da ebrei coi cappelli neri e da islamici con lo zucchetto bianco. Quasi tutti avevano gli abiti della domenica, spesso vestiti scuri e strette cravatte nere e sui volti la determinazione delle persone semplici che stanno scrivendo la storia. 
Alle spalle di King la gradinata che sale al Lincoln Memorial e, dietro le colonne di quella specie di tempio greco, nella penombra dell`enorme sala, la statua del presidente che ha abolito la schiavitù, seduto e con le mani bene in vista poggiate sui braccioli del suo scranno da cui guarda in avanti come un nume tutelare. 
Era l`anno in cui Kennedy spingeva sull`acceleratore dell`affermazione dei diritti civili, piegando le gigantesche resistenze di un sud dove le scuole come gli autobus, le università come i locali pubblici erano ancora luoghi di discriminazione: bianchi da una parte, quella buona, neri dall`altra. La marcia di Washington fu una spinta straordinaria, uno di quei tornanti della storia dai quali non si torna indietro. 
Obama ha ricordato come quella marcia non aveva per tema solo i diritti civili. No, al contrario era una marcia per il lavoro e King l`aveva preparata girando negli slum delle città, incontrando i sindacati, mettendo insieme bianchi e neri su rivendicazioni sociali che si incrociavano ai diritti: lavoro e uguaglianza, diritto di voto e salari migliori. Cinquant`anni sono un tempo sufficientemente lungo perché il mondo cambi radicalmente. 
Dal 1963 ad oggi l`uomo ha messo i piedi sulla luna, ha combattuto tante sanguinose guerre, ha trasformato il paesaggio e la tecnologia eppure basta riflettere sulle parole di Martin Luther King per capire cosa significa un «pensiero lungo» capace di attraversare il Novecento e giungere al secondo millennio senza perdere di attualità. 
Attenzione alla vita reale, una voglia di cambiamento impetuosa come un fiume ma che al tempo stesso rifiuta la violenza, tenere accesi grandi valori e al tempo stesso puntare alla coesione, al senso di comunità. L`orgoglio di questo pastore battista coraggioso e pronto a mettere in gioco la propria vita per affermare le sue idee ma mai violento, mai tentato da quel separatismo che aveva intriso una parte dei movimenti neri di quegli stessi anni. 
Ma ricordare King e quella marcia cinquant`anni dopo non è un esercizio di nostalgia e neppure un semplice omaggio. È al 2013 che bisogna guardare, alle vecchie e alle nuove disuguaglianze. Lo ha fatto Obama con parole straordinarie mettendo in risalto la difficoltà dell`oggi e un divario sociale che al posto di attenuarsi sembra allargarsi. 
«Ma la buona notizia - ha detto il presidente - è che, proprio come era vero nel 1963 anche adesso possiamo scegliere. Possiamo continuare lungo la solita strada, lungo la quale gli ingranaggi della democrazia si bloccano e i nostri figli accettano la prospettiva di coltivare aspettative inferiori, nella quale la politica è una partita senza nessun vincitore, nella quale pochi prosperano e famiglie di ogni razza stentano ad andare avanti e a dividersi una torta economica sempre più piccola. Questa è una strada. 
Altrimenti possiamo avere il coraggio di cambiare. La marcia di Washington ci insegna che non siamo intrappolati dagli errori della storia, ma siamo padroni del nostro destino». 
È un bivio in cui si trovano non solo gli Stati uniti. Un bivio che ci riguarda da vicino. 
Che insopportabile banalità è la denigrazione delle parole della politica! Quelle parole hanno cambiato il mondo, sono diventate energia di pochi e poi senso comune delle generazioni successive. È questo il riformismo. Non la palingenesi annunciata di un mondo altro. No, qui e ora, migliorare la vita di chi ha di meno. Qui ed ora sfidare conservatorismi e intolleranze. Qui e ora. Perché è il riformismo democratico l`unica grande idea che mostra, nel nuovo secolo, tutta intera la sua meravigliosa forza e bellezza. Solo a credere in esso. E davvero.
Fonte: L'Unità
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Cuperlo: "Non più piccola, una sinistra ripensata"

