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Updated: 5 anni 43 settimane fa

La service tax peserà meno di Imu e Tares. Pd lavora per scongiurare l'aumento dell'Iva

Gio, 29/08/2013 - 17:03
Pd: Non solo superamento dell'Imu, ma anche della tassa sui rifiuti
“Il pacchetto delle misure economiche varate ieri dal governo Letta merita apprezzamento e va approfondito. Il governo ha varato infatti un mix di provvedimenti utili e necessari sul terreno delle priorità economiche e delle emergenze sociali, come il rifinanziamento della cassa integrazione, l’intervento per gli esodati da licenziamenti individuali, i giovani e il sostegno per i mutui casa”. E’ quanto affermato dal responsabile economico del Pd, Matteo Colaninno. “Abbiamo lavorato facendo squadra con il presidente Letta e i ministri e il risultato è largamente positivo, soprattutto se si tiene conto dei difficili vincoli finanziari”. Colaninno ha inoltre sottolineato come “anche per quanto riguarda il superamento dell'Imu e della tassa sui rifiuti - ripeto: il superamento dell’Imu, ma anche della tassa sui rifiuti, perché entrambi vengono superati con la riforma - il risultato è molto positivo e imbocca una strada importante per la modernizzazione del Paese: una vera imposta federale, da sempre chiesta dai sindaci e caratterizzata da autonomia ed equità. La riforma conterrà infatti componenti patrimoniali più progressive rispetto all’Imu così come consentirà un minor onere per il costo dei servizi in favore degli inquilini non proprietari”. “Per essere chiari – ha concluso -, la nuova Service tax supererà Imu e Tares, ma peserà meno di quanto oggi pesino Imu e Tares. Per quanto riguarda l'Iva, il PD metterà in atto ogni sforzo per far si che non ci sia il previsto aumento delle aliquote”. “La verità, al di là dell'affannosa grancassa propagandistica di queste ore, è che i falchi del Pdl sono finiti nell'angolo e le minacce e i ricatti di chi vuole salvare Berlusconi ad ogni costo sono armi spuntate”, è stato il commento di Antonio Misiani, deputato del Pd in commissione Bilancio. “La realtà è che il governo Letta ha tagliato le tasse sulla stragrande maggioranza delle famiglie per alcuni miliardi di euro; ha avviato la riforma federalista della tassazione immobiliare; ha stanziato importanti risorse per esodati e cassintegrati. Risultati concreti, che il Pd apprezza largamente”. “La service tax – che, va ricordato, incorporerà anche la Tares, attualmente già pagata dagli inquilini - sarà il pilastro della nuova fiscalità comunale. Il Pd lavorerà per garantire la massima equità del sistema, evitando squilibri impositivi tra proprietari e inquilini e trovando il giusto punto di equilibrio tra l'autonomia dei comuni e la necessità di contenere la pressione fiscale complessiva”.
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Governo, Zanda: "Nelle condizioni date Letta non poteva far meglio"

Gio, 29/08/2013 - 15:45

"Sarebbe gravemente autolesionistico se ora il nostro quotidiano dibattito politico e parlamentare perdesse di vista il valore complessivo delle decisioni assunte ieri dal governo. Da un lato, la service tax municipale su case e servizi restituisce fiato alle autonomie locali, premessa indispensabile per la ripresa economica. Dall'altro, i 500 milioni per la Cig e i 700 milioni per gli esodati, assieme alle misure per le giovani coppie e a quelle per l'edilizia popolare, confermano e qualificano la linea di equità e sensibilità sociale sostenuta dal Pd. Una volta tanto la politica italiana deve saper esprimersi con equilibrio e senza partigianerie evitando le solite distinzioni tra chi vede il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Io credo che molto semplicemente sia giusto dire una cosa: nelle condizioni date (che come sappiamo sono drammatiche) Letta non avrebbe potuto fare meglio". Lo dichiara Luigi Zanda, presidente dei senatori del Pd, commentando le decisioni assunte ieri dal CdM.
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Libero Grassi, Picierno: "Esempio di coraggio e onestà"

Gio, 29/08/2013 - 15:44

Dopo ventidue anni dalla scomparsa, la memoria di Libero Grassi è più che mai viva nel Paese. La sua onestà, il suo coraggio e la sua determinazione nel difendere la legalità sono stati una lezione preziosa da cui tutti dobbiamo trarre insegnamento. Fino all’ultimo, Grassi non si piegò alla criminalità organizzata, denunciò pubblicamente i suoi estorsori. E pagò un prezzo altissimo, in nome dell’onestà. In questi decenni la sua testimonianza è stata un esempio per molti, facendo crescere una nuova cultura della legalità. Innegabilmente, c’è ancora molto da fare nella lotta contro il racket e non dobbiamo abbassare la guardia. È importante proseguire su questa strada affinché si possa raggiungere la necessaria meta di sconfiggere la criminalità organizzata. A lui va il nostro commosso ricordo e ai suoi familiari il nostro affetto e vicinanza.
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Onorare la memoria di Libero Grassi seguendone l'esempio

Gio, 29/08/2013 - 15:43

“Libero Grassi è stato una testimonianza di coloro che non intendono mai piegarsi ai poteri criminali, che non rinunciano alla propria libertà”. Così il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, ha ricordato l'imprenditore ucciso dalla mafia 22 anni fa, il 29 agosto del 1991, per essersi opposto al racket delle estorsioni. “C'è qualcosa di indivisibile tra lotta alla mafia, al racket e lotta per l'affermazione dei diritti dei cittadini. Libero ha dato un esempio che tutta la Sicilia deve continuare a seguire e noi abbiamo il dovere di onorare la sua memoria seguendo il suo esempio”, ha concluso. Per Pina Picierno, responsabile Antimafia e Legalità del Pd, “dopo ventidue anni dalla scomparsa, la memoria di Libero Grassi è più che mai viva nel Paese. La sua onestà, il suo coraggio e la sua determinazione nel difendere la legalità sono stati una lezione preziosa da cui tutti dobbiamo trarre insegnamento”. “Fino all’ultimo, Grassi non si piegò alla criminalità organizzata, denunciò pubblicamente i suoi estorsori. E pagò un prezzo altissimo, in nome dell’onestà. In questi decenni la sua testimonianza è stata un esempio per molti, facendo crescere una nuova cultura della legalità”. “Innegabilmente, c’è ancora molto da fare nella lotta contro il racket e non dobbiamo abbassare la guardia. È importante proseguire su questa strada affinché si possa raggiungere la necessaria meta di sconfiggere la criminalità organizzata. A lui va il nostro commosso ricordo e ai suoi familiari il nostro affetto e vicinanza".
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Imu, Mongiello: "Governo favorisce consolidamento della ripresa e incremento investimenti"

