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Partito Democratico e Governo Monti

Premessa

Le persone “di sinistra” hanno una caratteristica specifica: sono coloro che non sopportano le ingiustizie, in particolare lo sfruttamento dell’uomo da parte di altri uomini.
Quando dico che “non sopportano” non mi riferisco tanto a un fattore razionale quanto ad un dato passionale . Chi è autenticamente “di sinistra” soffre di fronte all’ingiustizia.
Questo fattore che li distingue dagli altri, è, a mio avviso, il loro pregio principale ma anche l’elemento che li porta spesso ad agire istintivamente anziché razionalmente.

Troppa razionalità rischia di spegnere la loro ansia di giustizia, come forse succede a molti politici “di sinistra”, che finiscono per troppa razionalità per non esserlo più (di sinistra), ma poca razionalità li porta ad agire in maniera errata finendo per compromettere l’esito delle battaglie.

Mantenere la passione e la lucidità è la condizione per continuare ad essere se stessi (fattore principale, perché se divieni insensibile perdi definitivamente) e, contemporaneamente,  agire con efficacia nelle diverse situazioni.
Chi (re)agisce sempre nello stesso modo in situazioni diverse compromette i risultati possibili.

In battaglia ci sono situazioni in cui devi attaccare e situazioni in cui devi difenderti, talvolta ripiegare. Devi saper valutare le forze nemiche, quelle di cui disponi e le possibili alleanze.
In ogni caso devi conoscere e tenere conto della realtà.

L’azione del partito democratico durante il governo  Monti

I Dati della realtà (schematicamente)  e la decisione di appoggiare il Governo Monti

•    Crisi internazionale
•    Crisi nazionale
•    Attacco all’Italia
•    Attacco all’euro
•    Politica europea dettata da Germania e Francia e caratterizzata da imposizioni  ai paesi sotto attacco; misure che innescano recessione in tutto il Continente;
•    Interessi esorbitanti e crescenti sul debito pubblico italiano;
•    Vecchio parlamento (maggioranza centrodestra);
•    Blocchi di potere che, venuto in crisi il sistema berlusconiano,  operano per una ristrutturazione del quadro politico italiano: creazione di un raggruppamento che comprenda gran parte del PDL, il Terzo Polo e parte del PD. Il tutto con il supporto della gerarchia vaticana che   torna a parlare di vincolo per i cattolici all’osservanza dei dettami del Magistero Ecclesiastico.

•    Parte del PD che appare sintonizzato con tali prospettive: si torna a parlare di possibili scissioni se non si mette in discussione la linea uscita dal congresso, si assiste quotidianamente ad interventi su giornali, anche di destra, di esponenti della minoranza che chiedono di troncare i rapporti con IDV e SEL  per allearsi con Casini;
•    recessione in atto;
•    elevato tasso disoccupazione
•    cassa integrazione ai massimi storici;
•    e altro ancora.

Potevamo scegliere le elezioni anticipate?

Il Partito Democratico, in questa situazione, apparentemente, poteva scegliere fra andare alle elezioni anticipate o sostenere il tentativo del governo Monti, sponsorizzato da Napolitano (anche questo è un fattore da tenere presente).

Ho scritto “apparentemente” perché non è certo che il mancato sostegno del PD avrebbe comportato elezioni anticipate.

Si dimentica che in questo Parlamento esiste una maggioranza ampia di centrodestra e che un governo presieduto da un esponente del centrodestra (Alfano, Letta,) o da Casini o anche dallo stesso Monti avrebbe potuto nascere (io sono convinto che sarebbe nato) anche senza l’appoggio del Partito Democratico. -

Sarebbe stato un governo di destra, in grado, proprio per la crisi in atto, di imporre  riforme strutturali fortemente liberiste, sacrificando i diritti e i bisogni dei ceti popolari e rafforzando gli strumenti attraverso cui perpetuare lo sfruttamento dei lavoratori.

Io ritengo che in questa ipotetica  situazione avremmo assistito anche ad una scissione nel PD.