Notizie dal PD - Ven, 30/08/2013 - 11:05
Intervista a Gianni Cuperlo di Daniela Preziosi - Il Manifesto
Gianni Cuperlo, trovata l`intesa sull`imu, per Letta il governo ora `è senza scadenza`. Molti nel suo partito, il Pd, invece continuano a indicare la primavera come il momento giusto per andare al voto. È così? 
«In un contesto ordinario la scadenza di un governo coincide con la fine della legislatura, ma noi non viviamo in un contesto ordinario. Questa è una maggioranza eccezionale e di scopo. Anzi, di scopi ne ha due. Aggredire l`emergenza economica e mettere al riparo la nostra democrazia da nuove involuzioni che si evitano prima di tutto con una nuova legge elettorale e con alcune migliorie essenziali del nostro ordinamento istituzionale, quindi lasciando perdere suggestioni presidenzialiste. Per questi obiettivi Letta stesso ha parlato di 18 mesi, comprensivi del semestre italiano di presidenza dell`Ue, dopo di che logica e interesse nazionale chiedono di rispettare i patti e riconsegnare la parola agli elettori». 
Come valuta l`accordo sull`imu? 
È stato un compromesso figlio di quella eccezionalità che ho appena ricordato. La destra brinda. Ma il governo ha salvaguardato un`altra quota di esodati e garantito un finanziamento, anche se ancora insufficiente, della cassa integrazione in deroga. Un osservatore neutro commenterebbe che ciascuno tira la coperta a sé. Ma se stiamo al merito, è evidente che un governo senza la destra non avrebbe tolto l`Imu anche a chi ha tutti i requisiti per pagare un`imposta che nel resto d`Europa non è un`angheria dello sceriffo di Nottingham ma figlia di un banale principio di equità e progressività nella tassazione sul patrimonio. Adesso è fondamentale che il Pd si presenti con una propria `agenda` che metta al centro tre snodi: lotta alla povertà, creazione di lavoro, sostegno con ammortizzatori e non solo a chi è caduto a terra». 
Cosa pensa delle tattiche di Berlusconi per rinviare - il voto sulla sua decadenza dal Senato? È d`accordo con la proposta Violante? 
«Credo si debba votare sì alla decadenza. Nessuno contesta le garanzie della difesa. La giunta del Senato esaminerà gli atti, ascolterà, discuterà e si esprimerà. Ma stiamo alla sostanza. La destra, o una sua larga parte, semplicemente respinge una condanna definitiva liquidandola come prova inconfutabile di quella persecuzione giudiziaria che denuncia da anni. Loro chiedono una soluzione politica rinominata `agibilità` motivandola col ruolo pubblico di Berlusconi e col suo consenso elettorale. Ma è questa logica a essere inaccettabile. L`idea che se prendi milioni di voti sei per ciò stesso sciolto da ogni vincolo di legge. In democrazia non funziona così. Il punto non è solo che la legge dev`essere uguale per tutti, affermazione sacrosanta quanto scontata. Il tema vero è che su questo passaggio si gioca una intera concezione della democrazia. Se loro si ostinano a dire che la fonte del potere è il popolo e solo al popolo bisogna rendere conto perché unicamente lì vive la sovranità, l`effetto è di riporre in naftalina lo Stato di diritto. Quella che si afferma è una logica illiberale e anticostituzionale. Ecco perché non possiamo né dobbiamo arretrare di un millimetro: non è una questione di tattica e non è la via per liberarci dì un avversario politico. E un principio e come tale non lo si può interpretare secondo convenienza. Questo la destra lo deve capire. E comunque deve sapere che su questa frontiera del diritto noi non cederemo mai». 
Ora che il governo sembra al sicuro, Il suo partito stabilirà la data del congresso. L`area dell`ex segretario non ha ancora un candidato. Civati ha parlato persino di un `candidato fantasma`. È così? Si aspetta un altro sfidante? O per chiarire meglio il senso di questa domanda - l`area che ha diretto il partito stenta oggi a trovare un nuovo interprete: perché? 
«Forse non sono io il primo destinatario di questa domanda. Posso solo dire come immagino il nostro congresso. Mi piacerebbe fosse un momento di libertà per ciascuno. Libertà di pensiero in primo luogo. Vorrei un dibattito segnato dal primato dei diversi impianti culturali, con piattaforme espressione non solo dî una leadership ma di una visione del mondo e della politica dopo la destra. E però questo lo fai se al centro di tutto precipita la natura del progetto, la sua identità, l`immagine che si ha del nuovo centrosinistra che dobbiamo costruire dopo la sconfitta di febbraio e l`implosione di quella coalizione. Da parte mia non è solo una mozione degli affetti, ma una sfida su principi e contenuti. Le note che ho scritto e che sto discutendo sera dopo sera in tante feste sono frutto di questa volontà. Non so cosa faranno le diverse aree e componenti, però coltivo l`idea che in tante e tanti possano misurarsi davvero col merito della proposta, e poi scegliere di andare dove li portano la ragione e il sentimento». 
Stefano Fassina, oggi viceministro, apprezzando il suo documento dice però che manca ancora un passaggio politico, il dialogo con culture non provenienti dalla sinistra, per esempio quella della dottrina sociale della Chiesa. È così? 
«È un`opinione e con Stefano mi piacerebbe discuterne a fondo, come ci è capitato di fare tante volte in questi anni. Io penso che il Pd sia, o debba essere, un soggetto che non fonda se stesso sulla riverniciatura di vecchie pareti ma che si fa carico del pensiero critico maturato in questi lunghi anni di crisi. Lì c`è qualcosa di vitale, nel contributo del cattolicesimo democratico, di una sinistra europea che in mezzo a mille tribolazioni sta costruendo la sua rotta, e poi movimenti e forze che si affacciano ora sulla scena e che sono figlie di questa stagione. La mia opinione è che l`opera di costruzione del nuovo partito si sia arenata, oltre che su limiti soggettivi, sulla difficoltà a pensare una cultura politica per il Pd non come l`addizione di singoli fattori sino a ieri divisi tra appartenenze diverse, ma come la ricerca - certo anche faticosa - di una nuova identità condivisa. Ma questo traguardo lo si taglia a due condizioni. Se non hai paura di un confronto di verità al tuo interno, anche aggredendo temi all`apparenza ostici, e se coltivi quel coraggio persino visionario che ti spinge a guardare oltre le compatibilità. Pensi ai primi segnali formidabili di questo pontificato, a cosa possono significare quelle parole sferzanti sulla "globalizzazione dell`indifferenza" pronunciate a Lampedusa. Ecco, se crediamo nel Pd - se non lo consideriamo una mera operazione di vertice ma il nucleo di un`altra stagione possibile - allora più che il dialogo tra culture dovremmo capire quale sia lo spazio di una cultura altra capace di farci dialogare con milioni di persone fuori da noi». 
Questo potrebbe portare a un allargamento del consenso intorno alla sua mozione? 
«Me lo auguro. Ed è la ragione per cui. ho scritto solo degli appunti, delle note, senza reticenze ma anche rinviando a più avanti la stesura di una piattaforma vera e propria che spero possa essere frutto di una ricerca condivisa da altri, indipendentemente dalla loro `collocazione` di ieri. Se il nostro congresso ha un senso è aprire una via che ci porti oltre i limiti di questi anni. E per fare questo non devi erigere paratie, bisogna allargare il campo. In fondo a sostenere che "meno si è meglio si fa" di solito sono quelli che nelle proprie idee hanno scarsa fiducia». 
Cosa risponde a chi dice della sua candidatura che è troppo targata a sinistra` e rischia di riportare il partito, per tagliarla grossa, alle divisioni fra ex Pci e ex Ppl? E di rinchiudere l`area della sinistra, quella che si autonomina così, in un recinto troppo stretto? 
«In parte una risposta l`ho già data ma potrei rovesciare Io schema e chiedere io: come si può immaginare il Pd da qui ai prossimi anni senza che quell`organismo collettivo sia attraversato, nella sua costituzione e nella sua identità, dai valori e dalle ambizioni di una sinistra ripensata e ricollocata pienamente nella storia di questo paese? Davvero qualcuno che in questo progetto ha creduto può pensare che la sinistra, assumendo nel termine la complessità delle sue radici e della sua prospettiva, possa finire ai margini o non contare più? E a quel punto sarebbe in campo una forza più solida, popolare, plurale nelle sue ispirazioni? O piuttosto non avremmo compromesso il progetto che più di altri si è posto il tema dí condurre l`Italia dove da tempo dovrebbe stare, sulla frontiera avanzata della modernità e dell`Europa? Io, come altri, non guardo alle origini. Mi trovo in sintonia con persone che hanno militato una vita in partiti diverso dal mio e mi capita di dissentire profondamente con chi nel Pci ha coltivato una intera biografia. Insomma, non penso a un Pd più piccolo, più ortodosso e fagocitato da una sinistra ripiegata sul passato. Penso a un Pd aperto, curioso e consapevole che intorno a noi molto, quasi tutto, è cambiato e cambierà ancora». 
Cosa pensa della `transumanza` di molti dirigenti e amministratori Pd verso Renzi? 
«Non giudico, cí mancherebbe. E ho rispetto verso le posizioni di tutti. Spero solo siano sempre scelte indotte dalla convinzione». 
Renzi è considerato un grande comunicatore. Lei appare, in qualche misura all`opposto, un dirigente e un intellettuale propenso all`analisi e poco indulgente verso i personalismi e i diktat della comunicazione. È una scelta politico-culturale. Ce la spiega? Pensa che sia efficace per convincere i militanti e gli elettori del Pd a votarla? 
«Sull`efficacia non saprei ma continuo a pensare che alle spalle abbiamo un deficit di elaborazione e conoscenza. Per troppo tempo abbiamo schiacciato la nostra agenda su un presente che a volte è finito col ricattare4e nostre stesse scelte. Un paio di generazioni si sono formate in questo clima e qualche ricaduta oggi si coglie. Lo stesso terremoto elettorale di febbraio non ha dato vita a una riflessione rigorosa su ciò che era accaduto e sulle sue conseguenze. Ma se sei un partito non puoi vivere sospeso in una bolla perenne. C`è il momento dell`azione e di dev`essere anche lo spazio per capire dove sei, cosa si agita fuori da te e dai tuoi confini, come cambiano l`economia, le culture, le attese dei singoli. Devi saper dire, ma devi anche poter pensare. E tra le due stanze a me pare convenga tenere aperta la porta di collegamento». 
Il suo documento è un`analisi critica molto forte degli errori della sinistra degli ultimi 25 anni. Ma in questa analisi non indica i passaggi emblematici fatti, e sbagliati, dal Pd e dai suoi dirigenti. Ce ne indica due che ci facciano capire, per titoli, quale crede siano stati gli errori più gravi compiuti? 
«Avere pensato che il conflitto potesse divenire un ostacolo sulla via di una democrazia più solida quando è vero esattamente l`opposto, e cioè la democrazia depurata dal conflitto si svuota di sostanza. Non aver compreso che la sfida per i diritti umani, universali e indivisibili, ha mutato radicalmente natura e si configura oggi come una leva essenziale di ogni processo di evoluzione e sviluppo dell`economia, della cittadinanza e della democrazia». 
Il suo documento delinea un congresso `costituente`, I cui fondamentali sono all`opposto delle larghe intese. Come sarà possibile sostenerlo senza mettere in dubbio le larghe intese? 
«Per ciò che ho detto rispondendo alla prima domanda. Perché le `larghe intese`, come le chiama lei, non possono essere il progetto politico di una sinistra ripensata. Perché se vogliamo aggredire le riforme vere e radicali di cui l`Italia bisogna è evidente che le nostre ricette non sono quelle della destra. Perché se al centro mettiamo una lotta senza quartiere alle rendite, consorterie e corporazioni sappiamo che buona parte della reazione verrà dai nostri avversari. Perché se vogliamo redistribuire, assieme a una certa quantità di risorse, una certa quantità di potere a chi oggi non ne ha e non ha voce è chiaro che dovremo costruire le alleanze politiche e sociali coerenti con quel traguardo. Perché se vogliamo raccogliere molto più del consenso che abbiamo adesso dobbiamo dire per chi siamo, quali interessi intendiamo promuovere, quali forze scegliamo di emancipare e rappresentare».
Fonte: Il Manifesto
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Fioroni: "I chiarimenti sono un diritto"