Gio, 29/08/2013 - 15:43

La cancellazione dell'IMU a carico delle imprese agricole "consoliderà la ripresa del settore primario e favorirà investimenti che promettono di produrre reddito aumentando la platea degli occupati e ampliando la quota di esportazioni del Made in Italy". È il commento dell'on. Colomba Mongiello, componente della Commissione Agricoltura della Camera, alla decisione del Governo di "conseguire un obiettivo di politica fiscale ed economica che il PD aveva già posto al Governo Monti, realizzato ora che il nostro partito ha la guida del Paese con Enrico Letta". "Il sostegno unanime delle organizzazioni datoriali e sindacali ha rafforzato l'azione politica e parlamentare svolta per ottenere la cancellazione dell'IMU - continua Mongiello -. Un impegno che deve proseguire, in Italia e in Europa, per favorire la tutela e la valorizzazione dell'inimitabile Made in Italy".
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Rai, Merlo: "Sì a servizio pubblico europeo. Ottima proposta Letta"

Gio, 29/08/2013 - 15:31

"Ottima la proposta del Presidente Letta di dar vita ad un servizio pubblico radiotelevisivo europeo durante il prossimo semestre. Del resto, e' evidente a tutti che il servizio pubblico, e in Italia la Rai, continua ad essere un baluardo di pluralismo, qualita' dei palinsesti, della programmazione e imparzialita' dell'informazione. Senza un credibile servizio pubblico ne uscirebbe ridimensionata la stessa democrazia. Un monito, quello di Letta, che vale anche per tutti coloro che puntano - a livello politico trasversale - a privatizzare la Rai per poi poterla liquidare definitivamente".
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"Il volontariato che cambia l’Italia", workshop a Lucca

Gio, 29/08/2013 - 14:02
Il 30 e 31 agosto il Centro Nazionale per il Volontariato ha organizzato due giorni di incontri per approfondire il ruolo del volontariato nello scenario economico e sociale del nostro Paese
LUCCA - “Il volontariato che cambia l’Italia”. E’ questo il titolo del workshop formativo che il Centro Nazionale per il Volontariato ha organizzato per il 30 e 31 agosto a Lucca. Si terrà nel convento di San Cerbone, sulle colline della lucchesia a pochi chilometri dal centro della città. Una giornata e mezzo di dibattiti e lavoro comune per approfondire il ruolo del volontariato nello scenario economico e sociale dell’Italia e fornire strumenti per comunicare meglio i valori e gli obiettivi dell’azione volontaria. Il Cnv vuole destinare questo momento formativo, che è aperto a tutti, in particolare ai giovani responsabili e ai comunicatori delle associazioni.
La due giorni inizierà alle 10.30 di venerdì 30 agosto con la sessione intitolata “Il volontariato nel paese disuguale – come il volontariato italiano può ridurre le diseguaglianze economiche e sociali”. Relatori saranno il presidente del Cnv e parlamentare Edoardo Patriarca (Cnv) e Carla Colicelli del Censis. Dopo il pranzo, incontro con il direttore editoriale di Vita Riccardo Bonacina che dialogherà con i presenti sul tema “Una questione di qualità, impariamo a comunicare meglio”.
Al mattino della seconda giornata (sabato 31 agosto) ci sarà il lavoro di condivisione dei workshop e il gran finale con l’incontro del volontariato con il Corriere della Sera: il vicedirettore Giangiacomo Schiavi, Luca Mattiucci e Marco Gasperetti introdotti da Gaia Peruzzi (ricercatrice in Sociologia dei processi culturali e della comunicazione della Sapienza Università di Roma), parleranno del lavoro del quotidiano di Via Solferino sui temi sociali e di come è possibile anche nei mezzi di informazione mainstream costruire canali di collaborazione con il mondo delle “buone notizie”.
per informazioni ufficiostampa@centrovolontariato.net
(Redattore Sociale)
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Festa nazionale della Comunicazione

