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News dall'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo
Updated: 4 anni 11 settimane fa

Toia: se 700 morti non bastano per svegliare l'Europa gli eurodeputati Pd sono pronti a gesti eclantanti. Subito un summit straordinario

Lun, 20/04/2015 - 01:00
"Se 700 migranti affogati davanti alle nostre coste non sono sufficienti a svegliare l'Europa cos'altro deve succedere? Noi eurodeputati non accettiamo più scuse, nè lo scaricabarile tra Commissione europea e Stati membri. Siamo pronti a gesti eclatanti a Bruxelles per farci ascoltare". Lo ha dichiarato la capodelegazione degli eurodeputati Pd, Patrizia Toia, in seguito alle notizie sulla tragedia del barcone con 700 migranti affondato nel Canale di Sicilia.

"Innazitutto il Presidente Tusk deve convocare d'urgenza un Consiglio europeo straordinario in modo che Stati membri e istituzioni comunitarie concordino immediatamente il varo di una vasta operazione di salvataggio come quella italiana di 'Mare Nostrum' per colmare le insufficienze di Triton e avviino una strategia adeguata a intervenire sulla costa africana. Serve infatti una tabella di marcia rigorosa e rapida per arrivare a una riforma del sistema di asilo e di immigrazione, con responsabilità condivise tra gli Stati membri e canali di immigrazione legali e nei Paesi d'orgine. Anche la Commissione deve agire subito sia per affrontare l'emergenza sia per dare una prospettiva di risoluzione a un fenomeno che ha portata storica."

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"Innazitutto il Presidente Tusk deve convocare d'urgenza un Consiglio europeo straordinario in modo che Stati membri e istituzioni comunitarie concordino immediatamente il varo di una vasta operazione di salvataggio come quella italiana di 'Mare Nostrum' per colmare le insufficienze di Triton e avviino una strategia adeguata a intervenire sulla costa africana. Serve infatti una tabella di marcia rigorosa e rapida per arrivare a una riforma del sistema di asilo e di immigrazione, con responsabilità condivise tra gli Stati membri e canali di immigrazione legali e nei Paesi d'orgine. Anche la Commissione deve agire subito sia per affrontare l'emergenza sia per dare una prospettiva di risoluzione a un fenomeno che ha portata storica."

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"Innazitutto il Presidente Tusk deve convocare d'urgenza un Consiglio europeo straordinario in modo che Stati membri e istituzioni comunitarie concordino immediatamente il varo di una vasta operazione di salvataggio come quella italiana di 'Mare Nostrum' per colmare le insufficienze di Triton e avviino una strategia adeguata a intervenire sulla costa africana. Serve infatti una tabella di marcia rigorosa e rapida per arrivare a una riforma del sistema di asilo e di immigrazione, con responsabilità condivise tra gli Stati membri e canali di immigrazione legali e nei Paesi d'orgine. Anche la Commissione deve agire subito sia per affrontare l'emergenza sia per dare una prospettiva di risoluzione a un fenomeno che ha portata storica."

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UE/COPYRIGHT, NON PASSA LA RELAZIONE ADINOLFI. S. COSTA: "TESTO MIGLIORATO DA LAVORO S&D, POSIZIONE PPE INTRANSIGENTE"

Gio, 16/04/2015 - 01:00
Sono soddisfatta dell'esito positivo del voto sulla Relazione Trupel sui TTIP e sull'opinione Guillame sull'anticipazione dei fondi FSE per i giovani, ma come Presidente della Commissione Cultura e Istruzione sono  mi rammarico che la Commissione non sia riuscita ad esprimere un'opinione condivisa rispetto al copyright, un tema che ci interessa da vicino" - lo ha dichiarato oggi la Presidente di CULT Silvia Costa a margine del voto che ha bocciato il rapporto di iniziativa sul diritto d'autore di Isabella Adinolfi (M5S).

 

"Sappiamo che si tratta di una questione controversa - ha continuato Costa - sulla quale tuttavia le mediazioni fatte come Gruppo S&D avevano migliorato molto il testo iniziale rendendolo accettabile e innovativo, nonostante la complessità della materia. Spiace che a fronte di queste aperture, il PPE abbia mantenuto una posizione intransigente, di fatto impedendo alla Commissione di esprimersi sul tema".

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Immigrazione, Triton:UE, Sassoli(Pd), inaccettabile atteggiamento rinunciatario della Commissione UE

Gio, 16/04/2015 - 01:00
Non sono accettabili le parole rinunciatarie di alcuni esponenti della Commissione Europea sulla missione Triton". E' quanto dichiara il vicepresidente del Parlamento Europeo David Sassoli.

"Quello che sta accadendo in queste ore" continua Sassoli " non deve farci tollerare che il Meditarreneo diventi teatro di una guerra di religione tra disperati". "La missione Triton " conlude l'europarlamentare Pd " è affidata all'Italia ma non affronta un problema solo italiano. Per questo c'è bisogno di un coinvolgimento più impegnativo di tutti gli stati membri, in termini economici e logistici. Non c'è vincolo di bilancio che tenga quando sono in gioco la vita delle persone e la dignità e il futuro dell'Europa".

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IMMIGRAZIONE, KYENGE (PD): “COMMISSIONE E PARLAMENTO STANNO INTERVENENDO, ORA TOCCA AI GOVERNI. SUBITO PIU’ RISORSE"

Gio, 16/04/2015 - 01:00
Gli Stati Membri devono fare la loro parte. La Commissione europea, con la strategia che sarà presentata a Maggio, e il Parlamento, con il rapporto di iniziativa del quale sono co-relatrice, hanno colto il senso dell’urgenza in cui si trovano l’Italia e i Paesi sud dell’Europa, utilizzando tutti gli strumenti a loro disposizione”, così l’europarlamentare PD Cécile Kyenge si unisce oggi al Commissario Avramopoulos nel lanciare un appello ai Governi perché si trovi al più presto una soluzione per la crisi che sta vivendo il Mediterraneo.

“È una nuova ecatombe quella che si sta consumando nel Mediterraneo – prosegue Kyenge - e la responsabilità ricade tutta sui 28 governi degli Stati Membri. Triton è mal finanziata e non è mai stata efficace. I salvataggi, nel limite del possibile, sono condotti dalle autorità italiane e, con il tempo, il numero di persone in fuga è inevitabilmente destinato ad aumentare”.

“Non possiamo dare un prezzo alla vita umana – sottolinea l’ex ministro - Mentre stiamo discutendo, esseri umani muoiono ogni giorno, mentre Paesi come il Libano, che ha 4 milioni di abitanti, ospitano ben un milione di profughi. Serve una riunione d’urgenza del Consiglio. I governi devono riunirsi una volta per tutte intorno ad un tavolo e ripartire equamente le responsabilità, destinando le risorse necessarie a far fronte a questa grandissima emergenza”.

“E per emergenza – precisa Kyenge – intendo l’incredibile numero di morti di fronte al quale ci troviamo. Non è possibile che l’Unione, con mezzo miliardo di abitanti, non possa far fronte a poche decine di migliaia di profughi, sacrificando sull’altare della Fortezza Europa migliaia di vite, tra cui donne e bambini”.