In sostanza, a mio parere, l’obiettivo di scardinare gli attuali equilibri a favore della creazione di un raggruppamento ampio di centrodestra con Casini, PDL e parti del PD, ove il Partito Democratico avesse scelto di non appoggiare il governo Monti,  si sarebbe avverato.
Certo il pericolo che ciò avvenga non è superato e chi critica il Partito Democratico, o meglio la linea tenuta dal segretario, dovrebbe tenerlo in debita considerazione.
Se l’analisi è corretta, l’operato del PD appare caratterizzato da grande consapevolezza e risultano irragionevoli le critiche che molti commentatori (colpevolmente) e moltissimi militanti (comprensibilmente) muovono alla linea seguita dal PD.

Il ruolo e l’azione  del PD in appoggio al Governo Monti.

Bersani ha precisato più volte che il governo Monti non è il governo del PD e che la decisione di sostenerlo parte dalla convinzione che il ricorso alle elezioni avrebbe comportato il fallimento dell’Italia, con conseguenze negative  incommensurabili per tutti, ma in particolare per i meno abbienti.
Salvare l’Italia per difendere le condizioni di vita degli italiani che lavorano, di quelli che cercano lavoro e di coloro che sono in pensione.
Abbiamo visto in precedenza che esistevano ed esistono altre ragioni per ritenere preferibile un governo sostenuto dal PD, e quindi anche condizionato dal PD, ad  un governo altro, possibile anche senza il PD.
L’azione concreta del governo Monti, allo stato attuale,   è stata caratterizzata da notevoli  sacrifici a carico di pensionati e pensionandi, da un allargamento e un  incremento della imposizione fiscale sugli immobili di proprietà , dall’ elevazione delle aliquote IVA, qualche misura a favore delle imprese legate al costo del lavoro.
Il giudizio complessivo sulla manovra  è negativo   perché sono troppi i sacrifici a carico dei ceti non abbienti  e scarsi quelli a carico dei “ricchi” (equità), inadeguati quelli volti allo sviluppo (crescita). Il rigore è rivolto quasi esclusivamente nei confronti dei ceti popolari.
Mancano, per i veti posti dal PDL, un incremento dell’irpef  per i redditi più elevati, una vera patrimoniale, un maggiore costo a carico degli scudati, la negoziazione con la Svizzera per ottenere, come fatto da Germania ed Gran Bretagna, congrue imposte sui capitali italiani parcheggiati nella banche svizzere, le liberalizzazioni : farmacie, ordini professionali, taxi, assicurazioni, industrie farmaceutiche e petrolifere, ecc.), l’asta sulle frequenze televisive e misure per la crescita rese impossibili proprio per aver rinunciato alle risorse che da tali misure era possibile ricavare.

La presenza del PD ha consentito di ridurre gli squilibri ma non di eliminarli.

Il giudizio sul governo è più complesso di quanto non sia quello sulla manovra, perché mentre quella può essere valutata oggettivamente, nel giudizio sull’operato del governo non si può prescindere dalle condizioni in cui lo stesso è chiamato ad agire.
Il  governo deve ottenere la fiducia del Parlamento, un Parlamento in cui la maggioranza è berlusconiana.
Ciò significa che il governo deve tenere conto dei veti posti dai partiti, cercando di rimuoverli in tutto o in parte, ma non potendo prescinderne totalmente.
Si può ritenere che Monti sia stato troppo arrendevole con il PDL su alcune questioni ma non si può non considerare i rapporti di forza attuali.
Vi sono una serie di provvedimenti nell’azione del governo Monti che il PDL ha dovuto subire e altri che rappresentano novità significative sia sul fronte del contrasto all’evasione fiscale, sia in relazione al mantenimento di servizi essenziali (rifinanziamento servizio di trasporto pubblico locale) e a sostegno dell’occupazione giovanile e femminile .

