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Una sfida politica per il Partito Democratico: la riforma dell’università e del sistema di formazione superiore

In Italia monta la protesta contro la riforma Gelmini  ed i tagli decisi al funzionamento universitario  (anche qui ) . Se nulla cambia il finanziamento statale all’università (esclusi dunque i contributi regionali e le tasse studentesche, o i contributi dei privati) sarà drasticamente ridotto, del 20% in termini reali, con una progressione impressionante: 63 Mln Euro l’anno scorso,190 nel 2010, e via a tagliare sempre di più fino ai 455 Mln nel 2013, per un totale di quasi un miliardo e mezzo di euro. Assieme a questo taglio epocale, un’inversione di tendenza rispetto al seppur lento aumento di risorse degli ultimi decenni, il governo si prepara ad una riforma dell’ordinamento universitario.
Cardine, controverso (si veda anche qui),  della riforma è la precarizzazione dei ricercatori – un terzo circa della forza lavoro delle università – ed un profonda revisione dei meccanismi di governo delle università. La precarizzazione dei ricercatori vuole essere, nelle migliori intenzioni, un chiarimento: le università assumano in pianta stabile solo professori per insegnare, e per fare la ricerca si affidino solo temporaneamente a figure professionali ad essa dedicata.
La riforma della “governance” è invece, sempre in una interpretazione benevola, una richiesta di diminuire l’autoreferenzialità dell’università sottoponendola, almeno in parte, al potere politico ed economico tramite una profonda revisione ei consigli di amministrazione e l’introduzione delle fondazioni come strumento per una parziale privatizzazione degli atenei.
Il Partito Democratico ha iniziato a Napoli una serie di manifestazioni all’interno dell’università. La proposta del Pd ha posto al centro dell’attenzione due elementi: risorse e controlli. Una riforma a costo negativo che riesca a migliorare la già sotto finanziata università italiana appare davvero una chimera senza fondamento logico. Si investa in formazione e ricerca, chiede il Partito Democratico, e su questi investimenti si costruisca la credibilità di qualunque riforma. In secondo luogo i controlli: la gestione del sistema universitario da parte di soggetti terzi rispetto alla politica ministeriale e alla classe docente – fino ad oggi gli incontrastati gestori del sistema universitario – richiede un’autorità forte ed prestigiosa di controllo dei risultati. Occorre cioè, ragiona il PD, impedire che vi sia anche nell’università una privatizzazione delle rendite senza un controllo della qualità del servizio erogato. Fino ad oggi questa autorità di controllo era esercitata dal ministero,  ed invero la gestione gelminiana del ministero è stata profondamente ambigua: rafforzamento del centralismo ad onta di tutti i proclami federalisti, e cessione sottobanco di generosi contributi agli atenei del nord con criteri per lo meno discutibili . Appare chiaro insomma che il ministero dell’università, troppo legato alla ricerca del consenso politico, non ha dimostrato finora quell’autorevolezza ed imparzialità che l’autonomia gestionale dei singoli atenei richiederebbe.
Ma vi è una domanda politica per il Partito Democratico: come saldare l’interesse delle imprese e del paese per la ricerca – si veda ad esempio la necessità di nuove fonti energetiche – la protesta di una classe docente mortificata nell’insieme a prescindere dai valori e meriti individuali, le aspirazioni di promozione culturale e sociale degli studenti, in un progetto complessivo e corale? Attorno a quale tema unificante possiamo schierarci per una proposta complessiva e non frammentaria?
 

Risorse.
Rassegna stampa:
Cronaca della protesta, l’occupazione dei rettorati su L’Unità (18/05/10),   su Repubblica (19/05/10),   ed il Corriere (19/05/10).
Risultati delle elezioni fra gli studenti universitari: vince la desta alleata a CL.
 
Sindacati
La CGIL università e ricerca.
La CISL università e ricerca.
La UIL università e ricerca
 
Partito Democratico
Le proposte Pd sul personale universitario, sulla ricerca, e sul decreto di riforma.
 
Normativa
Il decreto approvato in commissione al senato:


 L'Italia di domani 

 le proposte del partito democratico 

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"L'Italia di domani" era anche il tema della Festa Democratica nazionale tenuta a Pesaro. Puoi rivedere l'intervento conclusivo di Bersani su Youdem.tv o leggere il testo integrale sul sito nazionale.