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Updated: 2 anni 19 settimane fa

Bindi: "Non si baratta la legalità con la tenuta del governo"

Sab, 17/08/2013 - 10:13
Rinviare la votazione non servirebbe a nessuno. Non si baratta la stabilità del governo con i principi di legalità - Francesca Schíanchi, La Stampa
Mi sembra chiaro che il Pdl stia cercando il modo di non applicare la sentenza su Berlusconi. Ma questo è un ostacolo insuperabile. Le sentenze si applicano, come ha detto anche il presidente Napolitano». Anche in questi giorni di vacanza, pur lontana dal Parlamento, l`ex presidente del Pd, Rosi Bindi, usa parole chiare per spiegare la posizione del suo partito e i rapporti con l`avversario-alleato. Quindi sembra di capire che conferma il voto del Pd a favore della decadenza di Berlusconi. «È evidente. Non si può fare altrimenti». E se il Pdl chiedesse un rinvio del voto in Giunta, il Pd sarebbe disposto a concederlo? «Non credo che sarebbe utile a nessuno, nemmeno al diretto interessato e al Pdl. Siccome poi non mi pare ci siano spazi per conseguenze sul governo...». È sicura onorevole che un vostro voto a favore della decadenza non avrebbe conseguenze sul governo? «Se ne assumerebbe tutta la responsabilità il Pdl, che ancora una volta confonderebbe il piano giudiziario di Berlusconi con quello politico». Quindi voterete la decadenza anche a costo della crisi, se Berlusconi la minacciasse in caso di sua decadenza? «Il voto sulla decadenza è un limite invalicabile. Non è pensabile scambiare il governo con il principio di legalità». Berlusconi potrebbe dire: non posso stare al governo con chi vota per la mia decadenza da senatore. «Capisco la domanda, ma noi potremmo chiederci: perché dobbiamo stare al governo con una forza politica che rifiuta di accettare che il suo leader è stato condannato in via definitiva e interdetto dai pubblici uffici?». Perché? «È la domanda che ci fa la nostra gente. Perché sappiamo che l`Italia ha bisogno di essere governata e non c`erano alternative a questo governo. Ma non possiamo, per sostenerlo, rinunciare al principio di legalità. Questo il Pdl non ce lo può chiedere». Se sulla decadenza si voterà con voto segreto, lei è sicura che tutto il Pd voterà per il sì? Non c`è il rischio che, magari per far sopravvivere il governo, qualcuno possa disobbedire? «La parabola del Pd qualcuno l`ha disegnata dicendo che, con la sua nascita, ha fatto cadere il governo Prodi. Ecco, se qualcuno in Aula al Senato dovesse non votare la decadenza, durerà anche il governo, ma finirà il Pd». E in caso di crisi, c`è secondo lei la possibilità di un`altra maggioranza? «Se ci fosse una crisi - che, ripeto, ricadrebbe, sul Pdl, non certo sulle spalle di chi applica la legge - io vedo difficile una maggioranza diversa in questo Parlamento. Ma a quel punto la parola passerebbe al presidente della Repubblica». Se Berlusconi la chiedesse, secondo lei il Capo dello Stato potrebbe concedergli la grazia? «Ho sempre difficoltà a fare considerazioni su quello che compete al Capo dello Stato. Io personalmente faccio fatica a pensare che si possa concedere la grazia a una persona con altri processi in corso come Berlusconi, ma se Napolitano dovesse concedergliela, rispetterei la decisione, come ho sempre fatto. Ma io credo che questa sarebbe un`occasione per Berlusconi per fare un passo indietro e ricostruire la sua forza politica». Cosa intende dire? «Una forza politica inizia a esistere quando non ritiene indispensabile il suo leader. La debolezza del Pdl sta in questo: i partiti sono tali perché il leader è al loro servizio, non il contrario». Secondo loro voi dite così perché avete cambiato quattro segretari in sei anni. «Che ci sia una crisi di leadership nel centrosinistra non c`è dubbio, ma questo non vuol dire che non esista il partito. Invece nel Pdl è grave che leghino la loro sopravvivenza alla sopravvivenza del capo. Capisco e apprezzo la difesa che fanno del loro leader, ma è sbagliato spingersi a legare l`esistenza del partito a una persona».
Categorie: PD nazionale

Speranza: «Non ci sono alternative, la legge va solo rispettata e applicata»