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Toia (PD): Sgomento per la morte di cristiani su un barcone della disperazione

Gio, 16/04/2015 - 01:00
Allo sgomento di fronte al dramma degli sbarchi e delle tragedie che li accompagnano, si aggiunge l'orrore della notizia di dodici cristiani morti perché gettati in mare dagli stessi compagni di sventura musulmani, in seguito ad una lite nata per motivi religiosi avvenuta su un barcone che li portava verso le coste siciliane" dichiara la capo delegazione PD al parlamento europea Patrizia Toia.

"In questo caso se la tragedia degli sbarchi di persone disperate si alimenta anche di odio e di intolleranza, al posto della solidarietà per un destino comune, siamo di fronte a uno scenario ulteriormente drammatico", prosegue l'on. Toia

Come eurodeputati italiani del PD stiamo appoggiando l'azione di Federica Mogherini, perché l'Italia non sia lasciata sola, condividiamo l'appello che la Commissione ha fatto a tutti i paesi europei e il riconoscimento che l'immigrazione è la priorità delle priorità. Ma rifiutiamo energicamente quelle voci della Commissione manifestatesi nelle parole rassegnate della portavoce Bertaud: la mancanza della bacchetta magica non può essere usata come alibi. Vogliamo un'Europa dell'iniziativa e non del realismo rinunciatario" conclude l'europarlamentare Patrizia Toia.

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TTIP: CAPUTO (S&D), IL TRATTATO RAPPRESENTA UNA GRANDE OPPORTUNITA’ MA NON VANNO ABBASSATI GLI STANDARD EUROPEI

Mar, 31/03/2015 - 01:00

"Il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti (TTIP) rappresenta una grande opportunità in termini di apertura dei mercati, a maggior ragione ora che l'Europa presenta limiti di crescita e condizioni spesso sfavorevoli se confrontate con quelle dei paesi terzi. Monitoreremo affinché con l’accordo non siano abbassati gli “standard” europei.

 

Lo ha dichiarato Nicola Caputo Parlamentare europeo (S&D) e membro delle Commissioni Agricoltura e Ambiente, sanità pubblica e la sicurezza alimentare e della Delegazione per le relazioni con gli Stati Uniti.

" Il TTIP (la sigla sta per Transatlantic Trade and Investment Partnership) – spiega Nicola Caputo - è un accordo per facilitare gli scambi economici tra Europa e Stati Uniti. Il Parlamento Europeo sta preparando una relazione contenente le sue raccomandazioni sul negoziato da inviare alla Commissione Europea. La relazione, che probabilmente verrà votata nel corso della plenaria di maggio, dovrà tener conto, tra le altre, delle raccomandazioni provenienti dalle commissioni AGRI ed ENVI del Parlamento Europeo di cui faccio parte e presso le quali ho presentato alcuni emendamenti."

“Con gli emendamenti presentati in commissione AGRI – spiega ancora Caputo - ho chiesto la piena protezione ed il rafforzamento delle indicazioni geografiche dell'UE, l’adozione di protocolli di valutazione ex-ante dei rischi relativi alla nocività degli alimenti, ed il rafforzamento della collaborazione con le istituzioni di ricerca impegnate sul tema della sicurezza alimentare in grado di approfondire tutti gli aspetti dei negoziati”.

“Inoltre, in commissione ENVI attraverso i miei emendamenti ho sottolineato che dai negoziati va esclusa qualsiasi modalità che potrebbe intaccare il principio di precauzione e quindi pregiudicare un livello appropriato di protezione dell'ambiente e della salute pubblica e che potrebbe abbassare gli standard dell'UE in materia di salute animale e vegetale. Ancora, ho chiesto vengano escluse tutte le clausole che potrebbero pregiudicare l'introduzione nell'UE di misure che potrebbero contribuire a combattere la minaccia della resistenza antimicrobica. Infine, ho invitato la Commissione Europea a migliorare ulteriormente la trasparenza nei negoziati”.

“L’accordo, - conclude il Parlamentare europeo -  che potrebbe essere approvato già in primavera, punta ad uniformare le regole tra sistemi di produzione molto diversi. Il nostro compito sarà anche quello di controllare che non siano abbassati gli standard richiesti in Europa, nel cibo come negli altri settori investiti dalle trattative”.

“Il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti (TTIP) rappresenta una grande opportunità in termini di apertura dei mercati, a maggior ragione ora che l'Europa presenta limiti di crescita e condizioni spesso sfavorevoli se confrontate con quelle dei paesi terzi. Monitoreremo affinché con l’accordo non siano abbassati gli “standard” europei.

Lo ha dichiarato Nicola Caputo Parlamentare europeo (S&D) e membro delle Commissioni Agricoltura e Ambiente, sanità pubblica e la sicurezza alimentare e della Delegazione per le relazioni con gli Stati Uniti.

" Il TTIP (la sigla sta per Transatlantic Trade and Investment Partnership) – spiega Nicola Caputo - è un accordo per facilitare gli scambi economici tra Europa e Stati Uniti. Il Parlamento Europeo sta preparando una relazione contenente le sue raccomandazioni sul negoziato da inviare alla Commissione Europea. La relazione, che probabilmente verrà votata nel corso della plenaria di maggio, dovrà tener conto, tra le altre, delle raccomandazioni provenienti dalle commissioni AGRI ed ENVI del Parlamento Europeo di cui faccio parte e presso le quali ho presentato alcuni emendamenti."

“Con gli emendamenti presentati in commissione AGRI – spiega ancora Caputo - ho chiesto la piena protezione ed il rafforzamento delle indicazioni geografiche dell'UE, l’adozione di protocolli di valutazione ex-ante dei rischi relativi alla nocività degli alimenti, ed il rafforzamento della collaborazione con le istituzioni di ricerca impegnate sul tema della sicurezza alimentare in grado di approfondire tutti gli aspetti dei negoziati”.

“Inoltre, in commissione ENVI attraverso i miei emendamenti ho sottolineato che dai negoziati va esclusa qualsiasi modalità che potrebbe intaccare il principio di precauzione e quindi pregiudicare un livello appropriato di protezione dell'ambiente e della salute pubblica e che potrebbe abbassare gli standard dell'UE in materia di salute animale e vegetale. Ancora, ho chiesto vengano escluse tutte le clausole che potrebbero pregiudicare l'introduzione nell'UE di misure che potrebbero contribuire a combattere la minaccia della resistenza antimicrobica. Infine, ho invitato la Commissione Europea a migliorare ulteriormente la trasparenza nei negoziati”.

“L’accordo, - conclude il Parlamentare europeo -  che potrebbe essere approvato già in primavera, punta ad uniformare le regole tra sistemi di produzione molto diversi. Il nostro compito sarà anche quello di controllare che non siano abbassati gli standard richiesti in Europa, nel cibo come negli altri settori investiti dalle trattative”.

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GUALTIERI (PD-SD): il pacchetto "trasparenza fiscale" della Commissione europea è un buon punto di partenza, ma molto resta ancora da fare

Mar, 31/03/2015 - 01:00

"Il gruppo dei Socialisti e Democratici ha accolto con favore la presentazione del pacchetto sulla trasparenza fiscale presentato dalla Commissione europea lo scorso 18 marzo. Nel corso dell'audizione congiunta della Commissione per i Problemi Economici e Monetari (ECON) e della Commissione speciale sulle decisioni anticipate in materia fiscale (TAXE) con il Commissario Moscovici, svoltasi ieri al Parlamento europeo, gli eurodeputati S&D hanno esortato la Commissione a proseguire in questa direzione e adottare misure ancora più ambiziose per la lotta alla frode fiscale.

