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Vuoi sapere la verità sulle modifiche allo statuto PD?

L'Assemblea nazionale del partito democratico (21-22 maggio 2010) sarà chiamata, tra l'altro, a votare alcune modifiche statutarie predisposte da una apposita commissione nominata dalla Convenzione nazionale tenuta l'11 ottobre 2009. E' prevista un'ultima riunione di tale commissione venerdi 14. Il testo delle modifiche in esame è stato al centro di contestazioni sollevate in primis da Salvatore Vassallo il quale ha anche pubblicato il testo sul suo sito. Non ci interessa entrare nella varietà di dichiarazioni che si sono susseguite e che ancora una volta ci hanno rappresentato come un partito confuso quando non intento a far solo battaglie interne :-(( .
PD2.it nasce con l'obiettivo di essere un sito di servizio e informativo per militanti e simpatizzanti del PD. Vediamo quindi cosa sta realmente succedendo. Il titolo un po' da gossip è solo frutto di amara ironia...
Il testo su cui stiamo ragionando è frutto di condivisioni, non di colpi di mano di questo o quello. Non è ancora nemmeno il testo definitivo della Commissione. Tuttavia è facile immaginare la volontà generale di "chiuderlo" venerdi prossimo e di ridurre al minimo una discussione "statutaria" in Assemblea nazionale. Vediamo quindi i punti principali su cui si sta intervenendo. Ove non diversamente specificato le numerazioni articolo.comma fanno riferimento al Testo del Comitato ristretto.

Nell'art.1 dello statuto è fissato il criterio di apertura del partito stabilendo che vengono affidate agli elettori "le decisioni fondamentali che riguardano l'indirizzo politico, l'elezione delle più importanti cariche interne, la scelta delle candidature per le principali cariche istituzionali". Questo criterio è confermato, con la specificazione che le cariche interne in questione sono quelle previste dall'art.9 ("Scelta dell'indirizzo politico mediante elezione diretta del Segretario e dell'Assemblea nazionale") e dall'art.15 per il livello regionale, mentre viene esclusa per i livelli inferiori questa possibilità.

E' resa più esplicita e rafforzata da automatismi la casistica di esclusione dalla possibilità di essere iscritti: per appartenenti al altri partiti e movimenti politici, per eletti aderenti a gruppi consigliari diversi dal PD, per candidati in liste diverse da quelle del PD (2.9).

Non è certo una grande novità (e infatti è in bella evidenza in molti commenti sui quotidiani!): i Circoli avranno un "Segretario" e non un "Coordinatore" (14.4)

Almeno 1/3 delle Direzioni provinciali sarà composto da Segretari di Circolo o membri dei Direttivi di Circolo (15.3)

Resa più tempestiva, con salvaguardia del pluralismo, la possibilità di scioglimento anticipato di una Assemblea regionale (17.1). Precisato e meglio garantito il potere del Segretario nazionale di nominare un organo commissariale sostitutivo di Segretario e Segreteria (17.3).

Fissata una nutrita serie di incompatibilità con gli incarichi di partito e per la candidabilità sul versante istituzionale (21).

Una stretta sull'obbligo dei versamenti dei contributi al partito da parte degli eletti (22.2).

Ritocchi su tesoriere (31) e Bilancio (35).

Le risorse economiche derivanti da contributi degli eletti territoriali, tesseramento, autofinanziamento, restano a livello locale sulla base di Regolamento finanziario regionale (34.2). Alle Unioni provinciali è trasferito il 50% dei rimborsi elettorali regionali (34.4).

A fronte della soppressione dell'art.43 statuto vigente ("Comitato per l'attuazione del codice etico"), vengono espanse le competenze delle Commissioni di garanzia (40) con significative specificazioni sul versante delle spese elettorali dei candidati e prevedendo l'anagrafe patrimoniale degli eletti.

Una serie di modifiche (per la maggior parte già citate) vengono nel solco di una maggiore omogenizzazione nazionale, con corrispondente limitazione della discrezionalità degli statuti regionali (11.1, in parte 14.4, 15.1, soppressione 22.8 di statuto vigente, 21 vs 22.8 statuto vigente). Da notare che il nuovo art.45 determina "da subito" la decadenza di norme difformi negli statuti regionali.

Infine viene inserita come "norme transitorie" la regolazione dei prossimi congressi provinciali e di Circolo (46).