Notizie dal PD - Ven, 30/08/2013 - 10:56
Intervista a Giuseppe Fioroni di Francesvo De Palo - ItaliaOggi
L'Italia è uno Stato di diritto, dove le leggi si rispettano e le sentenze si applicano, premette l`ex ministro Pd Beppe Fioroni. Ma proprio per evitare al Pd di apparire prevenuto, «se il Pdl ha motivi seri e fondati, si approfondisca pure la questione Berlusconi» commenta. 
L`ex presidente della Camera Luciano Violante dice: «Rispetto la linea di partito, ma Berlusconi ha diritto di difendersi». Il Lodo Violante è una via di uscita? 
«Non cerco una via di uscita, o un escamotage che evochi l`idea dell`inciucio o della trattativa sottobanco. Faccio invece un ragionamento molto semplice e non sopporto coloro che, di fronte all`ordinaria saggezza, hanno la reazione di chi dice: «Questo è un imbroglio». Io ragiono con ordinaria saggezza». 
Ovvero? 
«Secondo la posizione del nostro partito la decadenza non è una persecuzione, né una volontà di ledere Berlusconi: questo è un dato certo. In Italia le leggi si rispettano, le sentenze si applicano ed è la logica conseguenza di tale convinzione. Dopo di che, proprio perché siamo forti delle nostre ragioni, dobbiamo evitare di apparire all`esterno come coloro che assumano atteggiamenti pregiudiziali o tanto meno arroganti. Perché il combinato disposto di un Pd che rifiuti chiarimenti e approfondimenti darebbe l`idea di un partito che, improvvisamente, è diventato arrogante o con un atteggiamento prevenuto nei confronti di Berlusconi». 
Con quali conseguenze? 
«Sarebbe un grave errore, in quanto consentirebbe a chiunque di poter strumentalizzare la vicenda utilizzando il consueto vittimismo. Se il Pdl dispone di elementi di chiarimento, seri e che non siano né sotterfugi né banali perdite di tempo, allora non cambierebbe molto decidere il 9 settembre o più in là. Per questo valuto le parole di Violante come un`opinione seria a sostegno dell`idea che si possano concedere approfondimenti a chi abbia dubbi, se i dubbi sono reali. D`altra parte questa è una posizione perfettamente compatibile con quella di chi ha, dalla propria parte, la certezza delle singole convinzioni». 
Come legge le aperture al salvataggio per Berlusconi manifestate da Monti e Dini? 
«In uno Stato di diritto, dove ci troviamo, la legge è uguale per tutti. Se si aprisse un dibattito tra chi vuole salvare il cittadino X piuttosto che il cittadino Y, creeremmo un precedente ed un vulnus, nel rispetto della peculiarità di un cittadino che è anche leader di partito. Sappiamo tutti, però, che l`esser leader di partito comporta anche l`applicazione di quel detto della moglie di Cesare, che pretende da tutti un surplus di attenzioni rispetto ad un cittadino ordinario».
Non le piace il termine salvataggio? 
«No, perché ci metterebbe su un binario fuorviante. Noi abbiamo la consapevolezza delle nostre convinzioni, chi non ne abbia, avanzi pure quei chiarimenti, ma a patto che valgano per tutti e non per uno. Porlo come un salvataggio no. So che Monti e Dini sono due persone serie, per cui credo siano attenti a che il cittadino Berlusconi non sia trattato in modo particolare, né che gli venga precluso il diritto ad approfondire in presenza di elementi fondati».
Fonte: ItaliaOggi
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Via l'Imu, ma la Service tax è anche sugli immobili