Gio, 29/08/2013 - 12:53
Le occasioni di confronto che abbiamo promosso sono legate da un filo rosso che, articolandosi in parole, compone lo slogan che abbiamo scelto: Quando la comunicazione fa la politica.
Si svolgerà a Pesaro, nel centro città, dal 29 agosto all'8 settembre, la Festa Democratica Nazionale sulla Comunicazione. Dibattiti, incontri, concerti e appuntamenti culturali i principali ingredienti di questa manifestazione. “Al centro dei dibattiti ci sarà l’Italia” – affermano gli organizzatori – “Le cose da fare per uscire dalla crisi economica e la voglia di tornare a parlare di futuro nella consapevolezza che alle persone bisogna restituire anche un presente”. Tanti gli appuntamenti di grande rilievo in cui si parlerà di comunicazione, perché Festa Pesaro è la Festa Democratica Nazionale della Comunicazione. Infine, sarà l’occasione per un confronto in vista della prossima stagione congressuale Pd. La kermesse si svolgerà in centro storico, coinvolgendo soprattutto l’area compresa fra via Rossini, via Branca, via San Francesco e piazzale Matteotti. In tutto saranno circa una ventina gli spazi toccati dalla festa. Piazzale Collenuccio ospiterà i principali dibattiti politici, il cuore degli spettacoli sarà Piazza del Popolo, nel cortile di palazzo Ricci si insedierà il jazz village e a palazzo Mazzolari Mosca verrà allestita un’area bambini. Tre, inoltre, i ristoranti gestiti dai volontari: uno leggero in piazza del Popolo, una pizzeria in piazza delle erbe e l’altro nel Cortile di Palazzo Ricci. “Questa festa – commenta l’organizzatore provinciale Pd, Giovanni Gostoli – è l’immagine del partito che vogliamo: coraggioso, aperto e accogliente. Una grande manifestazione che è possibile grazie all’impegno e alla generosità di tanti volontari. La nostra è una festa che si apre alla città e che vuole portare in città la bella politica. Il format è vincente: la grande partecipazione di pubblico che registriamo ogni anno spegne ogni polemica”. La kermesse sarà l’occasione ideale per affrontare i temi caldi dell’agenda politica del Paese.“Questo non è solo un periodo di crisi economica – aggiunge Gostoli - è un periodo di trasformazione epocale su cui il partito deve interrogarsi. L’edizione di quest’anno sarà all’insegna della sobrietà. “Avrà un profilo light, ma di qualità” – afferma Gostoli che prosegue- “Di fronte alla crisi economica non abbiamo voluto rinunciare all’organizzazione di un evento che rappresenta un motore economico per la città. Tutti gli eventi in programma saranno gratuiti”. Tanti i big della politica attesi a Pesaro. Il ministro dell’Integrazione, Cecilie Kyenge, aprirà la kermesse il 29 agosto alle 19, seguita (alle 21) dal sindaco di Torino e presidente dell’Anci, Piero Fassino. Fra gli ospiti anche Debora Serracchiani, Giorgio Gori, Gianni Cuperlo, Cesare Damiano, Paolo Gentiloni e Roberto Giachetti, Alessandra Moretti e Ivan Scalfarotto e i giornalisti Riccardo Luna, Filippo Ceccarelli, Claudio Cerasa, Marco Damilano, Stefano Menichini, Tommaso Labate e Andrea Romano. A confronto inoltre Antonio Misiani e Mariastella Gelmini, Simona Bonafè e Alessandro Cattaneo, Walter Veltroni e Enrico Mentana. Anche il ministro Graziano Delrio ha confermato la sua presenza, mentre è in forse invece la partecipazione di Matteo Renzi e Pippo Civati
Clicca qui per scaricare il programma completo della Festa.
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Zanda: "Basta minacce Pdl a Giunta. Pd non forzerà, ma non accetterà dilazioni"

Gio, 29/08/2013 - 12:36

"Continuo a leggere dichiarazioni di esponenti del Pdl che minacciano rotture nel caso la Giunta arrivasse al voto sulla decadenza di Berlusconi in tempi brevi. Io penso che sia ora di smettere di lanciare ultimatum e di fare pressioni sull'organismo del Senato e sui suoi membri". Così Luigi Zanda, presidente dei senatori del Pd, rispondendo a Fabrizio Cicchitto del Pdl. "La Giunta deve lavorare e lavorerà, come sempre ha fatto, in piena autonomia, svolgendo il proprio compito in maniera scrupolosa e attenta, analizzando tutta la documentazione che verrà prodotta, garantendo i diritti della difesa e svolgendo i necessari approfondimenti. Quello che so è che come Pd non forzeremo sulla scadenza del voto con accelerazioni artificiali ma non consentiremo nemmeno una dilatazione immotivata o strumentale dei tempi".
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Domani al via la Festa Democratica con Letta, Epifani e Kyenge

Gio, 29/08/2013 - 12:04
Il programma di venerdì 30 agosto
Domani, venerdì 30 agosto, si apre a Genova la VI edizione della Festa Democratica nazionale. 
Primo appuntamento della giornata, l’Apertura della Festa, in programma alle 16.30 presso la Sala “Lavoro-Lavori”. Presenti il responsabile Organizzazione del Pd Davide Zoggia, il tesoriere del partito Antonio Misiani, i segretari del Pd Liguria e del Pd di Genova Lorenzo Basso e Giovanni Lunardon, il sindaco Marco Doria.
Alle 17.30, in piazza Caricamento, il segretario del Partito Democratico Guglielmo Epifani inaugurerà la Festa accompagnato dal ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge.Seguirà, alle 17.50 (Sala “Sandro Pertini”), un saluto del Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando.Alle 18 (Sala “Sandro Pertini”), il direttore del Tg1 Mario Orfeo intervista il Presidente del Consiglio Enrico Letta su: “Perché l’Italia vale”.
Alle 19, sempre presso la Sala “Sandro Pertini”, il segretario del Partito Democratico Guglielmo Epifani, il Primo segretario del Partito Socialista francese Harlem Desir, Alfredo Rubalcalba, segretario del Psoe ed Evangelos Venizelos, ministro degli Esteri ellenico e presidente del Pasok, si confronteranno sul tema “Elezioni europee 2014: la sfida dei progressisti per cambiare l’Europa”.
Alle 21, in scena (Sala “Sandro Pertini”) lo spettacolo teatrale “Odissea dei Ragazzi” (Teatro Cargo).La programmazione della Sala “Vincenzo Cerami” prevede, invece, alle 20, la presentazione della tesi di laurea inedita di Sandro Pertini su “La cooperazione”. Ne parleranno lo scrittore Maurizio Maggiani, il presidente del Legacoop Liguria Gianluigi Granero, il saggista Sebastiano Tringali.
Il programma di venerdì 30 agosto




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Al via la Festa Democratica

Gio, 29/08/2013 - 12:04
Il programma di venerdì 30 agosto
Sala "Lavoro-Lavori" Ore 16.30 - Apertura della Festa con Davide Zoggia, Antonio Misiani, Lorenzo Basso, Giovanni Lunardon, Marco Doria
Ore 17:30 - Inaugurazione della VI Festa Democratica Nazionale con Guglielmo Epifani, Cécile Kyenge
Sala "Sandro Pertini"Ore 17:50 - Saluto di Claudio Burlando
Ore 18 - Perché l'Italia vale Mario Orfeo intervista Enrico Letta
Ore 19 - Elezioni Europee 2014: la sfida dei progressisti per cambiare l'Europa, con Guglielmo Epifani, Harlem Desir, Alfredo Rubalcaba, Evangelos Venizelos
Ore 21 - Spettacolo teatrale “Odissea dei ragazzi” (Teatro Cargo)
Spazio Vincenzo CeramiOre 20 - Sandro Pertini “La cooperazione” tesi di laurea (Legacoop Liguria) con Maurizio Maggiani, Gianluigi Granero, Sebastiano Tringali



Categorie: PD nazionale

Mafia, Bubbico: "Libero Grassi uomo coraggioso. Economia criminale brucia futuro"