Tutto qui? No, ho lasciato per ultima la parte sugli artt.18, 19 e 20 dello statuto vigente, quelli su cui si sono concentrate le polemiche di questi giorni. Credo che abbia avuto buon gioco chi ha risposto "leggete meglio" a tutta una serie di preoccupazioni centrate sulle "primarie di coalizione". Ma attenzione, di modifiche ce ne sono; per vederle non si può fare una banale lettura di testi a fronte. Va considerato tutto quel che c'è negli articoli citati; e poi va visto quel che risulta dai soli due "nuovi" artt.18 e 19. E per capire le ragioni e la portata occorre consapevolezza dei margini di incongruità che c'era (c'è) tra gli artt.18 e 20, a suo tempo "interpretati" dalla Direzione nazionale in sede di approvazione del Regolamento quadro per la selezione delle candidature alle cariche istituzionali, la quale aveva messo in sequenza e stabilito i nessi tra "primarie di partito" e "primarie di coalizione". Questa impostazione viene ora rovesciata, ed è appunto questa la vera novità. Le "primarie di partito" divengono una delle subordinate nel caso non siano possibili le primarie di coalizione. Non è una cosina da poco, perchè (in coerenza) salta tutta la precedente regolamentazione ed è evidente che "primarie di partito" fatte per tempo (5-7 mesi prima) sono cosa del tutto diversa da "primarie di partito last minute", su cui ognuno può esercitare la fantasia per immaginarne la natura in relazione alla variegata casistica che si potrebbe presentare nella fase di confronto con gli altri partiti.

In un articolo informativo sono fuori luogo i commenti personali. Diciamo solo che la scelta che si sta facendo è all'opposto delle ragioni sostenute nei due articoli pubblicati su pd2.it, qui e qui.

Come detto, non è quindi la regolamentazione delle primarie di coalizione a cambiare. Ed è un po' pittoresco andare a cercare una differenza nel fatto che sia prevista una decisione della Assemblea del competente livello territoriale (18.3) per individuare la "candidatura sostenuta dal PD" (ferma restando la possibiità di altre candidature, identicamente a quanto previsto oggi) quando è l'intero impianto delle primarie di partito che sta saltando!
Di novità nelle primarie di partito c'è poco altro. E' esplicitato il vincolo che il regolamento concordabile con gli altri partiti debba prevedere il metodo della maggioranza relativa. C'è (18.8) la possibilità per il Segretario nazionale, "qualora ravvisi elementi che pregiudichino l'indirizzo politico generale del partito", di chiedere agli organi regionali un riesame di determinazioni riguardanti coalizione e candidature.
Va anche notato che nella riscrittura dei tre articoli (nei due proposti) cade la norma che prevedeva la possibilità di registrarsi come "elettori del PD" al momento del voto (art.18.2 statuto vigente). Cade anche l'art.20.5 statuto vigente (Segretario nazionale come candidato unico PD a Presidenza del Consiglio), ferma restando la meno cogente espressione che resta in art. 3 statuto vigente. Si noti che, cadendo questo, nel caso si addivenisse a primarie di coalizione a livello nazionale, qualunque altro iscritto potrebbe candidarsi in alternativa, disponendo del 35% dell'Assemblea nazionale o del 20% degli iscritti.
Con qualche dubbio sulle reale intenzionalità, va notato che la caduta delle previsioni del Regolamento quadro.. (e dei derivati regolamenti territoriali) previsti dall'art.18 statuto vigente cambia il campo di influenza dei principi già contenuti e ripetuti nel nuovo 19 (nel senso che questi ultimi vengono a valere solo per Parlamento ed Europee, nel regolamento nazionale da adottarsi di volta in volta) e fa cadere la previsione di qualsivoglia processo partecipativo con riferimento alla individuazione dei candidati consiglieri per Regioni, Province e Comuni.

Se vi sembra di trovare errori o manchevolezze nella ricostruzione... i commenti sono aperti in calce.

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[aggiornamento 14 maggio 2010 ore 23]

Come previsto la Commissione statuto ha chiuso i suoi lavori all'unanimità, sulla scia delle spiegazioni e delle intese già intervenute ieri e riportate con maggior dettaglio su Europa di oggi. Poiché non disponiamo del testo approvato, ci riserviamo un ulteriore aggiornamento informativo rispetto ad alcuni punti rilevati qui sopra e di cui non c'è traccia nelle agenzie. Questo aggiornamento è quindi solo un commento sulla novità centrale, quella di privilegiare la "primarie di coalizione"; per darsene una ragione, vista quella unanimità. L'impressione è che questa scelta sia stata fatta avendo davanti agli occhi le recenti esperienze, anche se le primarie di partito così come realizzate sono state qualcosa di molto lontano da quel che si sarebbe potuto e dovuto fare. Peraltro non ci nascondiamo dietro un dito, le buone ragioni che avevamo descritto a favore di una effettiva partecipazione, per tempo, di iscritti ed elettori (PD) alla definizione dei programmi e della rappresentanza toglievano molto senso alle primarie di coalizione. A queste ultime sono parse più interessate le forze che tradizionalmente hanno sostenuto le primarie; ma non meno interessati gli altri, che hanno visto nel passaggio interno un rischio di ripiegamenti e tutto sommato un ostacolo e non un vantaggio per il formarsi di coalizioni. Si verificherà in futuro la saggezza di questa scelta condivisa che cambia molto nei rapporti politici in prossimità di elezioni.

[aggiornamento 23 maggio 2010 ore 22]

Il testo della Commissione, approvato dalla Assemblea nazionale, ha fatto cadere la previsione di un "candidato di partito" in occasione di primarie di coalizione e ha ripristinato il vincolo secondo il quale il Segretario nazionale è il candidato unico alla Presidenza del Consiglio. Il testo dello statuto modificato è publicato sul sito nazionale PD.


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