Sab, 17/08/2013 - 10:04
«Il Pdl deve decidere se l`interesse del Paese viene prima di quello del suo leader. Se è così, possiamo fare le riforme» - Maria Zegarelli, L'Unità
«Non ci sono soluzioni alternative, c`è la legge e ci sono i regolamenti che vanno applicati e rispettati e noi faremo del tutto affinché questo avvenga». Roberto Speranza, capogruppo Pd in Parlamento, taglia corto rispetto a ogni eventuale tentativo da parte del Pdl di prendere tempo e far slittare il voto della Giunta per elezioni e le immunità che in Senato dovrà votare la decadenza del senatore Silvio Berlusconi, condannato in via definitiva. Il Pd, assicura, non avrà tentennamenti e non aprirà alcuna scorciatoia per il condannato eccellente. «Ci comporteremo con Berlusconi come avremmo fatto con qualunque altro parlamentare». Eppure Speranza, nel Pdl c`è chi sta lavorando per rinviare il voto fino al prossimo anno. «Noi dobbiamo rispettare i tempi formalmente previsti, stando all`osservanza rigorosa di ogni regola e procedura. Qui si tratta di applicare le leggi, questo non è il tempo degli escamotage e vorrei fosse chiaro che in questo atteggiamento non c`è alcun giudizio politico su Berlusconi. C`è stata una sentenza definitiva e il fatto che riguardi Berlusconi non implica che si cambino le regole». Malgrado la nota del Capo dello Stato che ha escluso crisi di governo, Berlusconi ha lasciato trapelare che un voto del Pd sulla sua decadenza potrebbe avere conseguenze sulla tenuta del governo. Crede che siano solo fuochi di paglia? «Si mescolano due terreni che per noi invece devono rimanere assolutamente distinti. Da una parte ci sono il governo e la necessità di dare risposte a una fase di crisi economica e sociale del Paese ancora drammatica e che inizia fortunamente proprio adesso a lasciare qualche barlume di ripresa; dall`altra parte ci sono le questioni private di Berlusconi. La nostra posizione è chiarissima: il destino del governo non è in discussione e la nota del presidente Napolitano ha avuto il merito di ribadire con forza le ragioni che ci hanno portato alla sua nascita. Ragioni che ancora oggi restano intatte perché, non sono scomparse in pochi mesi e non possono, ripeto, non possono essere confuse con il destino di una persona, anche se si tratta di un leader politico come Berlusconi. Se ci fosse stato un altro esponente politico anche del Pd noi ci saremmo comportati nello stesso modo». Con la ripresa dei lavori parlamentari si riapre la partita delle riforme. Non teme ripercussioni? Crede davvero sia possibile tenere slegato il voto in Giunta da tutto il resto? «Il Pdl è arrivato a un bivio fondamentale: decidere se mettere davanti ancora e sempre i destini del suo leader o, come penso sia giusto per una grande forza popolare, anteporre gli interessi del Paese a tutto il resto. Il Pdl deve capire che strada intraprendere da qui in avanti perché se sceglie gli interessi generali rispetto all`interesse particolare di una persona, allora tutto è conseguente e si può davvero aprire una stagione di riforme essenziali, quelle stesse su cui tutti si dicono d`accordo. Penso al superamento del bicameralismo perfetto, alla diminuzione del numero dei parlamentari e al rafforzamento dei poteri dell`esecutivo: si tratta di tre punti su cui c`è un accordo sostanzialmente unanime di tutte le forze parlamentari, quindi se questo è vero non ci sono motivi per arenarsi. Il Pd è pronto. Mi domando cosa vogliono fare tutti gli altri». Si riferisce anche alle forze di opposizione? «Mi riferisco anche al M5S e a Sel che da una parte vogliono le riforme e dall`altra sono titubanti perché pensano a possibili stravolgimenti della Costituzione. Sarebbe meglio mettere da parte i timori e avere il coraggio di andare avanti partendo da ciò che unisce tutti a cominciare dai tre punti di cui ho parlato». Sul fronte delle riforme lei è preoccupato delle altre forze politiche. È tranquillo rispetto al Pd, malgrado le polemiche che vi attraversano ogni volta che dovete prendere una decisione? «Quando si mette mano alla Costituzione c`è bisogno di fare le cose gradualmente. Dal momento che ci sono delle materie su cui siamo tutti d`accordo, quelle stesse di cui si è occupata la mozione che ha dato il via al ddl costituzionale, io dico: iniziamo da qui. Se riusciamo a superare il bicameralismo perfetto, a diminuire il numero dei parlamentari e a rafforzare i poteri dell`esecutivo, è un risultato importantissimo. Aggiungo che per quanto mi riguarda, non sono spaventato neanche da un dibattito sul presidenzialismo, ma so bene che non è una posizione condivisa dalla maggioranza del mio partito e non pretendo di aprire la discussione su questo adesso. Mi rendo conto che è necessario procedere con cautela quando si mette mano alla Costituzione e quindi preferisco partire dai punti condivisi, da quelli su cui sia al nostro interno sia in Parlamento, c`è ampia convergenza». Tutto questo mentre il Pd è attraversato dalle tempeste congressuali, l`ultima riguarda i tempi. Sicuri di arrivare prima o poi in acque tranquille? «Trovo surreale questa polemica sui tempi e le date. Mentre siamo ancora nel pieno di una crisi sociale ed economica così acuta, la disoccupazione continua a essere uno dei più grandi problemi del nostro Paese e in Egitto è scoppiato l`inferno, il più grande partito italiano discute e litiga sulla data del congresso. Il 20 e il 21 settembre ci sarà l`Assemblea nazionale che dovrà tracciare una road map che ci porti in tempi certi verso i congressi territoriali e poi a quello nazionale. Vorrei invitare tutti i miei colleghi di partito a non litigare su date e regole e di concentrarci sui moltissimi problemi a cui bisogna dare risposte, a cominciare da famiglie e imprese».
Categorie: PD nazionale