Gio, 29/08/2013 - 11:13

“Libero Grassi è stato un uomo e un imprenditore coraggioso che, pur essendo consapevole del rischio che correva, fino all’ultimo non si è piegato alla prepotenza mafiosa. Ricordarlo oggi significa rinnovare un impegno nella lotta al racket e all’usura che deve essere portato avanti con determinazione e sempre maggiore vigore, anche per onorare il sacrificio di chi, come Grassi, ha pagato un prezzo altissimo per difendere la propria onestà”. Lo dichiara il viceministri dell’Interno, Filippo Bubbico, in occasione dell’anniversario dell’omicidio di Libero Grassi. “L’economia illegale brucia futuro e speranza e costituisce un ostacolo allo sviluppo del nostro Paese e del Mezzogiorno in particolare. Fino a quando la nostra economia sarà condiziona dalle reti criminali e da interessi che bruciano ricchezza e risorse a vantaggio di pochi non riusciremo ad esprimere pienamente le potenzialità che i nostri territori possiedono. Persone come Libero Grassi ci ricordano che lo Stato ha il dovere di impegnare ogni risorsa possibile nella battaglia contro il racket, ma che ogni cittadino è chiamato ad una assunzione di responsabilità. Solo facendo fronte comune riusciremo a spezzare una volta per tutte i condizionamenti mafiosi nelle dinamiche produttive, economiche e sociali, ma soprattutto, a realizzare quel cambiamento culturale, che rappresenta il primo e fondamentale passo per sconfiggere la cultura criminale e mafiosa”.
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Civati: "Non possiamo aspettare ottobre"

Gio, 29/08/2013 - 10:54
Intervista a Giuseppe Civati di Daniela Preziosi - Il Manifesto
Un «congresso-ombra», ma detto con ironia visto i non smaglianti precedenti dei governi-ombra di Occhetto e Veltroni. Lo lancia il candidato Pippo Civati. «Lo chiamo così perché nel Pd tutto è un po` umbratile: non si sa molto del congresso, le notizie `trapelano`. Visto che non si discute del Pd cominciamo noi». 
Un congresso-ombra? 
«Tre cose. La prima: un questionario inviato agli iscritti e ai segretari di circolo per farci raccontare qual è lo stato del Pd. Sulla linea politica più o meno stiamo discutendo, sul partito no. Secondo: chiederemo di dare a tutti i militanti la possibilità di accedere al bilancio del Pd e capire come si spendono i soldi - comunicazione, funzionari - e cosa cambierà. Sono usciti sui giornali dei `dossier`: possiamo invece essere informati? Terzo, un bando per la comunicazione. Da sei mesi il Pd non comunica niente: né manifesti né slogan. Chiediamo idee a tutte le strutture del Pd, creativi compresi: evitiamo i commissari nascosti. Insomma, iniziamo il dibattito congressuale. Non mi sono candidato per me ma per discutere dei problemi. Immagino una campagna elettorale partecipata, non solo interviste in tv. Né mi piace l`idea dell`one man show». 
Il funzionario del Nazareno le risponderebbe: primo, il congresso inizierà dai circoli. Da ottobre la base discuterà. 
«Non si può aspettare un altro mese. Cominciamo ad agire pratiche congressuali. Il congresso è già stato rinviato: potevamo chiuderlo ad ottobre. Era meglio, anziché farlo sui giornali. Si fanno le feste e non ci sono ancora le regole». 
Quanto al bilancio del Pd, è online. Non le basta? 
«La mia non è una richiesta maliziosa Una cosa è la pubblicazione del bilancio, una cosa è renderlo comprensibile. Sia chiaro: non sono per l`abolizione del finanziamento tout court. Sono contro il rimborso elettorale automatico. Ma se ci chiedono: a che ci servono i soldi, cosa rispondiamo? Servono informazioni precise. Anche su chi sono i nostri iscritti». 
Il funzionario del Nazareno risponderebbe: sono dati sensibili, mica possono girare. 
«Anche io sono sensibile, ma è utile sapere a chi ci rivolgiamo: più anziani o più giovani, più iscritti storici o più nuovi?».
Che pensa della `transumanza` dei dirigenti verso Renzi? 
«È sopravvalutata. lo incontro molta attesa. C`è chi ha fatto la svolta renziana, chi pensa a me o a Cuperlo. E anche chi si aspetta un nuovo candidato». 
C`è un candidato fantasma? 
«Credo di sì. Diciamo la verità: il motivo per cui è stato rinviato il congresso è che una certa area non aveva il candidato». 
L`area di Bersani, Epifani e Franceschini? 
«È anche un motivo politico serio. Abbiamo rimandato il congresso per prendere le misure in una situazione politica innaturale». 
Trovato l`accordo sull`Imu, per Letta il governo «non ha più scadenza». Per lei fino a quando dovrà durare?
«Facciamo la legge elettorale in tempi ragionevoli. Dopo aver definito la legge di stabilità, ma già al congresso, guardiamoci negli occhi e decidiamo se il governo va avanti ad libitum o se torniamo al voto in primavera, anziché passare un altro anno a cercare di superare scogli insormontabili. Diamo a Letta una via di uscita seria e onorevole. Lo dico da sempre, ma prima ero molto isolato. Ora tutti si sono rimangiati il voto contro la mozione Giachetti sul Porcellum». 
Legge elettorale e poi al voto. Lo dice anche Veltroni. 
«Posso fare quello che lo diceva prima? Un governo così, che sospende la dialettica democratica, che `pacifica`, che viene dal pasticcio monumentale dei 101 - sa quanti mi chiedono: chi sono?, come facciamo a non ricandidarli? bisogna parlarne - e da due anni di larghe intese alla Monti, deve darsi un orizzonte temporale contenuto e definito. Capisco però che il ceto politico scadenze non se ne vuole dare». 
O si vota a febbraio o niente. Dopo c`è il semestre dl presidenza italiana della Ue. 
«Il semestre non è il ramadan della politica. Non facciamola diventare una categoria religiosa Letta Io può preparare ora e poi passare la mano. O ricandidarsi, se vorrà». 
Lei non ha `grandi elettori`, per ora. Così pensa di andare lontano? 
«I miei elettori sono ragazzi giovani e simpatici. Ho fatto una scelta considerata da molti improvvida e scriteriata. C`è persino chi diceva che non mi posso candidare a congresso perché non ho votato la fiducia a Letta. Ma era luglio, faceva caldo e a qualcuno è scappata la frizione».
Fonte: Il Manifesto
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Appellarsi all’Onu non è opportunismo