Notizie dal PD - Ven, 30/08/2013 - 10:54
Giampaolo Galli - Europa
Nell'immediato non c’è modo di attuare consistenti tagli alla spesa pubblica. La buona notizia è che non si abolisce del tutto una qualche forma di tassazione sulla prima casa  Il governo Letta non morirà sull’Imu. Questa è la buona notizia, perché il paese non può permettersi una crisi di governo. Le incognite rimangono, ma questa era la principale, per via delle promesse elettorali sconsiderate del Pdl e, in misura maggiore o minore, di tutti gli altri partiti.
Nel 2013 le prime case non pagheranno nulla. Questa è una stranezza, ma forse è meglio questa strana transizione al nuovo regime, opportunamente federalista, della Service tax piuttosto che una riforma affrettata che avrebbe creato incertezza per contribuenti e l’amministrazione.
È giusta l’abolizione dell’Imu sugli immobili invenduti e su terreni e fabbricati agricoli, nonché la deducibilità, sia pure parziale, dell’Imu sugli immobili d’impresa.
“Il gioco delle tre tasse” è stato il commento più gettonato della giornata. Si cambia nome alla tassa e passata la festa… Per chi ha sempre ritenuto che l’Imu fosse una tassa sacrosanta, anche se perfettibile, questa in fondo è un’altra buona notizia. Per fortuna non si fa la sciocchezza colossale di abolire del tutto una qualche forma di tassazione sulla prima casa. 
Ce l’avevano chiesto l’Ocse e il Fmi. Era – non va dimenticato – una delle sei condizioni che ci aveva posto l’Unione Europea quando ci ha svincolati dalla procedura di disavanzo eccessivo e sarebbe stato assurdo fare diversamente. Peraltro su poche altre cose c’è altrettanto consenso fra gli economisti di ogni credo politico: un’imposta moderata sugli immobili consente di alleggerire le vere imposte distorsive che sono quelle su lavoro e impresa. 
A chi cita le distorsioni e le iniquità presenti nella tassazione sugli immobili – le quali in qualche misura rimarranno anche con la Service tax – è facile rispondere che non vi è nulla di più iniquo e distorsivo, anzi assurdo, dell’imposta sui redditi, una tassa sul sudore della fronte di quel sottoinsieme di contribuenti che la pagano.
Ma la vera lezione di questa vicenda è che non c’è modo di attuare consistenti tagli alla spesa pubblica nell'immediato. Questa era la storiella messa in giro dal Pdl e tanti altri in campagna elettorale. E questa storiella è uscita a pezzi. Né il Pdl né nessun altro è riuscito a individuare tagli veri e fattibili nell'immediato nella misura necessaria. Come ha argomentato il ministro Saccomanni in parlamento, ulteriori tagli sono possibili dal 2014 con una vera spending review, che deve essere rafforzata ed è il vero test a cui è chiamato questo governo.
Nell'immediato si può fare poco perché è assolutamente falsa la vulgata secondo cui negli ultimi anni non sono stati fatti tagli e perché ulteriori tagli sono già previsti a legislazione vigente per l’anno in corso. Nell'ultimo triennio la spesa primaria è scesa dell’1,8% a prezzi correnti e del 5% al netto dell’inflazione. Quanto alla spesa corrente, al netto di interessi e prestazioni sociali, la discesa è stata di 4 punti (7 in termini reali). 
I consumi intermedi, al netto della sanità, scendono del 24% fra il 2010 e il 2014. Una forte stretta è in atto su tutte le altre principali poste della spesa pubblica, dai dipendenti ai trasferimenti alle imprese e agli enti decentrati, e, come ha spiegato Saccomanni, ulteriori tagli immediati rischiano di compromettere il corretto funzionamento degli apparati pubblici.
È bene che si prenda atto di questa realtà, altrimenti si continuano ad alimentare aspettative irrealistiche che sono alla base di giudizi affrettati sull'efficacia dell’azione di governo. Chi crede che il maggior partito della coalizione, il Pd, coltivi ancora il vecchio vizio del “tassa e spendi” ha ora l’onere di spiegare perché il Pdl o Scelta civica non siano riusciti a proporre nulla di meglio.

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Legge elettorale, Sereni: “Procedura d’urgenza, il Parlamento rispetti l’impegno”

Notizie dal PD - Ven, 30/08/2013 - 10:49
La vice presidente democratica di Montecitorio: "Decisione unanime, ora addio al Porcellum"
“Il Parlamento riapre tra qualche giorno e, come deciso all’unanimità dalla Conferenza dei capigruppo sia alla Camera che al Senato, si dovrà affrontare con procedura d’urgenza la riforma della legge elettorale. In base a questa decisione il testo resta in commissione per un tempo limitato ed è dunque auspicabile che per ottobre si arrivi al voto in aula in uno dei due rami del Parlamento. Il Pd, lo ha detto e ripetuto, è per l’abolizione del Porcellum, non contro o a favore di qualche partito, ma per restituire agli italiani la possibilità di scegliere chi li rappresenta e per garantire governabilità al sistema”. Lo dice Marina Sereni, vice presidente democratica della Camera dei deputati. “Il premier Letta ha ricordato, anche ieri, che riformare le istituzioni, ridurre i costi della politica, migliorare il funzionamento della democrazia fa parte degli impegni presi al momento della nascita di questo esecutivo. Noi intendiamo rispettarli tutti nei tempi previsti. Sulla legge elettorale vedremo già nei prossimi giorni quale sarà l’atteggiamento degli altri partiti di maggioranza e opposizione che hanno maledetto il Porcellum, ma sono disposti a riabilitarlo magari leggendo qualche sondaggio favorevole."
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Pezzopane: "Dagli otto giuristi argomenti deboli. Ricorso alla Consulta non praticabile"

Notizie dal PD - Ven, 30/08/2013 - 10:48
Intervista a Stefania Pezzopane di G. Ruo. - La Stampa
Stefania Pezzopane, Pd, vicepresidente della Giunta delle elezioni e delle immunità, ha letto i pareri pro veritate depositati dalla difesa di Berlusconi? 
«Nulla di nuovo, discorsi già sentiti in queste settimane di polemiche. Pareri, direi, "leggeri", in alcuni casi di giuristi legati al presidente Berlusconi per il quale hanno svolto già altri pareri». 
Il suo è un pregiudizio? 
«No, solo la delusione di chi si aspettava argomentazioni forti, convincenti». 
A questo punto, alla legittima richiesta di rivolgersi alla Corte Costituzionale avanzata dai legali di Berlusconi come risponderete? 
«Rimango convinta che non ci sono gli estremi perché la Giunta si rivolga alla Consulta. Legittima l`aspettativa del senatore Berlusconi, ma la Giunta in questa legislatura, proprio per volontà del Pdl, ha deciso che non fosse il caso sollevare dubbi di costituzionalità delle leggi per incompetenza dell`organo». 
Nessuno spiraglio neppure per la incostituzionalità della retroattività tanto contestata? 
«Ma non scherziamo. Di questo passo dovremmo aspettare i tre gradi di giudizio e almeno otto anni prima che la Severino entri in vigore, nel senso di applicabile». 
Al di là della battuta, il problema è reale. 
«Tanto non lo è che diversi prefetti, attuando la Severino, hanno firmato decreti di decadenza di consiglieri comunali e regionali. Voglio ricordare che anche i senatori Pdl sostennero la legge perché occorreva ripulire un Parlamento eliminando la presenza di condannati». 
Senatrice Pezzopane, non compete certo alla sua Giunta occuparsene, ma ha letto le motivazioni della Cassazione? 
«Dà i brividi leggere che Berlusconi era l`ideatore di un sistema di frode fiscale. Non è un titolo di merito».
Fonte: La Stampa
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Gutgeld: "Un'operazione da Robin Hood alla rovescia. Sulla casa cedimento alla destra populista"