Rivolgendosi agli europarlamentari, Moscovici ha espresso l'intenzione della Commissione europea di procedere a una valutazione di impatto in vista dell'introduzione di un sistema di rendicontazione Paese per Paese per le multinazionali e ha ribadito la volontà di rilanciare la proposta di direttiva sulla base imponibile comune consolidata per le imprese (CCCTB). Roberto Gualtieri (PD-S&D), Presidente della Commissione ECON e membro della Commissione TAXE, ha dichiarato quanto segue:

“Il Pacchetto sulla trasparenza fiscale presentato dal Commissario Moscovici, che introduce l'obbligo per gli Stati membri, a partire dal 2016, a scambiarsi automaticamente le informazioni  sulle decisioni fiscali aventi una dimensione transfrontaliera è un primo passo positivo nella giusta direzione. Ora occorre proseguire su questa strada e fare di più. Il registro delle informazioni sui "tax rulings" delle aziende deve essere reso pubblico. Inoltre, devono essere introdotti meccanismi sanzionatori coerenti ed efficaci, qualora gli Stati Membri di non adempiessero ai propri obblighi e si rifiutassero di scambiare le informazioni necessarie sulle proprie decisioni fiscali. La trasparenza è una condizione necessaria, ma non sufficiente, le pratiche illegittime devono diventare illegali.".

"Non è possibile che si chiedano sacrifici alle piccole medie imprese ed ai cittadini, perché gli Stati non hanno abbastanza risorse e allo stesso tempo si consenta alle grandi multinazionali di pagare pochissime tasse attraverso trattamenti fiscali privilegiati. Questo non è accettabile”.

"La Commissione Europea deve appoggiarsi sulle informazioni fornite dal quadro di valutazione sugli squilibri macroeconomici. Nella maggioranza degli Stati dell’Unione, l'attrattività degli investimenti stranieri si è ridotta in media del 35% nel 2013, mentre il solo Lussemburgo ha visto una crescita del 216%.".

"Così come la Commissione si preoccupa delle deviazioni del deficit fiscale e del debito pubblico, deve servirsi anche dei dati relativi agli investimenti, altrimenti gli Stati avranno un incentivo alla competizione fiscale, riducendo le tasse per attrarre gli investitori stranieri, ma non riuscendo a provvedere i servizi minimi per i cittadini. Siamo in una situazione di urgenza politica.".

“Abbiamo bisogno di introdurre la rendicontazione Paese per Paese sui profitti delle multinazionali e di incalzare la Commissione affinché prenda le misure necessarie a questo scopo. L’introduzione dell'obbligo di rendicontazione all'interno della proposta di direttiva sui diritti degli azionisti attualmente in discussione in Parlamento va in questa direzione".

“Accogliamo infine con favore l'impegno della Commissione europea di riprendere i lavori sulla proposta di CCCTB. Tuttavia, chiediamo ancora alla Commissione di impegnarsi verso una definizione comune della nozione di paradisi fiscali e la creazione di una lista nera delle aziende che evadono le tasse e dei relativi consulenti”.

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UE/PLURALISMO MEDIA, SILVIA COSTA “SITUAZIONE PROBLEMATICA, UNIONE VIGILI”

Mar, 31/03/2015 - 01:00
"La Presidente della Commissione Cultura si è detta invece convinta che "la libertà dei media e il pluralismo sono valori fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea” ma anche “che i media svolgono un ruolo essenziale nel garantire la trasparenza e la responsabilità nella nostra democrazia: vi è una stretta connessione tra la libertà e il pluralismo dell'informazione, la democrazia e la partecipazione politica. A fronte di questo, la situazione in molti Stati Membri è ancora molto problematica”.

Ungheria, Bulgaria, Romania e Estonia tra quelli citati, per motivi diversi, da Costa, insieme a Regno Unito e Italia.

"Crediamo fermamente che l'Unione Europea abbia un importante ruolo di monitoraggio da svolgere – ha continuato Silvia Costa – e ci aspettiamo che la Commissione presenti una relazione annuale al Parlamento e al Consiglio e adotti  misure concrete per una difesa efficace del pluralismo nell'Unione. Riteniamo che la creazione di un framework  (anche attraverso una comunicazione seguita da raccomandazioni agli Stati membri) al fine di migliorare la situazione dei media UE esistente potrebbe essere un buon passo in questa direzione”.

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UE/GIOVANI, SILVIA COSTA (PD/S&D): “BASTA PARLARE DI GENERAZIONE PERDUTA, NON SOLO POLITICHE ‘PER’ MA ‘CON’ I GIOVANI

Gio, 26/03/2015 - 01:00
"Prima di tutto vorrei condividere con voi la profonda tristezza per la tragedia aerea in cui sono scomparsi, tra gli altri, 16 studenti tedeschi insieme ai loro insegnanti. Sono il simbolo delle migliaia di studenti coinvolti in gemellaggi scolastici in tutta Europa: anche in loro nome abbiamo il dovere di impegnarci nella costruzione della cittadinanza europea dei giovani” – così ha aperto il suo speech stamattina l’europarlamentare Silvia Costa intervenendo alla Conferenza Europea della Gioventù tenutasi a Riga nell’ambito delle iniziative del semestre lettone di presidenza Ue.

Oggi a livello europeo c’è una maggiore consapevolezza istituzionale sulla questioni giovanili che richiedono politiche e interventi specifici: con il dialogo strutturato, che completa il metodo di coordinamento aperto, stiamo finalmente costruendo uno spazio europeo per le politiche giovanili  - ha detto Costa rivolgendosi al pubblico dei tanti giovani presenti – non solo ‘per’ ma ‘con’ i giovani, inaugurando una nuova fase di ascolto e aprendo  realmente alle vostre proposte”.

Solo in questo modo – ha continuato la Presidente della Commissione CULT ricordando i numerosi appuntamenti Ue sulle tematiche giovanili – potrete finalmente essere protagonisti attivi della vita democratica dell’Unione. Perché non siete solo il futuro ma anche il presente dell’Europa. Non una generazione perduta, né un problema, ma la più importante risorsa del nostro Continente. In questo mutamento di prospettiva  non siete soli: l’impegno del Parlamento  - ha rimarcato Costa - è di essere il vostro principale alleato con il dialogo e con nuove e più efficaci politiche”.

Silvia Costa ha poi passato in rassegna le iniziative del Parlamento ricordando “la relazione che la Commissione Cultura sta preparando sul tema dell’imprenditorialità giovanile” e la richiesta avanzata insieme alla Commissione Occupazione e Affari Sociali alla Commissione Europea per  “aumentare del 30% della Youth Employment Initiative, per permettere agli Stati Membri di iniziare a lavorare da subito.

“Nel piano degli investimenti Juncker – ha aggiunto Costal’istruzione rappresenta una delle cinque priorità e stiamo lavorando per la regolamentazione del Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici”.

Come Commissione competente per la gioventù – ha dichiarato la Presidente - continuiamo inoltre a lavorare per rafforzare l’empowerment giovanile anche nell’ambito delle azioni della programmazione 2014-2020, in linea con il segnale dato da Parlamento e Commissione aumentando il finanziamento di Erasmus + e di altri programmi come Horizon 2020, COSME e Europa creativa e Youth Guarantee  nonostante i tagli del Consiglio”.