Gio, 29/08/2013 - 10:41
Lia Quartapelle - Europa
Richiamarsi al Consiglio di sicurezza significa fare i conti con il mondo multipolare in cui viviamo, dove ci sono potenze regionali che nei vari teatri contano di più delle potenze globali in difficoltà.  No, l’Onu no. È un po’ questo quello che qualcuno ha pensato leggendo le dichiarazioni di Emma Bonino sulla Siria. Come se richiamare i principi della legalità internazionale fosse un modo per scaricarsi della responsabilità di decidere in modo chiaro sul contributo italiano alla Siria. O come se non si avesse il coraggio di dire che si è contrari all’intervento.
L’Italia è ampiamente impegnata con 1132 uomini e donne in operazioni di pace targate Nazioni Unite.
Ben più della Germania, che impiega 227 persone, e più della Francia, sul terreno con 973 militari. Quindi è difficile dire che il nostro paese vive i forum multilaterali solo come un modo per sgravarsi dalle responsabilità, vi sono delle ragioni di ordine strutturale che rendono la posizione della ministro Bonino una posizione che riguarda l’articolazione del sistema internazionale e la proiezione italiana in esso. Rimandare all’Onu in questo caso non è stato un modo per essere vuotamente pacifisti.
Richiamarsi al Consiglio di sicurezza come unico luogo di legittimità internazionale vuole dire fare i conti con il mondo per così come è cambiato negli ultimi vent’anni. In un mondo multipolare, dove ci sono potenze regionali che nei vari teatri contano di più delle potenze globali in difficoltà, è difficile pensare di intervenire con coalizioni di volenterosi variamente assortite. Perché esse, se prescindono dall’essere inclusive degli interessi in gioco nella regione (nel caso siriano, dagli interessi sauditi e iraniani, per intenderci), sono di parte, ma soprattutto sono deboli. Deboli perché si confrontano in modo antiquato con un mondo profondamente cambiato, in cui attori regionali determinano gli esiti della soluzione delle crisi con potenza analoga a quella di attori globali.
E sono deboli soprattutto perché non tengono conto del fatto che un intervento così condotto sottolinea l’impotenza, politica e anche militare, di chi attacca. Che non è stato in grado di inventarsi e di spingere per una soluzione politica, più complessa da ricercare e da forzare, ma duratura. E un attacco controllato, che presuppone l’idea di dare un segnale e in sottofondo quindi un disimpegno, è un attacco che sottolinea come la potenza o le potenze che lo fanno non sono in grado di sostenere un’azione militare complessa e lunga, e di trovare alleati. A differenza degli attori regionali, che sono di per sé quantomeno presenti nella regione.
In secondo luogo, il richiamo alla legalità internazionale serve per ragioni di serietà: se si decide di intervenire, dopo un milione e mezzo di profughi e centomila morti, in risposta a un crimine orrendo, un crimine contro l’umanità come l’uso di gas chimici contro la popolazione civile (se dovesse essere provato), non si può intervenire in modo non condiviso. A questo serve una valutazione di quanto accaduto internazionalmente condivisa: a fare sì che ogni azione per il rispetto di una orrenda violazione dei diritti umani sia una azione universalmente condivisa.
Per queste ragioni, il richiamo alla legittimità internazionale non è vuoto o di maniera.
È un modo per rispondere ai cambiamenti dell’ordine internazionale, partendo da una riconsiderazione anche del ruolo dell’Italia nel mondo, dei principi che ci guidano e degli strumenti che possiamo effettivamente utilizzare.
Fonte: Europa
Categorie: PD nazionale

Damiano: "Decreto sbilanciato su Imu. Trascurate le vere priorità"

Gio, 29/08/2013 - 09:58
Intervista a Cesare Damiano di Carlantonio Solignene - Il Tempo
«La vera partita si giocherà sulla legge di stabilità. Letta aveva garantito il superamento dell`Imu, ma ha fatto anche promesse su Cig, esodati e flessibilità del sistema pensionistico». Cesare Damiano, deputato del Pd ed ex ministro del Lavoro, non appare molto soddisfatto del decreto appena licenziato dal governo. Teme che per accontentare le richieste del Pdl si siano sottratte risorse «alle vere emergenze del Paese». E sottolinea i rischi della «service tax»: «Non vorrei che per togliere l`Imu ai possessori di prima casa la si faccia pagare anche a chi vive in affitto». 
Onorevole Damiano, cosa non la convince del decreto? 
«Credo sia sbagliato togliere l`Imu ai più ricchi. Far risparmiare qualche migliaia di euro a chi possiede capitali ingenti non produce un aumento dei consumi. E, in più, sottrae risorse ad altre emergenze». 
Niente da salvare? 
«Beh, innanzitutto mi sembra che la cancellazione sia un provvedimento una tantum, mentre dal 2014 entrerà in vigore questa service fax che mi auguro sia più equa, abbia elementi di progressività. In secondo luogo, grazie all`impegno del Pd sono stati inseriti nel decreto anche degli interventi sui fronti della Cassa integrazione in deroga e degli esodati. Anche se sono del tutto insufficienti. Queste emergenze non possono certo essere affrontate a rate». 
Cosa pensa delle coperture ipotizzate? 
«Mi fa riflettere l`aumento delle tasse su giochi e scommesse. Quando, all`epoca del governo Monti, io e l`onorevole Cazzola proponemmo la stessa soluzione per rifinanziare la Cig e risolvere il problema degli esodati, ci fu risposto che non avrebbe funzionato. Evidentemente ora si è cambiata idea». 
Cosa cambierà con la service tax? 
«Servirà evidentemente per sistemare le falle che creerà la cancellazione dell`Imu. Si rischia di prendere con una mano quello che si concede con l`altra. Non vorrei che, alla fine, si colpisca indistintamente. I possessori di case non pagano più l`Imu e, per compensare, arriva un`altra tassa che colpisce anche chi vive in affitto». 
Della seconda rata si parlerà solo nella legge di stabilità. È sempre il governo dei rinvii? 
«Letta deve fare i conti con delle risorse limitate. Ora auspico la convocazione di una cabina di regia trai partiti della maggioranza per stabilire quali sono le vere priorità per il Paese: non solo Cig ed esodati, ma anche un abbassamento delle tasse sul lavoro e sulle imprese. Sbilanciarsi troppo sull`Imu rischia di sottrarre risorse alle reali emergenze». 
Per Monti il Pd si è arreso ai ricatti del Pdl. È d`accordo? 
«Se i pasdaran del centrodestra avessero dato seguito alle loro minacce avrebbero fatto il male del Paese e dello stesso centrodestra. Per questo ho sempre invitato il Pd ad andare a vedere il "bluff" del Pdl. La vera partita si giocherà a ottobre sulla legge di stabilità. Le risorse vanno redistribuite con più equilibrio».
Fonte: Il Tempo
Categorie: PD nazionale