Notizie dal PD - Ven, 30/08/2013 - 10:42
Intervista a Yoram Itzhak Gutgeld di Tommaso Ciriaco - La Repubblica
«Egoisticamente sono contento perché non dovrò più pagare l`Imu sulla prima casa. Ma da esponente della sinistra sono molto triste. È un`operazione da Robin Hood alla rovescia. Si prende ai poveri per dare ai ricchi. Un cedimento alla destra populista». Il siluro sul governo Letta arriva dal deputato del Pd Yoram Gutgeld. Tocca a lui, consigliere economico di Matteo Renzi, aprire una crepa significativa nel fronte dem: «Così com`è avrei grosse difficoltà a votare questo decreto». 
Onorevole, lei parla di massima iniquità. Perché? 
«Le tasse non sono come l`aria, che è infinita. Sulle tasse vanno fatte delle scelte». 
Hanno scelto di cancellare l`imposta a tutti i cittadini. 
«E una grande ingiustizia sociale e morale. Un atto sbagliato dal punto di vista economico. E un grave errore politico». 
Un disastro, insomma. Perché è moralmente ingiusta? 
«Se davvero ci fossero quattro miliardi di risorse rintracciate dall`Iva o dal gioco d`azzardo, io li metterei sui precari. E invece noi che facciamo? Li diamo ai benestanti e ai ricchi. Presenterò una proposta emendativa per ridurre l`Irpef ai redditi più bassi». 
Che c`è di sbagliato dal punto di vista economico? 
«Chi, come me, non pagherà l`Imu avrà mille euro in più. Finiranno in banca e lì resteranno. Ai benestanti non cambia nulla. Se invece dessimo quei soldi a precari e disoccupati, andrebbero in consumi. Quindi economicamente è la scelta più sbagliata possibile: produce meno sviluppo e meno Pil». 
Poi c`è il punto politico. 
«Si tratta di un grave errore politico del Pd. Fino a martedì scorso abbiamo detto, con buon senso, che l`imposta andava ritoccata, ma comunque lasciata a chi è più ricco. Poi mercoledì c`è stata una marcia indietro inspiegabile. Ha vinto Berlusconi, abbiamo contribuito a costruire la sua campagna elettorale». 
Addirittura. Un prezzo pagato in nome delle larghe intese? 
«Lo sanno anche i bambini dell`asilo. E c`è una cosa ancora più grave: abbiamo ceduto non al Cavaliere, ma alla destra populista e demagogica. Perché una destra liberista seria tassa gli immobili, come avviene in Inghilterra e negli Usa. Una destra seria non dice che l`abolizione serve a rilanciare il mercato immobiliare, perché è una fesseria colossale. Serve invece ridurre l`enorme tassazione sulle transazioni immobiliari». 
Sembra quasi intenzionato a votare contro questo decreto. 
«Avrei grosse difficoltà a votare così com`è la parte sull`Imu. Mi spenderò per cercare di modificarlo in Parlamento».
Fonte: La Repubblica
Categorie: PD nazionale

Franceschini: "Mi spiace per gli alleati ma facciamo molte cose di sinistra"

Notizie dal PD - Ven, 30/08/2013 - 10:30
Intervista a Dario Franceschini di Alessandra Longo - La Repubblica
il ministro Dario Franceschini non si batte il petto orgoglioso come il vice premier Angelino Alfano quando parla dell`abolizione dell`Imu però anche lui esibisce motivi di orgoglio: «Mi dispiace per qualche alleato ma questo governo, in condizioni difficilissime, e con l`eredità pesante dei precedenti esecutivi, sta facendo molte cose di sinistra». Sì, di sinistra: per gli esodati, per i più poveri, per i precari... Che le larghe intese diventino un modello? «Assolutamente no. Non stiamo preparando alcuno scenario per il dopo. Questo è un governo di avversari politici che torneranno ad essere tali alle prossime elezioni». A proposito dell`aumento di un punto dell`Iva a ottobre: Fassina lo dà per scontato, Franceschini no. «Non c`è nessun automatismo - assicura -. Decideremo, valuteremo». 
Ministro, davvero l`esecutivo di cui fa parte, superata la battaglia sull`Imu, non ha più una scadenza ravvicinata? I renziani saranno preoccupati... 
«Non è cambiato nulla, è tutto molto lineare. C` è una ragione sociale, un compito che il Parlamento ci ha dato che è quello di affrontare le emergenze economico-sociali del Paese e accompagnare il percorso di cambiamento delle regole costituzionali che spetta a Camera e Senato. Noi continueremo a lavorare finché il Parlamento ci darà la fiducia». 
Il governo Letta è nato anemico e ora sembra rafforzato. 
«Nessuno si è trovato prima in una situazione come questa. Con una maggioranza alquanto improbabile di avversari politici, con l`impegno dei vincoli europei, incluso il tetto del 3 per cento, con l`impossibilità di aumentare le tasse, con l`obbligo di rispondere a situazioni di povertà e disagio drammatiche. In questo quadro che le ho descritto, avrebbe avuto difficoltà anche un vincitore netto delle elezioni. Eppure, per la prima volta, dopo molto tempo, siamo un governo che non chiede lacrime e sangue. Magari veniamo criticati perché non restituiamo abbastanza ma le nostre misure puntano proprio a questo: a restituire. E stiamo seguendo una gerarchia dei bisogni precisa...». 
Traduco: state facendo cose di sinistra. 
«Esatto. Stiamo facendo molte cose di sinistra che rivelano un`altra sensibilità sociale. Mi dispiace per gli alleati ma è così». 
Mi fa degli esempi? 
«Ne posso citare alcuni: i 500 milioni per i cassintegrati; il salvataggio dalla disperazione di 6.500 esodati licenziati individualmente; il piano casa con gli interventi per l`edilizia popolare, i mutui per le famiglie disagiate, per le giovani coppie, la soluzione per i precari della pubblica amministrazione, gli ecobonus, gli incentivi per le assunzioni di giovani, il decreto per la cultura, il blocco dell`aumento dell`Iva di un punto...».
La fermo, mi scusi. Ma proprio in queste ore Stefano Fassina ha detto che a ottobre ci sarà l`aumento Iva per colpa dell`Imu "regalata" al Pdl. 
«Non c` è automatismo. A ottobre valuteremo. Logica vorrebbe che prorogassimo il blocco dell`aumento fino al 31 dicembre e poi nel 2014, nella cornice della legge di stabilità, si definissero le regole della nuova tassazione sugli immobili e si ridisegnassero le aliquote Iva per renderle meno disordinate e più eque». 
Riuscite a navigare, addirittura fate cose di sinistra. Larghe intese per sempre? 
«Assolutamente no. Lo dico con chiarezza: questo governo non prepara alcun scenario per il dopo. Abbiamo un mandato preciso e faremo fino all`ultimo del nostro meglio per mettere in condizione chiunque vincerà di governare. Ma i nostri alleati di oggi saranno i nostri avversari politici alle prossime elezioni. Stiamo facendo un lavoro difficile, mi creda, e non tra gli applausi». 
Dalla base del Pd infatti arrivano mugugni: l`abolizione dell`Imu è considerata una "cambiale" pagata al Pdl. 
«Secondo lei una famiglia con reddito basso e senza lavoro se le togli una tassa sulla casa in cui abita non dice grazie anche se è di sinistra?». 
Letta si sta facendo una grossa esperienza. Lo attende un futuro da candidato premier? 
«Enrico ha definito questo governo di servizio. E` lo spirito con cui stiamo lavorando, l`esatto opposto di chi pensa al proprio futuro individuale».
Fonte: La Repubblica
Categorie: PD nazionale

Leva: "La condanna è pienamente giustificata, in Senato niente tempi supplementari"