Giachetti: «Servono misure per il reinserimento»

Sab, 17/08/2013 - 09:57
Emergenza carceri. Dopo la visita al carcere di Tempo Pausiania, il vicepresidente della Camera rilancia l`allarme sul sovraffollamento degli istituti di pena pari al 25% - L'Unità
Il vicepresidente della Camera, Roberto Giachetti, ha trascorso il giorno di ferragosto visitando il carcere di Tempo Pausiania, ma è stata l`occasione per rilanciare l`allarme sul sovraffollamento degli istituti di pena. «Per chi come me ha girato parecchi carceri la valutazione del carcere di Tempio Pausania, inaugurato l`anno scorso, è positiva. I problemi sono quelli che hanno tutti gli istituti, con un sovraffollamento del 25% circa. Il problema vero riguarda i familiari, perché è difficile arrivarci, e i detenuti sono soprattutto dalla Sicilia, dalla Calabria, dalla Campania. Ma detto questo è una struttura nella quale le condizioni basilari per il reinserimento ci sono, a differenza da altri istituti che ho visitato in questi anni», ha spiegato ieri parlando a Radio Radicale. Il deputato Pd racconta: «Parlando con ergastolani, persone che in qualche modo sanno che il loro percorso è segnato, molti mi dicevano: "io non penso che ci sia cattiveria nel legislatore. Il fatto è che molto spesso non sanno, non conoscono la nostra realtà. Quando sei in carcere da 15 anni, l`unica cosa che vuoi fare è cambiare, rimetterti in carreggiata", mi diceva». «Il problema - ha aggiunge Giachetti - è che occorre avere delle condizioni che te lo consentano. Quando hai speso un terzo della vita in carcere devi avere le condizioni necessarie per poter sperare in un reinserimento». E questo è tornato a chiedere il parlamentare dem: un reale reinserimento.
Categorie: PD nazionale

Mafie, Garavini (PD): "Urgente istituire squadre investigative comuni"

Ven, 16/08/2013 - 12:32

Roma, 16 ago - “Le mafie agiscono sempre di più a livello internazionale, ecco perché è necessario che anche le forze inquirenti siano messe nelle condizioni di operare oltre confine. Uno strumento importante a questo fine sono le Squadre investigative comuni, cioè squadre di polizia giudiziaria multiculturali, istituite da una decisione quadro europea nel 2002. L’obiettivo è di dotarsi di squadre anticrimine agili, transfrontaliere, capaci di operare a livello internazionale, superando le barriere linguistiche e i vincoli burocratici posti dalle singole nazioni. L’Italia è uno dei pochi paesi a non avere ancora istituito questo importante strumento investigativo. E’ ora che poniamo rimedio". Lo ha detto la deputata del Pd, Laura Garavini, preannunciando la presentazione di una proposta di legge in materia.
Categorie: PD nazionale


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"L'Italia di domani" era anche il tema della Festa Democratica nazionale tenuta a Pesaro. Puoi rivedere l'intervento conclusivo di Bersani su Youdem.tv o leggere il testo integrale sul sito nazionale.