Bersani: "Basta partiti padronali, teniamo alti i valori di sinistra"

Gio, 29/08/2013 - 09:44
Intervista a Pier Luigi Bersani di Alessandra Longo - La Repubblica
Una fase nuova, una sfida per tutti. Per il Pd «che deve diventare una forza politica stabile e riformista», per il Pdl «chiamato a distinguersi da Berlusconi», per il Movimento CinqueStelle «che deve scegliere se fare la coda avvelenata dell`antipolitica o diventare una forza positiva e costruttrice». Pier Luigi Bersani cerca lo «sguardo lungo» nel tentativo di sfuggire al solito, «stucchevole», giochino del rimpallo quotidiano tra avversari. Dice: «Siamo ad un tornante della vita politica, a 20 anni dalla caduta del muro, a vent` anni da Tangentopoli. Se non prendiamo la strada giusta andiamo a sbattere. In questi anni di discredito totale della politica l`Italia ha preferito la scorciatoia dei partiti personali. Berlusconi è stato il profeta di questa fase ormai al tramonto». Va da sé: il Pd dei prossimi 20 anni dovrà essere, secondo l`ex segretario, pesantissimo di contenuti, dare risposte al Paese, affidarsi a leader pro tempore. «Vincere è importante ma c`è una fiaccola da tenere alta, quella degli ideali della sinistra». Renzi parteciperà a questa sfida. Bersani lo aspetta al varco: «La sua idea di Pd confessa - non mi è ancora chiara». 
Onorevole Bersani, la prima domanda è quasi esistenziale. Dove stiamo andando? 
«E` un momento delicatissimo. Che si tratti di settimane o mesi, si sta chiudendo un ventennio di sfide mancate. L`Italia ha rinunciato a costruire forze politiche stabili e ha pagato un prezzo enorme. L`importante non era governare e riformare il Paese ma solo vincere le elezioni. Adesso bisogna voltare pagina, guardare lontano». 
Prima guardiamo vicino. La mina Imu in qualche maniera è stata disinnescata. 
«Il compromesso va bene, rimane l`impressione di fondo: l`Italia non è una Repubblica fondata sugli immobili ma sul lavoro. Bello sarebbe stato mettere quei soldi lì a riduzione dell`Irpef per le fasce più deboli della popolazione. L`Imu, che va riformata, non è il clou dei problemi italiani». 
Il Pdl l`ha usata come redde rationem.
«Adesso il redde rationem si sposterà al 9 settembre, il giorno in cui la giunta si riunisce per decidere sulla decadenza di Berlusconi». 
Che ne pensa? 
«Trovo stucchevole il gioco di buttare la palla nel nostro campo. Non possiamo concedere a Berlusconi quello che non abbiamo mai concesso ai nostri per cose ben minori. Siamo in uno stato di diritto, non si aprono tavoli politici. La legge è uguale per tutti. La destra prima evoca la natura giurisdizionale della giunta e poi le tira la giacca ogni minuto. E` ridicolo. Ma il punto è un altro». 
Quale? 
«Il punto è che cosa vuole fare il Pdl. La destra deve decidere: è in grado di distinguersi dal Capo o il partito è solo un suo prolungamento? La questione è dirimente e lo sono anche i tempi che saranno scelti. Se l`operazione di affrancamento cominciasse adesso, il governo potrebbe andare avanti con più stabilità, si potrebbero aprire fasi diverse. Se il Pdl non se la sentisse di distinguersi, per quanto doloroso sia, dalle sorti di Berlusconi, comunque l`appuntamento arriverebbe e nel frattempo il Paese avrebbe subito un trauma micidiale con le inevitabili bufere sui mercati. Sta a loro la scelta. Vogliono riorientarsi o preferiscono l`Apocalisse?». 
Per il momento il centrodestra sembra incollato al suo padre-padrone. E` partito anche un ricorso alla Corte europea dei diritti dell`uomo. 
«Benissimo. La giunta valuterà a deciderà». 
E l`apertura di Violante? 
«Lui stesso ha parlato di una posizione personale. La linea di Epifani è chiarissima e difende il principio di legalità».
Lei ha sempre avversato le larghe intese. Almeno sulla carta avevano però il vantaggio di mettere assieme le due forze maggiori e incidere subito sulle emergenze. Sta andando così? Penso al lavoro... 
«Lo dico non per ragioni ideologiche ma pragmatiche. Nella concreta situazione italiana le larghe intese vivono sull`orlo dell`impossibile e bisogna tenere sempre aperta la prospettiva del cambiamento. Il governo sta facendo, brigando, pensando ma affermare le nostre priorità sul lavoro, sul sociale, sui diritti, è difficile, si va sempre al compromesso. Un governo diverso avrebbe fatto cose diverse. Detto questo, Letta, alle condizioni date, sta facendo più del possibile. Purtroppo la navigazione di questo governo è destinata ad essere tribolata». 
Il Pdl staccherà la spina?
«L`hanno già fatto con Monti, non siamo certo noi i destabilizzatori. In questo caso il Parlamento non potrebbe lasciare l`Italia allo sbando, bisognerebbe verificare altre possibilità e comunque mettere in sicurezza legge di stabilità e legge elettorale». 
Grillo si è pentito, vuol votare con il Porcellum. Lei si è pentito di averlo considerato un interlocutore? 
«Non ho mai avuto una fascinazione per Grillo. Ho cercato solo di stimolare una riflessione in quel Movimento. Anche loro sono davanti alla sfida di questa fase nuova: o si rinchiudono nella critica rabbiosa e antisistema o diventano una forza positiva». 
Gli elettori del Pd dicono: certo se in tutto questo terremoto il partito non fosse così agitato... 
«Non c`è dubbio che bisogna cambiare registro. Non si fa un congresso ogni 4 anni con l'orizzonte di 4 settimane. Non si tratta di organizzare tifoserie o incassare plebisciti senza contenuti. Il tema del congresso deve essere l`analisi dei 20 anni che abbiamo alle spalle e una riflessione seria su come radicare stabilmente il Pd, inteso come forza politica riformista. Io mi sono dimesso per ottimismo! Siamo o no maturi per arrivare a costruire un soggetto politico autonomo o ci accontentiamo di uno spazio neutro aperto alle avventure personalistiche? Il prossimo Congresso deve essere all`altezza». 
Congresso per il segretario, primarie per il candidato premier del centrosinistra. 
«Sono contro l`automatismo per le due figure. Che il segretario sia poi candidato premier non lo impedisce il dottore ma nemmeno lo ordina. Naturalmente il candidato premier va scelto con primarie di coalizione». 
E qui veniamo a Renzi. Vulgata diffusa: è la carta vincente ma da dentro cercano di massacrarlo. 
«Si fanno apposta le primarie. Tutti i candidati dovranno dire una parola, descrivere la missione che hanno in mente per i prossimi anni: con chi, contro chi, per fare che cosa». 
Lei ha capito che Pd ha in mente Renzi? 
«No, non mi sono fatto ancora un`idea, spero di farmela. Al momento non ce l`ho chiarissima». 
Letta sta dimostrando buone dosi di navigatore. La sua esperienza finirà con le larghe intese? 
«Letta è giovane, sopravviverà alle larghe intese». 
Bersani, dica la verità, la notte si sogna quei 101 che hanno affondato Prodi? 
«C`è stata una sala macchine, un`alleanza tra chi voleva affossare i candidati alla presidenza della Repubblica e chi voleva affossare me». 
La cito: ogni incarico in politica finisce con un dispiacere. 
«Le assicuro che il dispiacere vero lo sto ancora aspettando».
Fonte: La Repubblica
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Fassina: "Non ha vinto il centrodestra. Abbiamo raggiunto un compromesso utile"