Notizie dal PD - Ven, 30/08/2013 - 10:22
Intervista a Danilo Leva di Alberto Custodero - La Repubblica
«Le motivazioni della Cassazione giustificano in pieno la condanna a 4 anni di Berlusconi per frode fiscale». Danilo Leva, responsabile Giustizia per il Pd, è tranchant. «In Giunta non ci saranno supplementari». 
Queste 208 pagine pongono la parola fine ai "tentennamenti" del Pd? 
«Non c`è alcun automatismo tra le motivazioni e il lavoro che farà nelle prossime settimane la Giunta del Senato».
Cosa ne pensa della posizione dei socialisti che sono a favore della decadenza "senza però lasciare dubbi giuridici"?
«La situazione è chiara: nessun dubbio giuridico». 
Il Pdl vi accusa di essere condizionati da un pregiudizio antiberlusconiano ventennale. 
«Nessun pregiudizio. L`atteggiamento di un partito politico come il Pd nei confronti della magistratura deve essere di rispetto della separazione dei poteri». 
Come cambia il dibattito politico dopo il deposito delle motivazioni? 
«Penso che quelle sono motivazione delle quali la politica non può far altro che prendere atto. Ribadisco che la politica non può sostituirsi ai giudici soprattutto se ci troviamo di fronte a una sentenza passata in giudicato». 
Il Pdl però sostiene che si tratta di un teorema politico.
«Non è affatto un teorema politico, ma una sentenza che scende sul piano dei fatti, non solo della legittimità. La Cassazione ha semplicemente usato argomentazioni a sostegno della logicità della sentenza di Appello». 
Le motivazioni sono state firmate anche dal giudice Esposito che è finito nell`occhio del ciclone per un`intervista al Mattino nella quale pareva aver anticipato il suo giudizio. Pensa che la sentenza sia in qualche modo "viziata" da questo episodio? 
«Mi limito a prendere atto di ciò che dice la sentenza. Le dichiarazioni del giudice Esposito sono oggetto di un procedimento autonomo da parte della magistratura che farà il suo corso e che credo non possa riguardare o essere oggetto di polemiche politiche». 
A questo punto ritiene che la legge Severino sia applicabile senza bisogno di un intervento "chiarificatore" della Consulta? 
«La Severino è applicabile a Berlusconi così come è stata applicata ad altri cittadini in quanto stabilisce i requisiti per l`accesso alle cariche pubbliche elettive. E vero che uno stato di diritto si basa sul diritto alla difesa, ma prima di tutto c`è il principio secondo il quale le legge è uguale per tutti».
Fonte: La Repubblica
Categorie: PD nazionale

Epifani: "La decadenza è inevitabile"

Notizie dal PD - Ven, 30/08/2013 - 10:07
Intervista a Guglielmo Epifani di Andrea Carugati - L'Unità
Una vittoria di Berlusconi sull`Imu? «Solo propaganda». L`aumento di un punto dell`Iva a ottobre? «Deve essere assolutamente evitato e sono convinto che il governo ci riuscirà». Il governo? «Il suo orizzonte è di due anni». Guglielmo Epifani, segretario del Pd, parla a tutto campo. Anche delle motivazioni della sentenza di condanna del Cavaliere: «Emerge un grave quadro di reati che ci rende sempre più convinti sulla decadenza da senatore». 
Segretario, chi ha vinto e chi ha perso sull`Imu? 
«Le cose non stanno nei termini in cui vengono indicate dalla propaganda del Cavaliere. Del resto, ormai siamo abituati alle sue giravolte: fino a pochi giorni fa il governo doveva cadere, ora viene incensato fino alla prossima sterzata. La realtà delle decisioni prese dal governo è decisamente più complessa. C`è stata una prima serie di provvedimenti, un percorso che proseguirà la settimana prossima con alcuni interventi sulla scuola che noi sosteniamo con forza e infine con la legge di stabilità di ottobre. Mercoledì il governo ha fatto principalmente quattro operazioni: coprire il mancato pagamento della rata Imu di giugno, un provvedimento di edilizia sociale a sostegno dei giovani e di chi è moroso per necessità rispetto ai mutui, si sono stanziati 500 milioni per rifinanziare la cassa in deroga e si è trovata una via d`uscita al dramma di 7mila esodati. Infine, si è deciso di superare l`Imu, di trasformarla coerentemente con quanto Letta aveva detto in Parlamento, per dar vita nel 2014 a una service tax a carattere comunale, in cui far confluire l`imposta sui rifiuti e altri servizi come i costi per l`illuminazione della strade». 
Che giudizio dà di questa operazione? 
«Questa riforma era tra gli obiettivi del Pd, ora dovrà essere definita in accordo con i Comuni e con l`Anci soprattutto per quanto attiene alle griglie di equità sociale. Ma già da ora si può dire che rispetto agli attuali sei miliardi (Imu più Tares) gli italiani pagheranno 2 miliardi in meno. A questo va aggiunta la deducibilità dell`Imu per i capannoni industriali di artigiani e imprese. Ho parlato di una soluzione socialmente equilibrata e ribadisco questo giudizio. Quando arriveranno anche i provvedimenti sulla scuola, dopo quelli già adottati in tema di cultura, sarà ancora più chiaro che nell`azione del governo vi sono in gran parte le priorità sostenute dal Pd». 
E tuttavia sull`Imu la linea che è passata non è la vostra... 
«Non mi nascondo dietro un dito. Avere esentato dall`Imu anche le fasce più abbienti non era la direzione che noi avremmo percorso. Quei soldi si sarebbero potuti utilizzare per nuovi investimenti». 
Il viceministro Fassina sostiene che aver tolto l`Imu a tutti renderà inevitabile l`aumento dell`Iva. 
«Per noi quell`aumento va scongiurato, perché il calo dei consumi si sta ancora aggravando e l`aumento Iva rischia di essere pagato soprattutto dalle fasce popolari. Sono consapevole che la coperta finanziaria è corta, e questo intendeva dire Fassina, ma nella manovra di ottobre bisognerà fare ogni sforzo sull`Iva. E per continuare l`azione in campo sociale: per la cassa in deroga non bastano questi 500 milioni e bisogna avere la coscienza che il problema degli esodati va risolto per tutti». 
C`è anche il nodo delle coperture per la seconda rata Imu che andrà sciolto... 
«Toccherà in primo luogo al ministro Saccomanni prendere queste decisioni. Io chiedo che siano socialmente eque, ci sono settori in cui si può tagliare ancora e altri dove invece è impossibile. Per le imprese molto si è fatto. Non possiamo fermarci alle emergenze: la manovra d`autunno deve porsi anche il tema di iniziare a ridurre le disuguaglianze». 
Se al governo ci fosse stato il centrosinistra, come sarebbe cambiata la manovra sulla casa? 
«Non in modo strutturale. Avremmo investito di più sul sociale e fatto pagare l`Imu alle fasce più alte. Ma questo è un governo di compromesso e serve il necessario realismo per riconoscerlo». 
A proposito della nuova service tax, le associazioni degli inquilini sono già in rivolta: temono che cada sulle loro tasche. 
«Mi pare che ci sia un equivoco. La nuova imposta avrà comunque una base patrimoniale. La mia valutazione è che gli inquilini pagheranno meno di quanto pagano oggi». 
Il presidente Letta ha detto che ora il governo non ha scadenze. È d`accordo? 
«La domanda andrebbe rivolta innanzitutto al Pdl. Il Pd ha sempre detto che questo governo deve lavorare. Naturalmente, resta fermo il fatto che non accetteremo alcun ultimatum di Berlusconi sul tema della decadenza: era vero ieri e lo sarà ancor più nei prossimi giorni quando la questione sarà all`esame della giunta del Senato. Sulla decadenza ci siamo mossi con assoluta coerenza, sono gli altri che sono passati dagli annunci di crisi all`incensamento del governo in pochi giorni». 
Dunque che orizzonte ha il governo? 
«Non vorrei che le parole di Letta venissero strumentalizzate o che nascessero polemiche inutili. Per noi l`orizzonte è quello indicato dal premier al suo insediamento, e dunque un riferimento biennale per affrontare le emergenze, completare le riforme e affrontare il semestre europeo». 
Eppure le parole del premier sembravano guardare anche oltre... 
«Credo fossero rivolte a chi tenta di dargli delle scadenze settimanali, un modo per dire "lasciateci lavorare"». 
Questo orizzonte biennale è verosimile? 
«Questo è un governo di servizio al Paese, che deve fare delle cose utili. Per riuscirci nelle prossime settimane vanno separate le vicende giudiziarie da quelle politiche. Chi ieri voleva sfasciare, oggi incensa e magari domani è di nuovo pronto a risfasciare, deve tenere un comportamento più comprensibile e coerente».
In questi giorni impazza tra i giuristi, e non solo, l`ipotesi che la giunta del Senato ricorra alla Corte costituzionale sulla legge Severino. 
«Non cambio di una virgola quello che ho già detto. L`opinione del Pd è che quella legge sia perfettamente costituzionale. Poi ci sono le ragioni della difesa e l`autonomia della giunta e dei suoi membri che svolgeranno una funzione di tipo para-giurisdizionale». 
Come valuta le motivazioni della sentenza di condanna di Berlusconi? 
«La lettura delle motivazioni fa impressione. Viene disegnato un quadro di responsabilità e di reati particolarmente gravi, tanto più per un uomo politico. E questo ci rende sempre più convinti sulla decadenza». 
Nei prossimi giorni ci saranno delle iniziative del governo sulla scuola. Che peso avranno secondo lei? 
«Dobbiamo fare la stessa operazione che il governo ha fatto sulla cultura. Dopo anni di tagli c`è stata una inversione di tendenza: bisogna riprendere a investire, dagli insegnanti di sostegno alla lotta alla dispersione. E poi bisogna riaprire le porte ai giovani insegnanti, e anche ai giovani medici della sanità. Bisogna superare il blocco indiscriminato delle assunzioni, fare nuovi concorsi, altrimenti il rischio è di avere il corpo docente più anziano d`Europa. La lotta alle diseguaglianze e la scuola sono questioni su cui intendiamo sollecitare il governo già dalle prossime scadenze». 
Lei oggi aprirà la festa Pd di Genova insieme al ministro Cécile Kyenge, oggetto di attacchi inqualificabili. 
«C`è stata verso di lei una intollerabile campagna di aggressione fatta di xenofobia, cripto razzismo e volgarità. Ho voluto che aprisse con me la festa per dare un segnale a tutto il Paese, per confermarle che ha il sostegno nostro e di tutte le istituzioni europee». 
Si aspettava che questo razzismo si scatenasse? 
«Nei momenti di crisi queste pulsioni a volte tornano a galla. C`è una responsabilità della politica, che dovrebbe combattere questi fenomeni, mentre da noi c`è una parte che li alimenta, non solo nel mondo leghista. Colpisce come un frastuono il silenzio di Grillo su questa vicenda. Non ha speso una parola a sostegno del ministro Kyenge».
Come giudica l`atteggiamento di Maroni? Ha fatto il suo dovere? 
«Non credo che condivida quelle pulsioni, ma non ha fatto tutto quello che poteva per fermare questa deriva».
Fonte: L'Unità
Categorie: PD nazionale