Tuttavia – ha notato Costa - questo non è sufficiente se i giovani non sono coinvolti attivamente nei processo decisionali, per esempio in organi consultivi nel quadro dell'attuazione del programma 2014-2020 a livello nazionale e regionale. Siamo consapevoli che è in calo la percentuale di partecipazione attiva politica tra i giovani: nelle ultime elezioni europee, nei partiti, nei sindacati. Ma, d'altra parte, è in aumento la partecipazione a società democratica dei giovani attraverso le reti informali e i social media, per esempio.
Sta alle istituzioni ora, individuare nuovi modi di comunicare e di interagire con i giovani. Questo è essenziale per costruire un autentico senso di cittadinanza europea ed è la sfida principale che dobbiamo affrontare soprattutto per i giovani all'interno e all'esterno dell'Europa.

Radicalismo e fondamentalismo, ma anche la mancanza di rispetto delle differenze culturali e religiose, sono la principale minaccia per i valori fondamentali della nostra convivenza – ha concluso Costa – e  hanno messo in discussione non solo i sistemi di sicurezza, ma anche i sistemi educativi e le politiche di inclusione sociale. Ecco perché, anche in occasione del 10 ° anniversario della Convenzione UNESCO sulla diversità culturale – ha annunciato l’eurodeputatala Commissione CULT organizzerà un'audizione sulla diversità culturale e il dialogo interculturale nell’istruzione e nella formazione, in vista della stesura di una relazione su questi temi”.

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UE: Parlamento Europeo boccia il sistema inglese dei semafori rossi

Gio, 26/03/2015 - 01:00
"La Commissione Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare del Parlamento europeo mette in discussione la base scientifica dei profili nutrizionali e boccia, conseguentemente, il sistema inglese dei semafori sugli alimenti.

Nel voto sul Programma della Commissione europea sull'adeguatezza e sull'efficacia della regolamentazione – REFIT –, la delegazione italiana del PD composta da Simona Bonafé, Renata Briano, Massimo Paolucci, Damiano Zoffoli e relatore del gruppo Nicola Caputo, ha sostenuto che il fondamento scientifico dei profili nutrizionali sia ridiscusso ed eventualmente eliminato, ottenendo 50 voti a favore e 18 contro. Una buona notizia per le produzioni alimentari italiane di qualità e per le nostre esportazioni.

Con l’entrata in vigore del Regolamento (CE) N. 1924/2006 relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari, la Commissione europea, sostenuta da un ampio blocco di Paesi del Nord Europa, ha lavorato, senza successo per ben otto anni, alla definizione di profili nutrizionali per ciascun alimento.

L'Italia ha sempre contestato la validità scientifica di tali profili poiché essi, in diversi Stati membri, sono serviti a difendere alcuni prodotti a discapito di altri circolanti nell'UE: in particolare, il nostro Paese si è trovato a dover difendere alimenti apprezzati nel mondo dal punto di vista qualitativo, come DOP, DOC e IGP, da tentativi di appiattimento e uniformazione delle loro caratteristiche nutrizionali.

Non esistono alimenti singolarmente definibili come “buoni” o “cattivi”, ma piuttosto diete salutari, come quella mediterranea, Patrimonio immateriale dell'Unesco, e utile aiuto al contrasto dell’obesità, del sovrappeso e delle malattie croniche non trasmissibili, e altri stili di vita e alimentari che invece non lo sono. 

Dare seguito al Regolamento 1924/2006 e introdurre il concetto di profilo nutrizionale, potrebbe giustificare l’imposizione di etichette a semaforo, una misura non appropriata per evitare indicazioni nutrizionali e salutistiche ingannevoli: tutte le informazioni nutrizionali necessarie per poter compiere scelte d’acquisto responsabili sono già in etichetta grazie al Regolamento UE 1169/2011.

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NUOVA PAC: CAPUTO (S&D), SERVE URGENTE SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA DELLA PAC, GLI AGRICOLTORI VOGLIONO RISPOSTE IMMEDIATE

Mer, 25/03/2015 - 01:00
"E' necessaria la creazione di un'anagrafe unica delle aziende agricole, un solo "fascicolo aziendale"​ e ​l’introduzione di una domanda unificata di aiuto. Bisogna eliminare la burocrazia inutile e mettersi finalmente al servizio degli agricoltori offrendo servizi innovativi”.

Sono le affermazioni che Nicola Caputo europarlamentare del Gruppo S&D ​ha espresso, in forma di quesito, ​al Commissario europeo Phil Hogan nel corso dell’audizione in Commissione Agricoltura a Bruxelles.

 “Ho chiesto inoltre, quali sono le priorità del Commissario in questa manovra di semplificazione. Ritengo sia strategica – ​ha precisato Caputo - la creazione di un'anagrafe unica delle aziende agricole e di un solo fascicolo per le aziende. In questo modo i produttori e gli organismi pagatori potranno costantemente​ ​disporre di informazioni aggiornate a livello nazionale per rispondere alle richieste della Commissione europea e potranno gestire insieme il piano colturale, il piano assicurativo individuale ed il quaderno di campagna​,​ attraverso una sola dichiarazione che sarà poi condivisa tra amministrazioni”.

Con queste misure si potrebbe dunque ottenere un duplice risultato: semplificazione per l'agricoltore e maggiore efficienza dei controlli a carico.  Credo inoltre che l'attività degli agricoltori potrebbe beneficiare de​lla presentazione di una domanda unificata di aiuto ​, ​tramite la quale l'azienda agricola potrà presentare un​a istanza plurima ​comprensiva di ogni richiesta necessaria (PAC, UMA, PSR, Assicurazioni, ecc), lasciando a carico delle amministrazioni l'onere di ​adempiere l'istruttoria di propria competenza, diversa per ​ogni ente ​destinatario, in ottica di reale semplificazione del procedimento amministrativo, con risparmio di tempo e fatica all'agricoltore​, senza compilazione di ​modulistica e giri tra sportelli”.

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Ue: Gualtieri nel team negoziale su riforma unione monetaria

Mer, 25/03/2015 - 01:00

Roberto Gualtieri, Presidente della Commissione per i Problemi Economici e Monetari del Parlamento europeo, è stato nominato oggi rappresentante del gruppo dei Socialisti & Democratici nel team negoziale del Parlamento europeo che affiancherà Martin Schulz nel cosiddetto processo dei 4+1 Presidenti (il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, il Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, il Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi, il Presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem e il Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz) che dovrà definire il processo di riforma dell'Unione economica e monetaria. Nella passata legislatura Gualtieri aveva già rappresentato il Parlamento, insieme a Elmar Brok e Guy Verhofstadt, nel gruppo di sherpa delle istituzioni europee e degli Stati membri, istituito dal Presidente del Consiglio europeo Herman van Rompuy per la riforma dell'Unione economica e monetaria e la definizione di una roadmap verso l'unione bancaria, l'unione fiscale, l'unione economica e l'unione politica. La prima tappa di questo nuovo processo sarà la presentazione di un documento al Consiglio europeo di giugno.