Gio, 29/08/2013 - 09:39
Intervista a Stefano Fassina di Alessandro Barbera - La Stampa
Fassina, l`Imu non c`è più. Possiamo dire che ha vinto Berlusconi? Ha minacciato la caduta del governo e ha ottenuto quel che chiedeva. 
«Non è così. Purtroppo siamo al governo con una forza orientata alla facile demagogia: la Service tax sarà una tassa che terrà conto anche del valore catastale delle prime case. Inoltre in questo decreto ci occupiamo di esodati e cassintegrati. Non è poco». 
Dunque non cambia nulla? 
«Abbiamo trovato un compromesso utile per il Paese. I ceti popolari pagheranno meno per la prima casa: questo è quel che conta. Il Pdl pensa agli interessi dei più abbienti». 
Imu, esodati, cassintegrati, statali, ricchi e poveri. Non le sembra, come ha fatto notare su questo giornale Luca Ricolfi, che invece dei cittadini vi state occupando della somma degli interessi che ciascuno di voi rappresenta o crede di rappresentare? 
«I cittadini? E chi sono gli esodati, i disoccupati, i possessori di prima casa se non cittadini? I cittadini come categoria astratta non esistono!» 
Qui però di riforme utili se ne vedono poche. E quando ci sono, come quella dell`Imu, sembrano dettate da argomenti demagogici, come lei stesso ammette. Ad esempio: che ne é della riforma degli ammortizzatori sociali? O della riduzione delle tasse sul lavoro? 
«Questo è un intervento in parte emergenziale, lo ammetto. Però quella dell`Imu è una riforma vera. Tanto per capirci: stiamo introducendo la deducibilità della tassa per i capannoni industriali. E che cos`è, se non una riduzione degli oneri a carico delle imprese?». 
Questo governo durerà? È «senza più scadenza», come dice Letta? 
«Non è il miglior governo possibile, ma oggi non ha alternative e sta comunque affrontando le emergenze del Paese». 
E fino a quando? Davvero credete che durerà fino alla chiusura del semestre di presidenza italiana dell`Ue? 
«Saremmo autolesionisti se interrompessimo il percorso. La sfida più importante dei prossimi mesi si gioca a Bruxelles, e noi dobbiamo esserne protagonisti. Nessuno, nemmeno le economie più forti dell`area euro usciranno da questo tunnel senza una radicale correzione di rotta delle politiche conservatrici». 
Di qui a qualche giorno, al massimo qualche settimana, ci sarà il voto in Parlamento sulla decadenza di Berlusconi. Lei crede che il governo reggerà l`urto? 
«Se il Pdl farà mancare il suo consenso si assumerà la responsabilità di aver anteposto gli interessi di Berlusconi a quelli del Paese. Non si può chiedere al Pd di sovvertire le regole dello Stato di diritto. Ma sono convinto che alla prova dei fatti il Pdl saprà ascoltare i suoi elettori. Non credo che -, al di là dello zoccolo duro dei militanti - gli elettori del Pdl perdonerebbero una mossa del genere». 
Se il governo dopo quel voto cadesse ci sarebbe un Letta bis? 
«In quel caso si dovrà cercare ogni soluzione per approvare la legge di Stabilità e la riforma della legge elettorale. L`unica cosa certa è che col Porcellum non si può tornare a votare».
Fonte: La Stampa
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Cdm, grazie al Pd superamento dell'Imu e misure per il lavoro e per i giovani