Cooperazione, Pistelli: “L’Italia in prima linea nel Corno d’Africa”

Notizie dal PD - Gio, 29/08/2013 - 18:10

Roma, 29 ago - “La Cooperazione italiana costituisce una realtà consolidata e continua a giocare un ruolo di primo piano per la presenza e gli interessi dell’Italia nel Corno d’Africa e in tutta la regione orientale”. E’ quanto ha affermato il viceministro Lapo Pistelli che ha appena concluso in Uganda, Kenya, Gibuti e in cui ha dedicato anche un’attenzione particolare alla Somalia. Pistelli ha visitato alcuni progetti di alto impatto e visibilità promossi o sostenuti dalla Cooperazione Italiana: tre iniziative realizzate in collaborazione con note Ong (Cuamm, Avsi e Amref) in Uganda (rispettivamente l’ospedale e la scuola d’informazione infermieri di Matany e un centro di reintegrazione di donne e di loro figli affetti da HIV a Kampala), e in Kenya (un centro a favore dei bambini di strada, realizzato con Amref a Dagoretti nei pressi di Nairobi). Il viceministro ha inaugurato, assieme alla Ministro keniana Charity Ngilu, un ambulatorio e una strada nel popoloso e degradato quartiere di Korogocho (Nairobi), nel quadro del programma italo-keniano di conversione del debito (circa 44 milioni su 10 anni). Nello stesso quartiere, Pistelli ha inaugurato la biblioteca del centro dei Padri Comboniani, finanziato da una fondazione bancaria italiana. A Gibuti il viceministro ha visitato l’Ospedale di Balbalà, una delle realizzazioni del programma bilaterale di conversione del debito e ha incontrato il suo omologo gibutino, viceministro per gli Affari esteri e la Cooperazione internazionale, Ahmed Ali Silay. “Le autorità dei tre Paesi – spiega Pistelli - ci hanno espresso una grande soddisfazione per l’ampiezza e la qualità delle iniziative della Cooperazione italiana e hanno auspicato un rafforzamento dei rapporti con l’Italia anche in questo settore. E’ ovvio che lo strumento della cooperazione rafforza l’amicizia, la collaborazione politica ed economica, il prestigio del nostro Paese da queste parti. Ciò dipende dalla qualità dei progetti e delle persone che operano nelle Ong e ovviamente dipenderà in futuro anche dalla dotazione di risorse che il Parlamento saprà assicurare alla Cooperazione”. A Kampala e a Nairobi il viceministro ha avuto inoltre l’opportunità di incontri e di un interscambio cordiale e costruttivo con i rappresentanti delle Ong italiane, sulle problematiche e gli orientamenti di fondo della Cooperazione e sui processi e le maggiori scadenze internazionali dei prossimi anni sulle grandi problematiche dello sviluppo. La Cooperazione sarà in primo piano anche nell’azione perseguita dal governo italiano per la stabilizzazione e la ricostruzione della Somalia, come è emerso dagli incontri che il viceministro ha dedicato a questo tema a Nairobi.
Categorie: PD nazionale

Pd: motivazioni sentenza Mediaset non lasciano spazio a interpretazioni

Notizie dal PD - Gio, 29/08/2013 - 17:16
Leva: "Non sono previsti tempi supplementari"
“Le motivazioni depositate dalla suprema Corte su cui si fonda la sentenza Mediaset sono chiarissime e non lasciano spazio ad alcuna libera interpretazione, giustificando in pieno la condanna a 4 anni di reclusione per frode fiscale di Silvio Berlusconi". Lo ha affermato il responsabile Giustizia del Pd, Danilo Leva. "Di questo - ha aggiunto - la politica non può che prendere atto ed essere consequenziale per quanto di propria competenza. I processi si celebrano nelle aule di tribunale e non nei salotti televisivi. Le polemiche sollevate in queste ore dal Pdl circa una eventuale pronuncia della Cassazione nel merito, e non sul piano della legittimità, sono del tutto strumentali e prive di fondamento, visto che la stessa Suprema Corte ha semplicemente motivato la logicità della sentenza di secondo grado". "Ora la giunta per le immunità al Senato sarà chiamata ad applicare la legge che in uno stato di diritto è uguale per ciascun cittadino. Non sono previsti tempi supplementari", ha concluso.
Categorie: PD nazionale

On line il sito della VI edizione della scuola politica Democrazia e Accesso

Notizie dal PD - Gio, 29/08/2013 - 17:13

 

On line il sito della VI edizione della scuola estiva di formazione politica Democrazia e Accesso, che si svolgerà a Cortona dal 13 al 15 settembre. All’interno del sito troverete il programma delle tre giornate,  alcuni spunti di riflessione sull’argomento e il form per l’iscrizione.