Particolarmente importante è l’annullamento della cosiddetta clausola di salvaguardia prevista dal governo Berlusconi .
Come è noto,   in relazione alle richieste pervenute dall’Europa,  Tremonti aveva definito una manovra complessiva che prevedeva di ricavare 20 miliardi di euro dalla futura riforma fiscale. Poiché, però, non è possibile utilizzare a copertura presunti recuperi di imposta, aveva inserito negli impegni una clausola di salvaguardia. Questa prevedeva che, in caso di mancato recupero di imposta, sarebbero state azzerate le detrazioni fiscali attualmente previste a favore dei redditi da lavoro, pensionati ecc. Una stangata terribile per i ceti meno abbienti.
Certo, la consapevolezza che si stanno subendo dei ricatti indigna ma “rompere”, come abbiamo visto, può determinare condizioni peggiori.
Esistono ovviamente dei limiti che non possiamo consentire vengano superati, ma, entro tali limiti, si deve lottare giorno per giorno, su ogni singolo aspetto, perché prevalgano le nostre posizioni, sapendo che la partita sarà lunga.
Naturalmente il PD deve rendere chiaro:
•    che le decisioni del governo approvate in Parlamento non sono condivise dal PD; il PD sostiene il governo per evitare guai peggiori ma se governasse prenderebbe provvedimenti diversi;
•    il progetto del PD per il futuro.
Mi sembra che lo stia facendo, vedi varie interviste di Bersani e l’ultima di Rosy Bindi. Vedi l’indisponibilità a creare una cabina di regia extraparlamento.
La presenza del PD nella maggioranza condiziona l’operato del governo al di là delle misure specifiche adottate, vedi tra l’altro l’importanza della netta presa di posizione di Bersani in merito all’art. 18, pur in presenza di minoranze nel partito favorevoli alla revisione di tale norma.
Fra le altre, sono state ottenute significative revisioni  sul tema delle indicizzazioni delle pensioni, in un primo momento precluse ,  totalmente o parzialmente,  per le pensioni maggiori di ………., massimale portato a 1.400 euro mensili lordi, l’attenuamento degli effetti su alcune fasce di età. L’introduzione dei capitali scudati fra le categorie da assoggettare a contributo e l’ aumento del contributo inizialmente fissato al 1,5%. Senza la presenza del PD sarebbe stato possibile l’imposta sugli immobili?
Bersani ha dichiarato che la battaglia continua e indicato i temi, fra cui una maggiore gradualità nell’attuazione delle norme relative alle pensioni di anzianità, norme specifiche per i lavoratori in mobilità, vera patrimoniale, e crescita volta in primo luogo a creare lavoro.

Il ruolo del Partito democratico e quello dei sindacati confederali  CGIL,CISL, UIL  sono diversi
Dovrebbe essere inutile sottolinearlo, ma non sembra sia così.
I sindacati confederali hanno il dovere di difendere i lavoratori e i pensionati e ricevono da essi il loro mandato. Essi sanno per lunga esperienza che tale difesa presuppone di far sentire la loro voce anche sul piano delle misure complessive decise dai governi , non limitando la propria azione ai rapporti con le Imprese, ma non siedono in Parlamento e da loro non dipende direttamente la sopravvivenza di un governo. Diversa è la responsabilità di un partito presente in Parlamento.
I sindacati fanno sentire la loro voce con gli strumenti a loro disposizione, i partiti con l’azione parlamentare.

Senza il Partito Democratico non esiste possibilità di un governo che attui una politica di redistribuzione del reddito a favore dei lavoratori, che colpisca le rendite, l’evasione fiscale, la corruzione e operi, anche a livello europeo,  per la crescita.

A coloro che giudicano negativamente l’appoggio del PD al governo Monti, e in ragione di questo giudizio, intendono far venire meno il loro voto, dico:
 

  • senza il Partito democratico non può nascere un governo di centrosinistra;
  • se non sosteniamo il Partito Democratico, avremo un governo di destra;
  • partecipate ai movimenti,  fate azione politica in ogni dove, utilizzate internet e qualsiasi altro strumento, criticate il Partito Democratico e chiunque altro soggetto : partito, istituzione, apparato , vi appaia criticabile;
  • iscrivetevi al partito che vi sembra più consono al vostro modo di essere;
  • ma sappiate che non esiste alternativa possibile alla destra che possa fare a meno del Partito Democratico.
  • Se non vi piace com’è e come opera, l’unica azione utile è iscriversi e migliorarlo.
  • Per la sinistra vale  il motto sindacale: “uniti si vince , divisi saremo sconfitti”.    
     

 
   
 
 
 

 


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"L'Italia di domani" era anche il tema della Festa Democratica nazionale tenuta a Pesaro. Puoi rivedere l'intervento conclusivo di Bersani su Youdem.tv o leggere il testo integrale sul sito nazionale.