Mer, 28/08/2013 - 19:35

“Le decisioni prese dal Consiglio dei ministri costituiscono una soluzione equilibrata dal punto di vista sociale e delle emergenze. Il governo ha tenuto conto delle situazioni più difficili. Anche la scelta sull’Imu è corretta, soprattutto in vista della riforma e della trasformazione nel senso di un’imposta federale a partire dal prossimo anno”. E’ quanto affermato dal segretario del Pd, Guglielmo Epifani, a proposito dell’esito del Consiglio dei ministri che aveva, all’ordine del giorno, l’Imu, il rifinanziamento della Cig, provvedimenti per gli esodati e un piano per l'abitazione. Per il responsabile economico del Pd, Matteo Colaninno, “Il Governo ha varato un pacchetto di misure molto importanti che vanno dalla riforma dell'Imu in senso federale, a provvedimenti essenziali per il lavoro come il mezzo miliardo di euro per la cassa integrazione, l’intervento per gli esodati da licenziamenti individuali, un piano casa articolato e consistente, fino alle misure per i giovani”. “Il governo Letta – ha aggiunto Colaninno -, pur in una situazione non facile, e grazie al lavoro di squadra con il Pd, ha raggiunto un risultato estremamente positivo e utile per la modernizzazione del Paese, ponendo molta attenzione a famiglie, imprese, giovani – si pensi ai mutui agevolati per le giovani coppie, al sostegno dei morosi incolpevoli - al termine di un confronto molto serio e costruttivo”. “Proprio la collaborazione tra Pd e Governo ha permesso di disegnare una riforma che porterà al superamento dell'Imu in chiave federale. Equilibrio, stabilità ed equità saranno le carature di questo provvedimento destinato ad essere affiancato da altre misure sulle diverse, grandi priorità economiche dell'Italia”. Anche il capogruppo del Pd al Senato, Luigi Zanda, ha commentato l'esito del Cdm, affermando che "le misure varate dal Governo costituiscono un altro passo importante sulla via che porterà l'Italia ad uscire dalla crisi". "La riforma dell'Imu in senso federale - ha aggiunto -, ma anche le risorse individuate per la cig e gli esodati, come i provvedimenti sulla casa, erano tra gli impegni che il presidente Letta aveva preso di fronte al Parlamento. Anche grazie al lavoro svolto dal Pd oggi quegli impegni trovano una risposta: dentro un essenziale e doveroso equilibrio dei conti pubblici si prospettano soluzioni importanti per la ripresa del Paese ponendo molta attenzione a famiglie, imprese, giovani – si pensi ai mutui agevolati per le giovani coppie - ma anche anche ai Comuni". "Nel confronto proficuo tra Pd e Governo si è giunti ad una riforma che porterà al superamento dell'Imu in chiave federale: equilibrio, stabilita ed equità saranno le carta d'identità di questo provvedimento che, affiancato dalle altre misure varate, costituisce un importante impegno per la ripresa del Paese. Ora lasciamo lavorare questo governo: le forze politiche che hanno a cuore le sorti del nostro Paese si impegnino per rafforzare la sua azione".
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Imu, Garavini (PD): “Slitta alla legge di stabilità soluzione per gli italiani all’estero”

Mer, 28/08/2013 - 16:19

Roma, 28 ago - “E’ necessario attendere la discussione della legge di stabilità per porre fine all’ingiustizia dell’Imu per gli italiani all’estero. Con il decreto all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri mercoledì prossimo il governo non affronta la questione della riforma dell’Imu nella sostanza, bensì cancella il pagamento della prima rata, prima rata che gli italiani all’estero hanno già dovuto pagare entro giugno”. Lo dichiara Laura Garavini, componente dell’Ufficio di Presidenza del gruppo Pd alla Camera, che continua a seguire la questione da vicino, aggiungendo: “L’impegno del governo a considerare come prima casa l’abitazione in Italia dei connazionali all’estero è destinato a concretizzarsi solo nelle prossime settimane quando il Parlamento discuterà la legge di stabilità. Il punto da cui partire rimane la proposta di legge che ho depositato a inizio legislatura, che stabilisce appunto che l’abitazione posseduta in Italia dagli italiani all’estero venga considerata prima casa”.
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Consolati, PD Olanda: "Chiusura Amsterdam colpirà emigrati e turisti"

Mer, 28/08/2013 - 16:18

Asterdam, 28 ago – “In Olanda la chiusura del Consolato generale d’Italia in Amsterdam colpirà duramente la nuova e vecchia emigrazione nella nostra comunità residente e il turismo italiano in questo paese, nonché chi in Italia si vuole recare per turismo. Mantenere una presenza consolare nella città di Amsterdam con uno sportello consolare sarebbe più che opportuno”. E’ quanto si legge in una nota del coordinatore del Pd olandese Elio Vergna che chiama a una mobilitazione unitaria contro la chiusura di 14 sedi consolari, tra cui quella di Amsterdam, prevista il 30 giugno 2014. “Le presenze di turisti italiani in visita in Olanda sono stimate in più di 450mila persone all’anno, la maggioranza delle quali nella città di Amsterdam. Molte – prosegue - sono le diverse e svariate richieste d’aiuto che giungono al consolato di Amsterdam ogni giorno non solo da cittadini italiani in vacanza e dalle loro famiglie in Italia. In pratica – prosegue la nota - per la grande utenza obbligata a recarsi personalmente nei consolati, con le chiusure previste sarà molto difficile raggiungere e ottenere un qualunque servizio fornito dall’ufficio consolare. I servizi consolari sono servizi pubblici necessari, essenziali per il cittadino all’estero, che ha pienamente diritto di ricevere senza esser costretto ad un vero costoso calvario o peggio alla rinuncia. Il Partito democratico in Olanda non è contro il risparmio di risorse economiche, ma chiede che non si risparmi togliendo servizi pubblici alla collettività residente. Vorremmo – prosegue Vergna - sia fatto un uso razionale e coerente del bene comune che lo Stato italiano possiede nel mondo. Siamo contro lo spreco delle risorse finanziarie e l’incomprensibile svendita per far cassa del patrimonio immobiliare anche di pregio sia in Olanda che in altri paesi”.
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 L'Italia di domani 

 le proposte del partito democratico 

L'indice delle pagine sul sito PD  -  Visualizza online la brochure

"L'Italia di domani" era anche il tema della Festa Democratica nazionale tenuta a Pesaro. Puoi rivedere l'intervento conclusivo di Bersani su Youdem.tv o leggere il testo integrale sul sito nazionale.