 

Democrazia e Accesso

Categorie: PD nazionale

Una festa per comunicare la politica, dai retroscena ai fake

Notizie dal PD - Gio, 29/08/2013 - 17:09
Il 29 agosto parte a Pesaro la Festa nazionale del Pd dedicata alla comunicazione. Accanto ai tradizionali dibattiti, spazio anche a temi più pop. Europa, Rudy Francesco Calvo
Non aver paura della comunicazione, ma imparare a conoscerla meglio, a studiarla, perfino a utilizzarla per i propri interessi. Perché, che si voglia o no, «quando la comunicazione fa la politica», la politica non può ignorarla, come troppo spesso si è pensato di poter fare a sinistra. 
È questo il tema della Festa nazionale del Pd sulla comunicazione, che aprirà i battenti a Pesaro il 29 agosto, per proseguire fino all’8 settembre. «Chi è più bravo a scegliere le parole giuste – spiega Antonio Funiciello, responsabile cultura e comunicazione dei Democratici, presentando l’evento – sarà avvantaggiato nella gara politica ad avere la meglio sull’avversario. Bisogna studiare. Diventare più colti e intelligenti. E farsi aiutare dai comunicatori di professione, senza reticenze o assurdi complessi di superiorità (che nascondono, invero, drammatici complessi di inferiorità)». Ecco allora che a Pesaro si cercherà di affrontare la comunicazione politica guardandola attraverso sfaccettature diverse, dallo spin al retroscena, come forma di racconto del dibattito politico. 
Per arrivare al ruolo ancora preponderante della tv, perfino in quella campagna elettorale del 2013, che sembrava poter segnare il sorpasso della Rete sui media più tradizionali. E invece, siamo ancora qui a ricordare Berlusconi che pulisce la sedia di Travaglio, il faccia a faccia tra Bersani e Renzi per le primarie o Monti che prende in braccio il cagnolino dalla Bignardi. «Accanto ai dibattiti politici più tradizionali – spiega la coordinatrice della comunicazione del Pd, Roberta Maggio – abbiamo cercato di dare spazio a forme più pop di comunicazione, che spesso incidono più di quanto si pensi nel modo in cui i cittadini percepiscono la politica». 
Ecco allora che a Pesaro troveranno spazio anche i fake (L’Apparato, Casalegglo, i Marxisti per Tabacci) e l’ad-busting. E perfino fenomeni che poco hanno a che fare con la politica, ma che stanno ottenendo molto successo in rete, come il food blogging. Alla Festa parteciperanno anche giornalisti e collaboratori di Europa: il nostro direttore Stefano Menichini discuterà del racconto della politica, dall’analisi al retroscena, domenica 1 settembre insieme a Filippo Ceccarelli, Claudio Cerasa, Marco Damilano, Roberto Giachetti e Fabio Martini, mentre il vicedirettore Filippo Sensi sarà impegnato l’8 settembre in un confronto tra e sugli spin doctor insieme a Giovanni Diamanti (che cura anche il nostro speciale sullo Spin factor), Paolo Gentiloni, Mario Rodriguez, Andrea Romano e Claudio Velardi. La nostra Teledipendente Stefania Carini modererà l’1 settembre un confronto sul ruolo della tv nell’ultima campagna elettorale, al quale parteciperanno Giorgio Gori, Matteo Ricci, Alessandra Sardoni e Gianluca Semprini. Il 3 settembre, Simona Ercolani, Antonio Funiciello, Enrico Mentana e Walter Veltroni discuteranno invece sul tema Quale televisione per un paese consapevole. 
@rudyfc
Categorie: PD nazionale

La service tax peserà meno di Imu e Tares. Pd lavora per scongiurare l'aumento dell'Iva

Notizie dal PD - Gio, 29/08/2013 - 17:03
Pd: Non solo superamento dell'Imu, ma anche della tassa sui rifiuti
“Il pacchetto delle misure economiche varate ieri dal governo Letta merita apprezzamento e va approfondito. Il governo ha varato infatti un mix di provvedimenti utili e necessari sul terreno delle priorità economiche e delle emergenze sociali, come il rifinanziamento della cassa integrazione, l’intervento per gli esodati da licenziamenti individuali, i giovani e il sostegno per i mutui casa”. E’ quanto affermato dal responsabile economico del Pd, Matteo Colaninno. “Abbiamo lavorato facendo squadra con il presidente Letta e i ministri e il risultato è largamente positivo, soprattutto se si tiene conto dei difficili vincoli finanziari”. Colaninno ha inoltre sottolineato come “anche per quanto riguarda il superamento dell'Imu e della tassa sui rifiuti - ripeto: il superamento dell’Imu, ma anche della tassa sui rifiuti, perché entrambi vengono superati con la riforma - il risultato è molto positivo e imbocca una strada importante per la modernizzazione del Paese: una vera imposta federale, da sempre chiesta dai sindaci e caratterizzata da autonomia ed equità. La riforma conterrà infatti componenti patrimoniali più progressive rispetto all’Imu così come consentirà un minor onere per il costo dei servizi in favore degli inquilini non proprietari”. “Per essere chiari – ha concluso -, la nuova Service tax supererà Imu e Tares, ma peserà meno di quanto oggi pesino Imu e Tares. Per quanto riguarda l'Iva, il PD metterà in atto ogni sforzo per far si che non ci sia il previsto aumento delle aliquote”. “La verità, al di là dell'affannosa grancassa propagandistica di queste ore, è che i falchi del Pdl sono finiti nell'angolo e le minacce e i ricatti di chi vuole salvare Berlusconi ad ogni costo sono armi spuntate”, è stato il commento di Antonio Misiani, deputato del Pd in commissione Bilancio. “La realtà è che il governo Letta ha tagliato le tasse sulla stragrande maggioranza delle famiglie per alcuni miliardi di euro; ha avviato la riforma federalista della tassazione immobiliare; ha stanziato importanti risorse per esodati e cassintegrati. Risultati concreti, che il Pd apprezza largamente”. “La service tax – che, va ricordato, incorporerà anche la Tares, attualmente già pagata dagli inquilini - sarà il pilastro della nuova fiscalità comunale. Il Pd lavorerà per garantire la massima equità del sistema, evitando squilibri impositivi tra proprietari e inquilini e trovando il giusto punto di equilibrio tra l'autonomia dei comuni e la necessità di contenere la pressione fiscale complessiva”.
Categorie: PD nazionale

Festa Democratica di Piacenza

Agenda eventi PD - Gio, 29/08/2013 - 15:55
A Piacenza torna la Festa
Categorie: PD nazionale


 L'Italia di domani 

 le proposte del partito democratico 

L'indice delle pagine sul sito PD  -  Visualizza online la brochure

"L'Italia di domani" era anche il tema della Festa Democratica nazionale tenuta a Pesaro. Puoi rivedere l'intervento conclusivo di Bersani su Youdem.tv o leggere il testo integrale sul sito nazionale.

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