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Chi, cosa, come

Chi siamo
Il nostro partito è il PD. Lo vogliamo utile all'Italia, strumento politico aperto e credibile per tutti gli italiani. Molti di noi sono iscritti. In quel che faremo qui troveranno una buona ragione di impegno anche tanti elettori, tra una primaria e l'altra; e forse molti che in questi giorni nemmeno hanno messo la scheda nell'urna, giovani, e quel nostro popolo che ha via via allargato l'area politica di non voto.

Cosa vogliamo
Vogliamo un partito con militanti e simpatizzanti informati, motivati, effettivamente partecipanti. Per 4 ragioni principali.

  • Un partito effettivamente e largamente partecipato è garanzia di impegni sempre e tutti genuini, di qualità dei gruppi dirigenti selezionati, e di forte rappresentanza, ad ogni livello.
  • In particolare nella complessità di oggi, sia le scelte generali che la elaborazione delle politiche di governo hanno bisogno di una "testa larga", dei tanti saperi ed esperienze che vanno concretamente utilizzati e non ritualmente evocati.
  • Nel desolante attuale panorama dell'informazione e nella sua capacità di influenza, non possiamo permetterci di non mettere in campo una marcia in più, la voce attiva dei nostri militanti e simpatizzanti nei luoghi di vita e di lavoro, nel rapporto diretto con le persone.
  • In quarto luogo una ragione interna, perché lo sviluppo della strumentazione partecipativa di un partito è a sua volta un processo attuabile solo con notevoli risorse umane, in larga parte disponibili unicamente come risorse volontarie.

Come perseguiamo lo scopo
Quello scopo richiama un fare (materiali, modelli organizzativi, interazioni...) di cui è evidentemente titolare il partito. Un fare che oggi per tanti versi manca. Non crediamo che tale risultato si raggiunga chiedendolo a voce più o meno alta, o facendo correre il contatore delle firme sotto appelli e gruppi di facebook, o spiegando al Segretario cosa dovrebbe fare secondo lo stile di un paese dove tutti si sentono allenatori della nazionale. Noi partiamo, nei limiti (non stretti) di una iniziativa autonoma, da un nostro fare, fare servizi per la partecipazione, un fare utile per chi frequenterà pd2.it, capace quindi di aggregare. La spinta che daremo verrà sia dal peso di quella domanda aggregata sia dalla qualità dei prodotti e servizi realizzati, in sé e quale dimostrazione che forme rinnovate e partecipate sono possibili.

Il nostro fare
Il fare, e quindi le sue possibilità di incidenza politica, sono e saranno via via misurate dai fatti, non dagli intenti dichiarati che sono invece il vincolo che ci diamo. Fare servizi vuol dire per noi costruire e mantenere aggiornati prodotti informativi strutturati, e non dar corso alla chiacchiera di un tipico forum di rete; fare servizi vuol dire aggiungere valori di selezione e integrazione, e non cadere nei documentifici di opinioni individuali; fare servizi per la partecipazione vuol dire ideare e sperimentare forme organiche di interazione base-vertici-base, e non abbandonarsi alla comunicazione del leader. Tutto questo lo faremo con forze volontarie, nella autonomia del gruppo che ci si impegna, in totale trasparenza verso le responsabilità nazionali e regionali di organizzazione del partito, pronti a chiudere pezzi di attività a fronte di nuove corrispondenti realizzazioni del partito. Ben lieti se a ciò avremo contribuito.

Il tempo
Il tempo è importante.

  • Quello delle persone normali che frequenteranno pd2.it e che, dopo una giornata piena degli usuali impegni, alla politica possono dedicare un tempo limitato. Offrire servizi strutturati permette di dare strumenti e opportunità commisurate a quel tempo. Altrimenti la politica resta in mano solo a chi è in condizione di dedicargli intere giornate.
  • Quello di chi, incrociando queste pagine, deciderà che vale la pena di dare una mano, impegnarsi nei modi per lui possibili e più congeniali. Se offrirai un dito, non ti prenderemo un braccio. Prova.
  • Quello della politica. Che sa benissimo che ogni iniziativa ha bisogno di condizioni e ogni cosa ha un tempo. Ma anche una politica che fa agenda lasciando sempre in coda il tema della strumentazione partecipativa, come fosse un di più finale e non la leva principale di costruzione organizzativa e di rinnovamento.

2 aprile 2010

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Per capire e valutare di più puoi vedere le FAQ sull'iniziativa. In attesa che il "sito parli da sè", puoi vedere i primi ragionamenti fatti su esempi di Servizi 

 

Questo articolo è stato pubblicato nella prima fase di vita di pd2.it, nel primo semestre 2010. Puoi vedere tutti gli articoli di quella fase attraverso i link di navigazione qui sotto. Per stare sulla parte di sito attua.le torna alla home


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