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Piano Juncker: Gualtieri, stima di 315 miliardi può essere superata

Ven, 20/03/2015 - 01:00
"Anche grazie alle modifiche di Parlamento e Consiglio e ai contributi degli Stati membri il Piano Juncker può andare oltre le aspettative generando una mole di investimenti superiori alla stima iniziale di 315 miliardi e offrendo un contributo significativo alla ripresa economica". Lo ha affermato oggi il Presidente della Commissione per i problemi Economici e Monetari del Parlamento Europeo Roberto Gualtieri nel corso dell'audizione presso la Commissione Bilancio della Camera. Gualtieri ha sottolineato come gli emendamenti del Parlamento europeo puntino a "rafforzare il concetto di addizionalità degli investimenti sostenuti da piano e la loro allocazione nelle aree più colpite dalla crisi, e ad attribuire un ruolo maggiore alle piattaforme e delle banche di sviluppo nazionale (come la Cassa Depositi e Prestiti), che potranno usufruire direttamente della garanzia del nuovo Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (EFSI) ". Il Parlamento intende anche "aumentare il controllo democratico sull'EFSI e sulla sua governance" e finanziare la garanzia senza attingere dai programmi Horizon 2020 e dalla Connecting Europe Facility.

Gualtieri ha concluso sottolineando come come il Piano Juncker, insieme alla comunicazione sulla flessibilità, "costituisca un importante successo della presidenza italiana" e rappresenti uno degli elementi di discontinuità rispetto alle politiche di austerità degli anni scorsi.

Il Parlamento Europeo voterà il regolamento EFSI in Commissione il 20 aprile e inizierà subito dopo il negoziato con il Consiglio, con l'obiettivo di tenere il voto finale in plenaria il 24 giugno per consentire l'avvio del piano già nel mese di luglio.

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YEMEN: MOSCA (PD), ENNESIMO ATTO BARBARO IN UN PAESE CHE NON TROVA PACE

Ven, 20/03/2015 - 01:00
"L'attentato in Yemen è terrificante", dichiara Alessia Mosca, europarlamentare PD e vicepresidente della delegazione del Parlamento europeo per i rapporti con la Penisola Arabica. "Lo Yemen è il Paese più povero dell'intera regione, per di più dilaniato da un conflitto interno che corre il serio rischio di trasformarsi in una vera e propria guerra civile. Sembra che il folle gesto sia stato rivendicato dall'Isis ma, ovviamente, aspettiamo maggiori informazioni per poter far luce, a maggior ragione considerando che si tratta di uno Stato complesso. Già la scorsa settimana ho indirizzato al presidente della commissione Affari Esteri al Parlamento europeo una lettera per chiedere formalmente l'istituzione di una riunione specifica sul caso dello Yemen, che coinvolga le commissioni e le delegazioni interessate insieme al Servizio europeo di azione esterna, per comprendere cosa l'Unione europea possa fare nel concreto e come sia possibile aiutare. Mi auguro che questo incontro possa tenersi al più presto, perché la situazione nel Paese sta evidentemente degenerando a ritmi spaventosi".

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Toia (PD): sul roaming Grillo è disinformato. Renzi e Pd si battono per l'abolizione

Mer, 11/03/2015 - 01:00
Sul roaming gli eurogrillini accusano Renzi ma prendono una cantonata e  raccontano frottole. A Bruxelles è noto a tutti che l'Italia si è battuta per l'abolizione delle tariffe, come richiesto dal Parlamento  europeo. Durante il semestre di presidenza italiano il governo Renzi ha  provato a convincere gli altri Stati membri ad abolire il roaming entro  il 2015. La maggioranza dei governi europei però non ne ha voluto sapere  e lo scorso 4 marzo l'ambasciatore italiano ha ribadito in una riunione a Bruxelles la propria contrarietà alla proposta che tiene in vita il roaming fino al 2018.

Noi eurodeputati democratici ci battiamo da anni all'Europarlamento contro il roaming, riuscendo a diminuire le tariffe fino all'80% e  approvando l'anno scorso una risoluzione a sostegno ai diritti dei  consumatori nel mercato unico digitale che ne chiede l'abolizione totale  entro dicembre 2015.

Ora il Consiglio dovrà negoziare la sua proposta con il Parlamento  europeo, ma noi ribadiamo la nostra contrarietà a qualsiasi soluzione  che tenga in vita quello che consideriamo un balzello anacronistico.

Siamo lieti che ora anche il Movimento 5 Stelle abbia promesso che di dare battaglia, ma per essere più efficaci suggeriamo ai grillini di  fare un paio di telefonate e informarsi bene prima di lanciare accuse e fare brutte figure.

 

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Remarks by His Majesty King Abdullah II Before the European Parliament Strasbourg, France 10 March 2015

Mer, 11/03/2015 - 01:00

In the name of God, the Merciful, the Compassionate,

Mr President,
Distinguished Members:

Thank you. Jordan treasures its long ties of friendship with this great institution. I appreciate your invitation to speak today.

Permettez-moi aussi de remercier les citoyens de Strasbourg pour leur hospitalité chaleureuse. Cette ville représente toujours un symbole du passage de la guerre à la paix, un symbole de la réconciliation et de l'unité de l'Europe.

My friends:
People thrive where there is mutual respect. Civilisation is built on it. Futures are better for it.

But co-existence must be made, and made again, in every generation. The common good is defended only by vigilance and action. This means more than security measures. Humanity must arm itself with ideas, with justice and with economic and social inclusion.

Today, these challenges have special importance. Our world faces an assault by terrorists with ruthless ambition. The motive is not faith, it is power; power pursued by ripping countries and communities apart in sectarian conflicts, and inflicting suffering across the world.

The savage murder by Daesh of Jordan’s hero pilot outraged all Jordanians, and horrified the world. Jordan’s response has been swift, serious and determined. And our fight will continue. We and other Arab and Muslim states defend not only our people but our faith. This is a fight that has to be carried out by Muslim nations first and foremost. A fight within Islam.

At the same time, the danger of extremism must be seen for what it is: global. The threat is not only in Syria and Iraq. It has struck Libya, Yemen, Sinai, Mali, Nigeria, the Horn of Africa, Asia, the Americas and Australia. Europe has suffered despicable attacks and shown unbeatable courage. Your friends are with you. In January, Rania and I joined millions of people in France, who marched, united, against violence and intimidation.

My friends,
There are those living in Europe today who remember the ravages that struck the continent in the late 1930s and the World War that followed because of an aggressive, expansionist ideology based on hate and disregard for the very essence of humanity. Europe’s war became the World’s War. Today, we are fighting a similar war. A war against an expansionist ideology that feeds on hate; that is committing murder in the name of God and religion to justify evil actions that no religion tolerates — a war against terrorists who disrespect Islam’s values and humanity’s values.

Our victory now depends on our unity. Europe’s role is vital. Only by cooperation can our regions shut down the sources of terrorist support and defeat their purposes.

It is also essential that our regions renew the source of our great strength: the mutual respect that binds and sustains us. Young people, especially, must be inspired by values that reject violence, create peace and build inclusive society. Let me suggest three areas of importance.

The first is meaningful interfaith outreach, engaging people where they live. A dialogue of respect is the rock-bed of all societies. Attacking and excluding others, insulting other peoples and their faith and convictions — this is no way forward. The future lies in unity and respect, not division and stereotypes.

Europe is an important partner in this effort — especially in helping to stop the global rise of Islamophobia. This poison is based on false ideas and plays into the hands of these extremists.

This is why it is important to clarify what it really means to be a Muslim. I and countless other Muslims, have been taught from our earliest years that our religion demanded respect and caring for others. The Prophet Mohammad, peace and blessings be upon him, said: “None of you has faith until you love for your neighbour what you love for yourself.”

This is what it means to be a Muslim.

Among the very names of God, we hear: the Compassionate, the All-Merciful. All my life, every day, I have heard and used the greeting, Assalamu aleikum — a wish for the other to be blessed with peace.

