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7 domande 7 risposte sulla iniziativa per i servizi di un partito partecipato

Cosa è Circolinrete?

Circolinrete è un ambiente telematico realizzato dal PD, collegato all'angarafe degli iscritti e all'albo degli elettori. E' quindi il presupposto per la costruzione di un sistema telematico di servizi, prodotti e procedure partecipative, per la messa in rete di una parte della vita di partito. Almeno questo è l'auspicio dell'intervento sui "servizi per un partito partecipato" inviato alla Conferenza sul partito, dal quale ha avuto origine l'iniziativa su pd2.it ad inizio settembre 2011.

Perché tanta enfasi su quel passaggio?

Perchè passerebbe da lì un bel pezzo del funzionamento materiale del partito. Ed è su quel terreno concreto che trovano misura le intenzioni di innovazione. La partecipazione non si fa con le buone intenzioni. La partecipazione esiste se si costruisce e si fa vivere una infrastruttura di servizi per la partecipazione. Altrimenti la partecipazione resta tra le belle dichiarazioni dello statuto, come quel Sistema informativo per la partecipazione rimasto tutto sulla carta, e del quale diciamo che Circolinrete deve essere lo strumento attuativo.

La parola partecipazione è usata da molti...

Vero. Per non stare sul generico vanno esplicitati i risultati attesi, rispetto ai quali orientare la costruzione di quella infrastruttura. Noi vediamo tre risultati di un partito effettivamente partecipato: 1) un partito più capace di identificare per tempo ed eliminare intenti non genuini e comportamenti non corretti; 2) un partito che guadagna il necessario più ampio apporto alla definizione delle politiche da parte di tanti saperi ed esperienze che esistono nel corpo del partito; 3) militanti e simpatizzanti informati, motivati, effettivamente coinvolti, costituiscono il di più che possiamo e dobbiamo mettere in campo per riprendere voce nei luoghi di vita e di lavoro.

Non è solo una posizione portata nella Conferenza sul partito, nei documenti si legge di un impegno anche successivo...

Sì, all'intervento per la Conferenza era allegato anche un contributo propositivo piuttosto ampio. Quel documento, con tutte le integrazioni che verranno, costituisce per noi la traccia per un impegno di lavoro volontario che continuerà anche dopo la Conferenza, per la ideazione e la realizzazione di quei servizi e prodotti per un partito realmente partecipato. Ovviamente nei limiti, peraltro non stretti, entro i quali può muoversi una iniziativa autonoma.

Iniziativa autonoma? Portata avanti da chi?

Siamo iscritti ed elettori del PD. Più di 600, dopo la prima campagna via mail. Mentre ci organizziamo, abbiamo dato avvio ai primi lavori. Con la forza esemplificativa di quelli avvieremo ulteriori campagne per far conoscere l'iniziativa. Il potenziale è molto grande, sia in chi apprezza in modo specifico gli obiettivi dell'iniziativa sia in chi ha trovato in essa qualche rinnovata ragione per il fare.

Perché volontari dovrebbero occuparsi di quei servizi per la partecipazione?

La questione del volontariato politico meriterebbe un discorso più generale. Ma stiamo al terreno nostro specifico. Realizzare e gestire servizi è cosa che richiede visione di sistema, uso appropriato di tecnologie; ma poi richiede anche non poche risorse umane. Oggi il partito non ha un apparato per questo scopo, nè le risorse economiche gli concedono altre soluzioni. L'unica strada percorribile è quella di un utilizzo ordinario e coordinato di risorse volontarie. Se riusciremo nei nostri intenti, potremo offrire al partitto non solo i risultati specifici sul piano dei servizi ma anche offrire un modello organizzativo sperimentato di cooperazione volontaria.

Quale rapporto di questa iniziativa con il partito?

Un rapporto in primo luogo di totale trasparenza, come si può vedere nelmessaggio inviato al responsabile nazionale dell'Organizzazione. Di pronta collaborazione, se richiesta. Inequivoco, con l'iimpegno a non mantenere in funzione servizi nostri nel momento in cui fosse il partito ad attivarli. Ma anche di pressione, evidentemente. Peraltro non pensiamo di dover ricevere attenzioni sulla parola. Confidiamo invece di poter mettere a valore l'iniziativa nel momento in cui avremo da offrire prime realizzazioni e risultati di sperimentazioni.

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