This is what it means to be a Muslim.

More than a thousand years before the Geneva Conventions, Muslim soldiers were ordered not to kill a child, a woman or an old person, not to destroy a tree, not to harm a priest, not to destroy a church.

These are the same values of Islam we were taught in school as children: not to destroy or desecrate a place where God is worshipped, not a mosque, not a church, not a synagogue.

This is what it means to be a Muslim. These are the values I teach my children and they will hand on to theirs.

My friends,
I am outraged and grieved by the recent attacks in some countries against Christian and minority communities. This is an offense against humanity as well as Islam. Arab Christians are an integral part of our region’s past, present and future.

Jordan is a Muslim country, with a deeply-rooted Christian community. Together, the Jordanian people make up an in-divisible society, friends and partners in building our country.

The world’s Muslims have a critical role in global understanding. Our faith, like yours, commands mercy, peace and tolerance. It upholds, as yours does, the equal human dignity of every person — men and women, neighbours and strangers. Those outlaws of Islam who deny these truths are vastly outnumbered by the ocean of believers — 1.6 billion Muslims worldwide. In fact, these terrorists have made the world’s Muslims their greatest target. We will not allow them to hijack our faith.

My friends,
The second area key to global harmony is an international system that gives all people the respect they want and deserve. Again and again, I hear the question: why doesn’t the world defend Palestinian rights?

Time after time, the peace process has stalled. Let me say what the situation looks like in reality: more Israeli settlement building, less respect for the occupied Palestinians.

This failure sends a dangerous message. It erodes trust in international law and community. It threatens a pillar of world peace: that conflict must be solved by political means — not by force, not by violence. And it has given the extremists a powerful rallying cry. They exploit the injustices and the lingering conflict, to build legitimacy and recruit foreign fighters across Europe and the world.

It is time to think about the future, and how this ongoing conflict will breed further hate, violence and terror across the world. How can we fight the ideological battle, if we do not chart the way forward towards Palestinian-Israeli peace?

Our countries, united, must provide the momentum and chart the way forward towards a final, comprehensive settlement.

Ladies and Gentlemen,
A third critical effort is creating deeper hope. Radicalisation thrives on economic insecurity and exclusion. To create stakeholders in a peaceful world, people need opportunities to fulfil their potential and build good lives. Helping them is a powerful message of respect.

The European Parliament has recognised the importance of creating social and economic opportunities in naming 2015 the Year of Development.

For Jordan, development is a priority. And despite all the regional challenges, we have pressed forward to meet urgent needs, to grow jobs, to improve the quality of life through continued reforms and partnerships such as yours. Jordan values our strong partnership with the European Union and its member states and we are committed, with your support, to work together towards more advanced levels of partnership.

Jordan also takes seriously our moral obligations to others. Despite scarce resources, the people of Jordan have opened their arms to refugees fleeing regional violence. Jordan has taken in thousands of Iraqi Christians over the past year. This is in addition to giving shelter to 1.4 million Syrian refugees, which is 20 per cent of the population, over the past few years. This is more than the equivalent of France hosting the entire population of Belgium. My small country is now the world’s third-largest refugee host and I thank all of you who are helping us to uphold this global responsibility.

My friends,
Your support sends a message, not only to my people, but all those who seek to move forward in peace and moderation: Europe is with you.

Our regions, our people, can find no better partners and neighbours than each other. History, geography and future bind us. Let no one separate us. Together, we can create pillars of mutual respect that will support the common good for generations to come.

Thank you.

In the name of God, the Merciful, the Compassionate,

Mr President,
Distinguished Members:

Thank you. Jordan treasures its long ties of friendship with this great institution. I appreciate your invitation to speak today.

Permettez-moi aussi de remercier les citoyens de Strasbourg pour leur hospitalité chaleureuse. Cette ville représente toujours un symbole du passage de la guerre à la paix, un symbole de la réconciliation et de l'unité de l'Europe.

My friends:
People thrive where there is mutual respect. Civilisation is built on it. Futures are better for it.

But co-existence must be made, and made again, in every generation. The common good is defended only by vigilance and action. This means more than security measures. Humanity must arm itself with ideas, with justice and with economic and social inclusion.

Today, these challenges have special importance. Our world faces an assault by terrorists with ruthless ambition. The motive is not faith, it is power; power pursued by ripping countries and communities apart in sectarian conflicts, and inflicting suffering across the world.

The savage murder by Daesh of Jordan’s hero pilot outraged all Jordanians, and horrified the world. Jordan’s response has been swift, serious and determined. And our fight will continue. We and other Arab and Muslim states defend not only our people but our faith. This is a fight that has to be carried out by Muslim nations first and foremost. A fight within Islam.

At the same time, the danger of extremism must be seen for what it is: global. The threat is not only in Syria and Iraq. It has struck Libya, Yemen, Sinai, Mali, Nigeria, the Horn of Africa, Asia, the Americas and Australia. Europe has suffered despicable attacks and shown unbeatable courage. Your friends are with you. In January, Rania and I joined millions of people in France, who marched, united, against violence and intimidation.

My friends,
There are those living in Europe today who remember the ravages that struck the continent in the late 1930s and the World War that followed because of an aggressive, expansionist ideology based on hate and disregard for the very essence of humanity. Europe’s war became the World’s War. Today, we are fighting a similar war. A war against an expansionist ideology that feeds on hate; that is committing murder in the name of God and religion to justify evil actions that no religion tolerates — a war against terrorists who disrespect Islam’s values and humanity’s values.

Our victory now depends on our unity. Europe’s role is vital. Only by cooperation can our regions shut down the sources of terrorist support and defeat their purposes.

It is also essential that our regions renew the source of our great strength: the mutual respect that binds and sustains us. Young people, especially, must be inspired by values that reject violence, create peace and build inclusive society. Let me suggest three areas of importance.

The first is meaningful interfaith outreach, engaging people where they live. A dialogue of respect is the rock-bed of all societies. Attacking and excluding others, insulting other peoples and their faith and convictions — this is no way forward. The future lies in unity and respect, not division and stereotypes.

Europe is an important partner in this effort — especially in helping to stop the global rise of Islamophobia. This poison is based on false ideas and plays into the hands of these extremists.

This is why it is important to clarify what it really means to be a Muslim. I and countless other Muslims, have been taught from our earliest years that our religion demanded respect and caring for others. The Prophet Mohammad, peace and blessings be upon him, said: “None of you has faith until you love for your neighbour what you love for yourself.”

This is what it means to be a Muslim.

Among the very names of God, we hear: the Compassionate, the All-Merciful. All my life, every day, I have heard and used the greeting, Assalamu aleikum — a wish for the other to be blessed with peace.

This is what it means to be a Muslim.

More than a thousand years before the Geneva Conventions, Muslim soldiers were ordered not to kill a child, a woman or an old person, not to destroy a tree, not to harm a priest, not to destroy a church.

These are the same values of Islam we were taught in school as children: not to destroy or desecrate a place where God is worshipped, not a mosque, not a church, not a synagogue.

This is what it means to be a Muslim. These are the values I teach my children and they will hand on to theirs.

My friends,
I am outraged and grieved by the recent attacks in some countries against Christian and minority communities. This is an offense against humanity as well as Islam. Arab Christians are an integral part of our region’s past, present and future.

Jordan is a Muslim country, with a deeply-rooted Christian community. Together, the Jordanian people make up an in-divisible society, friends and partners in building our country.

The world’s Muslims have a critical role in global understanding. Our faith, like yours, commands mercy, peace and tolerance. It upholds, as yours does, the equal human dignity of every person — men and women, neighbours and strangers. Those outlaws of Islam who deny these truths are vastly outnumbered by the ocean of believers — 1.6 billion Muslims worldwide. In fact, these terrorists have made the world’s Muslims their greatest target. We will not allow them to hijack our faith.

My friends,
The second area key to global harmony is an international system that gives all people the respect they want and deserve. Again and again, I hear the question: why doesn’t the world defend Palestinian rights?

Time after time, the peace process has stalled. Let me say what the situation looks like in reality: more Israeli settlement building, less respect for the occupied Palestinians.

This failure sends a dangerous message. It erodes trust in international law and community. It threatens a pillar of world peace: that conflict must be solved by political means — not by force, not by violence. And it has given the extremists a powerful rallying cry. They exploit the injustices and the lingering conflict, to build legitimacy and recruit foreign fighters across Europe and the world.

It is time to think about the future, and how this ongoing conflict will breed further hate, violence and terror across the world. How can we fight the ideological battle, if we do not chart the way forward towards Palestinian-Israeli peace?

Our countries, united, must provide the momentum and chart the way forward towards a final, comprehensive settlement.

Ladies and Gentlemen,
A third critical effort is creating deeper hope. Radicalisation thrives on economic insecurity and exclusion. To create stakeholders in a peaceful world, people need opportunities to fulfil their potential and build good lives. Helping them is a powerful message of respect.

The European Parliament has recognised the importance of creating social and economic opportunities in naming 2015 the Year of Development.

For Jordan, development is a priority. And despite all the regional challenges, we have pressed forward to meet urgent needs, to grow jobs, to improve the quality of life through continued reforms and partnerships such as yours. Jordan values our strong partnership with the European Union and its member states and we are committed, with your support, to work together towards more advanced levels of partnership.

Jordan also takes seriously our moral obligations to others. Despite scarce resources, the people of Jordan have opened their arms to refugees fleeing regional violence. Jordan has taken in thousands of Iraqi Christians over the past year. This is in addition to giving shelter to 1.4 million Syrian refugees, which is 20 per cent of the population, over the past few years. This is more than the equivalent of France hosting the entire population of Belgium. My small country is now the world’s third-largest refugee host and I thank all of you who are helping us to uphold this global responsibility.

My friends,
Your support sends a message, not only to my people, but all those who seek to move forward in peace and moderation: Europe is with you.

Our regions, our people, can find no better partners and neighbours than each other. History, geography and future bind us. Let no one separate us. Together, we can create pillars of mutual respect that will support the common good for generations to come.

Thank you.

In the name of God, the Merciful, the Compassionate,

Mr President,
Distinguished Members:

Thank you. Jordan treasures its long ties of friendship with this great institution. I appreciate your invitation to speak today.

Permettez-moi aussi de remercier les citoyens de Strasbourg pour leur hospitalité chaleureuse. Cette ville représente toujours un symbole du passage de la guerre à la paix, un symbole de la réconciliation et de l'unité de l'Europe.

My friends:
People thrive where there is mutual respect. Civilisation is built on it. Futures are better for it.

But co-existence must be made, and made again, in every generation. The common good is defended only by vigilance and action. This means more than security measures. Humanity must arm itself with ideas, with justice and with economic and social inclusion.

Today, these challenges have special importance. Our world faces an assault by terrorists with ruthless ambition. The motive is not faith, it is power; power pursued by ripping countries and communities apart in sectarian conflicts, and inflicting suffering across the world.

The savage murder by Daesh of Jordan’s hero pilot outraged all Jordanians, and horrified the world. Jordan’s response has been swift, serious and determined. And our fight will continue. We and other Arab and Muslim states defend not only our people but our faith. This is a fight that has to be carried out by Muslim nations first and foremost. A fight within Islam.

At the same time, the danger of extremism must be seen for what it is: global. The threat is not only in Syria and Iraq. It has struck Libya, Yemen, Sinai, Mali, Nigeria, the Horn of Africa, Asia, the Americas and Australia. Europe has suffered despicable attacks and shown unbeatable courage. Your friends are with you. In January, Rania and I joined millions of people in France, who marched, united, against violence and intimidation.

My friends,
There are those living in Europe today who remember the ravages that struck the continent in the late 1930s and the World War that followed because of an aggressive, expansionist ideology based on hate and disregard for the very essence of humanity. Europe’s war became the World’s War. Today, we are fighting a similar war. A war against an expansionist ideology that feeds on hate; that is committing murder in the name of God and religion to justify evil actions that no religion tolerates — a war against terrorists who disrespect Islam’s values and humanity’s values.

Our victory now depends on our unity. Europe’s role is vital. Only by cooperation can our regions shut down the sources of terrorist support and defeat their purposes.

It is also essential that our regions renew the source of our great strength: the mutual respect that binds and sustains us. Young people, especially, must be inspired by values that reject violence, create peace and build inclusive society. Let me suggest three areas of importance.

The first is meaningful interfaith outreach, engaging people where they live. A dialogue of respect is the rock-bed of all societies. Attacking and excluding others, insulting other peoples and their faith and convictions — this is no way forward. The future lies in unity and respect, not division and stereotypes.

Europe is an important partner in this effort — especially in helping to stop the global rise of Islamophobia. This poison is based on false ideas and plays into the hands of these extremists.

This is why it is important to clarify what it really means to be a Muslim. I and countless other Muslims, have been taught from our earliest years that our religion demanded respect and caring for others. The Prophet Mohammad, peace and blessings be upon him, said: “None of you has faith until you love for your neighbour what you love for yourself.”

This is what it means to be a Muslim.

Among the very names of God, we hear: the Compassionate, the All-Merciful. All my life, every day, I have heard and used the greeting, Assalamu aleikum — a wish for the other to be blessed with peace.

This is what it means to be a Muslim.

More than a thousand years before the Geneva Conventions, Muslim soldiers were ordered not to kill a child, a woman or an old person, not to destroy a tree, not to harm a priest, not to destroy a church.

These are the same values of Islam we were taught in school as children: not to destroy or desecrate a place where God is worshipped, not a mosque, not a church, not a synagogue.

This is what it means to be a Muslim. These are the values I teach my children and they will hand on to theirs.

My friends,
I am outraged and grieved by the recent attacks in some countries against Christian and minority communities. This is an offense against humanity as well as Islam. Arab Christians are an integral part of our region’s past, present and future.

Jordan is a Muslim country, with a deeply-rooted Christian community. Together, the Jordanian people make up an in-divisible society, friends and partners in building our country.

The world’s Muslims have a critical role in global understanding. Our faith, like yours, commands mercy, peace and tolerance. It upholds, as yours does, the equal human dignity of every person — men and women, neighbours and strangers. Those outlaws of Islam who deny these truths are vastly outnumbered by the ocean of believers — 1.6 billion Muslims worldwide. In fact, these terrorists have made the world’s Muslims their greatest target. We will not allow them to hijack our faith.

My friends,
The second area key to global harmony is an international system that gives all people the respect they want and deserve. Again and again, I hear the question: why doesn’t the world defend Palestinian rights?

Time after time, the peace process has stalled. Let me say what the situation looks like in reality: more Israeli settlement building, less respect for the occupied Palestinians.

This failure sends a dangerous message. It erodes trust in international law and community. It threatens a pillar of world peace: that conflict must be solved by political means — not by force, not by violence. And it has given the extremists a powerful rallying cry. They exploit the injustices and the lingering conflict, to build legitimacy and recruit foreign fighters across Europe and the world.

It is time to think about the future, and how this ongoing conflict will breed further hate, violence and terror across the world. How can we fight the ideological battle, if we do not chart the way forward towards Palestinian-Israeli peace?

Our countries, united, must provide the momentum and chart the way forward towards a final, comprehensive settlement.

Ladies and Gentlemen,
A third critical effort is creating deeper hope. Radicalisation thrives on economic insecurity and exclusion. To create stakeholders in a peaceful world, people need opportunities to fulfil their potential and build good lives. Helping them is a powerful message of respect.

The European Parliament has recognised the importance of creating social and economic opportunities in naming 2015 the Year of Development.

For Jordan, development is a priority. And despite all the regional challenges, we have pressed forward to meet urgent needs, to grow jobs, to improve the quality of life through continued reforms and partnerships such as yours. Jordan values our strong partnership with the European Union and its member states and we are committed, with your support, to work together towards more advanced levels of partnership.

Jordan also takes seriously our moral obligations to others. Despite scarce resources, the people of Jordan have opened their arms to refugees fleeing regional violence. Jordan has taken in thousands of Iraqi Christians over the past year. This is in addition to giving shelter to 1.4 million Syrian refugees, which is 20 per cent of the population, over the past few years. This is more than the equivalent of France hosting the entire population of Belgium. My small country is now the world’s third-largest refugee host and I thank all of you who are helping us to uphold this global responsibility.

My friends,
Your support sends a message, not only to my people, but all those who seek to move forward in peace and moderation: Europe is with you.

Our regions, our people, can find no better partners and neighbours than each other. History, geography and future bind us. Let no one separate us. Together, we can create pillars of mutual respect that will support the common good for generations to come.

Thank you.

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Categorie: PD gruppi

Toia: con il contributo di 8 miliardi annunciato oggi dal Governo Renzi l'Italia si conferma un caposaldo del nuovo fondo di investimenti Ue

Mar, 10/03/2015 - 01:00
Lo abbiamo voluto con forza e ora stiamo dimostrando che siamo

determinati a farlo funzionare. L'avvio di un serio piano di

investimenti Ue oggi è un passo più vicino con l'annuncio del Governo

Renzi del contributo di 8 miliardi di euro della Cassa Depositi e

Prestiti al Fondo europeo di investimenti strategici", Lo ha dichiarato

la capodelegazione degli eurodeputati Pd, Patrizia Toia.

"La decisione - ha sottolineato Toia - arriva nel giorno in cui i

ministri delle Finanze europei hanno approvato definitivamente il

regolamento del nuovo Fondo. E' veramente la volta buona per il cambio

di direzione delle politiche economiche dell'Ue".

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Toia/PD: finalmente immigrazione diventa un tema europeo. Ora passare ai fatti rapidamente ai fatti

Mer, 04/03/2015 - 01:00
"Finalmente l'immigrazione, in tutti i suoi aspetti, è diventato un tema europeo e la Commissione ha capito l'urgenza della questione". Così la capodelegazione degli eurodeputati Pd, Patrizia Toia, ha commentato la discussione di oggi del collegio dei commissari Ue sull'immigrazione e la decisione di anticipare a metà maggio, da metà luglio, la presentazione dell'Agenda europea sulle migrazioni.
"In particolare - ha aggiunto Toia - apprezziamo le parole del vicepresidente Frans Timmermans, che è detto chiaro e tondo che l'immigrazione riguarda tutti gli Stati membri, e quelle dell'Alto rappresentante Ue e vicepresidente della Commissione, Federica Mogherini, che ha ricordato che 'la gestione ordinata e lungimirante delle politiche migratorie è un preciso dovere strategico della Ue'".
"Mi auguro - ha concluso l'eurodeputata - che queste discussioni si traducano rapidamente in azioni concrete, sia per affrontare l'emergenza nel Mediterraneo che per creare dei canali di immigrazione legale"

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Toia/PD: inaccettabile proposta governi per posticipare fine delle tariffe roaming al 2018 e non garantire neutralità Internet

Mer, 04/03/2015 - 01:00
"La proposta dei governi di tenere in vita le tariffe roaming per altri tre anni e di mettere a rischio la neutralità di Internet è inaccettabile e non lo accettermo, perché costringe i consumatori europei a continuare a pagare un balzello anacronistico, ostacola la nascita di un mercato unico digitale e rallenta la crescita". Lo ha dichiarato la capodelegazione degli eurodeputati Pd e vicepresidente della commissione Industria, Patizia Toia.

 

Insieme a numerosi colleghi di tutti gli orientamenti politici l'eurodeputata ha inviato una lettera ai ministri europei responsabili per le telecomunicazioni per sottolineare che la proposta di rimandare al 2018 le tariffe roaming, con una piccola quota di chiamate e 5 Mb di traffico Internet senza sovraccarico, "manca di ambizione". Il gap tra l'abolizione delle tariffe e la garanzia di appena 5 Mb senza roaming "è immensurabilmente grande", scrivono gli eurodeputati.

 

Allo stesso modo nella lettera si denuncia l'indebolimento delle misure per garantire la neutralità della rete e si ribadisce la necessità di "proteggere i consumatori e di assicurare che le start up innovative possano svilupparsi e ci sia una concorrenza leale in un Intenert aperto".

 

A marzo dell'anno scorso il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza una risoluzione per chiedere l'abolizione delle tariffe roaming entro dicembre del 2015.

 

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Eurodeputati Pd: il Presidente Mattarella è una garanzia di impegno europeista dell'Italia che rafforza il nostro lavoro al Parlamento Ue

Mar, 03/03/2015 - 01:00

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"Ringraziamo il Presidente Sergio Mattarella per la sua visita a Bruxelles e in particolare per aver voluto incontrare la delegazione degli eurodeputati italiani al Parlamento europeo. Le sue parole ribadiscono la solidità dalla tradizione di impegno europeista dell'Italia, che resta un punto di riferimento per tutta l'Unione europea in un momento di crisi ed euroscetticismo diffuso". Lo ha dichiarato la capodelegzione degli eurodeputati Pd, Patrizia Toia, dopo l'incontro degli europarlamentari italiani con il presidente Mattarella nella sede del Parlamento Ue.

"Dopo la sua elezione al Quirinale e il suo incontro di oggi con i vertici dell'Ue - ha spiegato Toia - l'immagine di affidabilità dell'Italia in Europa è stata ulteriormente rafforzata e questo facilita il nostro lavoro di eurodeputati progressisti per portare il cambiamento nelle politiche economiche dell'Ue in direzione di una maggiore attenzione alla crescita e all'occupazione. Oggi tutte le istituzioni italiane lavorano con coerenza e serietà affinché, come ha detto Mattarella, 'L'Europa cambi passo e si possa 'superare la crisi e rilanciare con forza l'integrazione europea'".

 

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 L'Italia di domani 

 le proposte del partito democratico 

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"L'Italia di domani" era anche il tema della Festa Democratica nazionale tenuta a Pesaro. Puoi rivedere l'intervento conclusivo di Bersani su Youdem.tv o leggere il testo integrale sul sito nazionale.